Ottavio Frammartino
Segretario prov. PRC Matera
Ottavio Frammartino
Segretario prov. PRC Matera
Affari e politica, affaristi e politici. Il legame è noto, purtroppo, e si chiama mazzetta. Un giro di appalti che riguarda un settore che in Italia non è spesso citato, soprattutto in casi giudiziari: il petrolio. Un'inchiesta, quella del pm Henry John Woodcock (sì, è proprio quello del caso Corona), che ha portato ieri all'arresto dell'amministratore delegato di Total Italia, Lionel Levha e della messa agli arresti domiciliari del deputato Pd, Salvatore Margiotta. Oltre a loro, che sono i nomi di spicco, sono stati arrestati Jean Paul Juguet, responsabile Total del progetto "Tempa Rossa" (uno tra i più grandi giacimenti petroliferi della Basilicata); Roberto Pasi, responsabile dell'ufficio di rappresentanza lucano della Total e un suo collaboratore, Roberto Francini; l'imprenditore materano Francesco Ferrara e il sindaco di Gorgoglione, sempre in provincia di Matera, Ignazio Tornetta. Arresti eseguiti, tanto per rimanere nell'alveo dei nomi noti, dai carabinieri del Noe, guidati da quel capitan Ultimo (Sergio De Caprio) che arrestò Totò Riina. Le accuse su cui ruota l'indagine sono di corruzione, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta (con riferimento specifico agli appalti dei lavori per le estrazioni petrolifere) e concussione. In sintesi, il pm ipotizza che l'imprenditore Ferrara avrebbe elargito somme di denaro ai politici indagati per favorirlo nella corsa ai bandi pubblici. In particolare, secondo l'accusa, Ferrara avrebbe dato a Margiotta 200mila euro in cambio della sua influenza di parlamentare e leader del Pd regionale usata per fare pressione ai dirigenti della Total, società titolare di una delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi della Val d'Agri, e per fornire informazioni privilegiate al gruppo di imprenditori.
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"Dietro l'attacco ambientale portato avanti da anni contro una delle zone più belle e verdi della Basilicata, la Val d'Agri, si cela una ragnatela di malaffare": lo ha detto, in una dichiarazione, Maria Campese, segretaria nazionale di Prc per l'area territorio, ambiente e beni comuni. "L'inchiesta della procura di Potenza, che ha portato oggi all'arresto dell'amministratore delegato di Total Italia, Lioned Levha, e agli arresti domiciliari per il deputato del Pd Salvatore Margiotta - ha aggiunto - potrebbe mostrare cosa si nasconde dietro la depauperazione del territorio: un giro di tangenti e la rincorsa ai profitti leciti e illeciti da parte di imprenditori e politici senza scrupoli. La popolazione, le lavoratrici e i lavoratori della Val d'Agri, hanno dovuto subire in questi anni l'umiliazione di un territorio calpestato, sotto il costante ricatto del problema lavoro. Dovevano arrivare i posti, le misure per la sostenibilità ambientale, la formazione e lo sviluppo culturale. Ma il petrolio ha portato solo ad un maggiore inquinamento, il lavoro manca come prima e i giovani continuano ad emigrare, il territorio non ha ricevuto in cambio nemmeno le opere promesse e annunciate e la benzina non ha subito sconti. Dietro questa rapina del territorio si conferma purtroppo anche il dato di una classe politica staccata dalle esigenze reali del Paese, di un ceto di dirigenti che pensa più agli affari privati che agli interessi della collettività".
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L'abitazione e gli uffici del presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro (Popolari Udeur) sono stati perquisiti oggi nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal pm di Potenza, Henry John Woodcock, sul "comitato d'affari" costituito per approfittare delle estrazioni petrolifere in Basilicata. E' stato portato via un computer e a Nigro è stata consegnata una informazione di garanzia che fa riferimento a presunte irregolarità nell'aggiudicazione, nel 2007, di un appalto per l'adeguamento della strada statale 175, finanziato con 18 milioni di euro e affidato all'associazione temporanea composta dalle imprese Ferrara, Polidrica e Giuzio: "Ho la massima fiducia nella magistratura", ha detto Nigro. E' stata perquisita anche l'abitazione del consigliere provinciale Nicola Montesano (Pd), che è agli arresti domiciliari.
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Contro gli intenti dichiaratamente golpisti del presidente del Consiglio, sulla riforma della giustizia come sulla volontà di cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza, mi appello a tutte le forze di sinistra e democratiche affinché domani partecipino in massa allo sciopero generale indetto dalla Cgil e dai sindacati di base, facendo riuscire una manifestazione che sarà solo la prima tappa della lotta contro il governo e i suoi provvedimenti economici, e affinché vengano firmati i referendum contro il lodo Alfano (banchetti di Rifondazione comunista saranno presenti domani e nel wee-end in tutte le principali città italiane). E' necessario, cioè, partecipare tutti affinché si costruisca un movimento di massa che, dai lavoratori agli studenti, dai precari ai pensionati, riesca a sconfiggere la manovra economica proposta dalle destre e i tentativi golpisti di Berlusconi. A questo riguardo, trovo davvero singolare che proprio il giorno prima dello sciopero il governo-ombra del Pd proponga di aprire una discussione con il governo sui temi economici e sociali, indebolendo di fatto il movimento e le forze che si oppongono al governo.
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13:21
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