1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

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venerdì 24 aprile 2009

25 aprile: Resistenza, Liberazione, Costituzione

La data del 25 Aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia della Repubblica Italiana.
E' l'anniversario della rivolta armata, partigiana e popolare, contro le truppe di occupazione naziste e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Il 25 Aprile 1945 segnò il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana e rappresentò il riscatto morale di tutta la nazione contro la dittatura fascista. Alla liberazione dell' Italia si arrivò grazie al sacrificio di tanti giovani, ragazzi e ragazze che, pur appartenendo ad un ampio schieramento politico (cattolici, socialisti, azionisti, militari monarchici, comunisti) combatterono fianco a fianco, con unità d'intenti e d'azione, per il riscatto dell'Italia invasa ed un diverso avvenire, fatto di giustizia e di eguaglianza. Quelle ragazze e quei ragazzi, che più di sessant'anni fa si erano dati l'appellativo di Partigiani, si accinsero, da subito, dal 26 Aprile, a ricostruire il proprio Paese, nonostante i bombardamenti, le deportazioni e le stragi che avevano colpito la nostra terra in quegli anni. Con la Liberazione dell' intero territorio nazionale dall' invasore nazista e dai mercenari della RSI, quelle ragazze e quei ragazzi parteciparono alla costruzione della nuova Italia, carichi di tanto impegno, dedizione e speranza, immaginando una società basata sulla pacifica convivenza tra le persone e tra i popoli. Quelle ragazze e quei ragazzi non seppero soltanto respingere l'invasore e cacciare il tiranno. Una sapienza politica illuminò la Resistenza, quella stessa sapienza politica che fu posta in opera nello scrivere la Costituzione Repubblicana. L'insegnamento di quelle persone deve guidarci anche oggi per mettere in primo piano il perseguimento della Pace, intesa come totale avversità alla guerra ed al terrorismo.
Serve unità d' intenti per poter vincere, anche sul piano ideale e morale, le forze che, qui in Italia, da posizioni di potere, hanno trascinato, e probabilmente lo faranno ancora, il nostro Paese in avventurose imprese militari. Non stanno nello spirito della Costituzione nata dalla Resistenza i tentativi di riforma in atto negli ultimi anni, che pare servano più ad una parte politica che ai problemi del Paese. Noi dobbiamo dire basta, al tentativo in atto, di un vasto piano finalizzato allo smantellamento dell'edificio democratico. Siamo di fronte ad una vera e propria controriforma, ad un salto all'indietro nel buio, alla negazione dei nostri valori etici e politici. Questa funesta operazione politica, di mutamento delle basi fondanti della Costituzione Repubblicana, è accompagnata da una campagna revisionista della storia, con la quale si vuole ridurre la Resistenza ad un fatto marginale della guerra di Liberazione del Paese. Siamo in presenza di un massiccio tentativo di parificazione dei valori, tra chi ha combattuto per la libertà e l'indipendenza nazionale e coloro che si sono posti al servizio dei nazisti per negare quella libertà. Si nega il sacrificio di 200.000 donne e uomini combattenti e si sottovalutano le stragi compiute con ferocia dai nazisti e dai fascisti, con il solo intento di sottolineare fatti di sangue successivi al 25 Aprile e creare così un clima di responsabilità comune, nel quale le differenze si sciolgono e diventa impossibile distinguere la figura della vittima da quella del carnefice. Si vuole cancellare il ricordo delle donne della Resistenza che, offese, torturate e violentate, seppero tacere dinanzi al carnefice. Si vuole cancellare l'immagine degli operai che bloccarono la macchina bellica nazista, facendo alle volte olocausto della propria vita.
Questa fu e rimane la Resistenza italiana con i suoi valori, che nessuna alchimia politica di parte potrà mai cancellare, perché con la Liberazione, ed ancor prima nella Resistenza, si ritrovò la Patria, quella vera fatta di valori e di popolo, non di vuote formule retoriche, di inutili galloni, di facce impresentabili con dietro un vuoto di memoria, di cultura e di dignità. Coloro che condividono i valori di Libertà, Giustizia e Fratellanza, conquistati in quei terribili inverni tra il 1943 ed il 1945, dovrebbero rappresentare la coscienza critica di questa nazione e capire che durante quegli anni è stato lasciato un segno indelebile nella coscienza popolare, nei giovani e nelle istituzioni.



PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo “E. Berlinguer”
MIGLIONICO

domenica 1 marzo 2009

Questa e’ la (S)volta buona per Miglionico!!!

Cari concittadini, come tutti voi già saprete, fra qualche mese saremo chiamati alle urne per rinnovare la nostra Amministrazione Comunale e, già da un po’ di tempo, tutte le forze politiche hanno dato inizio al consueto valzer delle trattative, con tanto di campagna acquisti per aggiudicarsi questo o quel candidato, questa o quella alleanza. Noi di Rifondazione Comunista siamo stati contattati da varie forze politiche, anche da alcune dalle quali non ce lo saremmo mai aspettati, se non altro per la distanza politica che ci divide, ma come avevamo già annunciato molto tempo fa, abbiamo deciso di non entrare in nessuna coalizione e di portare avanti un progetto autonomo, lasciando la porta aperta a tutti quei concittadini che volessero aderirvi in maniera attiva. Questo nostro progetto vi sarà presentato nelle prossime settimane e avrà come scopo fondamentale il coinvolgimento dei cittadini e l’uscita da una logica di scambio o clientelismo che ancora caratterizza molti partiti a livello locale (“ti prometto o ti do qualcosa in cambio di qualcos’altro!”). Non si tratterà di un vero e proprio programma elettorale, anche perché non si partirà dalla logica di formare a tutti i costi una lista per le Elezioni Amministrative, ma dell’individuazione dei principi e delle direttive cardine sulle quali la nostra linea politica futura dovrà poggiarsi, sia essa di maggioranza o di minoranza, interna od esterna al Consiglio Comunale; solo allora potremo valutare la possibilità di presentare o no una lista per le elezioni. Molto probabilmente, anche per queste elezioni, ci troveremo di fronte alle solite operazioni di facciata e a candidature finte che ci daranno l’illusione di un certo rinnovamento, in parole povere cercheranno ancora una volta di prenderci in giro inserendo nelle liste qualche nome nuovo, ma lasciando tutto in mano ai soliti “burattinai”, gli stessi che amministrano da vent’anni con risultati disastrosi. Questa è la ragione fondamentale che ci ha spinti a tirarci fuori dalla bagarre di queste settimane, perché riteniamo che un netto e radicale rinnovamento, non passi solo e soltanto per un parziale cambiamento delle facce, ma necessiti di una reale svolta nel modo di concepire la politica e la vita amministrativa. Nei cinque anni dell’amministrazione Borelli nessuna delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale ha mantenuto una sola delle promesse fatte, né la maggioranza, dalla quale non ci potevamo aspettare di meglio, né la minoranza, che si è trasformata sempre più in una “Opposizione Ombra” di una “Amministrazione Fantasma”. Questa amministrazione non è riuscita a portare a casa un solo risultato positivo, ma quello che più ci preoccupa è che in tutte le decisioni prese non abbia neppure minimamente coinvolto la cittadinanza, amministrando, nell’assoluto silenzio dell’opposizione, la cosa pubblica con una logica privatistica. Se la maggior parte dei nostri amministratori, nel corso degli anni, avesse speso per il bene della comunità almeno un centesimo del tempo passato a promettere lavoro in cambio di voti, forse tutti noi miglionichesi oggi staremmo un po’ meglio. E’ proprio contro questo genere di pratica che Rifondazione Comunista vuole battersi, perché non è pensabile che nel 2009, a Miglionico, per lavorare in alcune aziende devi prima farti la tessera a questo o quel partito e che, prima di firmare la lettera d' assunzione, arrivino a casa tua degli “emissari” per assicurarsi che tu tenga fede all’impegno preso, proprio come funziona nelle associazioni mafiose. Alla luce di tutto questo, vogliamo rivolgere a tutti voi, ed in particolare ai giovani miglionichesi, l’invito a non prestarvi a questi giochi, perché queste persone sfruttano la sofferenza della gente per raggiungere degli scopi personali e in occasione delle prossime elezioni, visto il periodo di crisi e la totale mancanza di lavoro, prevediamo che la situazione possa peggiorare ulteriormente. Per questi motivi vi invitiamo a tenere alta la guardia durante i mesi che ci guideranno alle elezioni e vi promettiamo che ci impegneremo al massimo per cercare di presentarvi un progetto veramente nuovo e concepito solo ed esclusivamente nell’interesse della comunità. A tale scopo, nelle prossime settimane, organizzeremo delle iniziative pubbliche per discutere con voi delle principali problematiche presenti sul nostro territorio e trovare insieme delle possibili soluzioni. Molto dipenderà anche da voi. Grazie.

mercoledì 4 febbraio 2009

Mai più col PD

Da tempo andiamo dicendo che non esistono margini per accordi di legislatura con il Pd e che continuando a perseguire questo tipo di alleanze a livello locale si mette a rischio l’esistenza di Rifondazione Comunista. Ma ogni qual volta ci accingiamo a sollevare la questione, si alza nella sala un solerte dirigente che con sguardo serio ed accigliato ci apre sotto gli occhi il bignami del buon riformista, e dopo l’immancabile litania contro il settarismo ci da bella lezione di pragmatismo: ”invece di ragionare per dogmi badate ai programmi, compagni…”. Come se solidi e corposi programmi non fossero mai esistiti in passato (quello dell’Unione era di 246 pagine!) tanto reclamizzati, quanto inefficaci ad evitare la capitolazione del partito agli interessi padronali. Ed è grazie a questo supposto realismo che il Prc ha perso credibilità ed è stato ridotto ai minimi termini subendo una rottura dietro l’altra. Nel ’97-’98 col primo governo Prodi le scissioni sono state due: una a sinistra (Bacciardi), l’altra a destra (Pdci), col Prodi-bis si è andati al raddoppio, tre a sinistra (Sinistra Critica, Pcl, Pdac) ed una, di questi giorni, della destra vendoliana. Se a queste sommiamo quella dei comunisti unitari del ’95, arriviamo a quota sette. Le scissioni di destra sono state certamente le più rilevanti e tutte fortemente sovrarappresentate nei gruppi dirigenti. Ci sono finiti tutti gli ex-segretari (Garavini, Bertinotti, Giordano) e presidenti del Cpn (Cossutta, Zuccherini) che questo partito ha avuto fin dalla sua nascita. Se da una parte ci auguriamo che Ferrero e Grassi godano di miglior fortuna dei loro predecessori, dall’altra ci poniamo il problema del rapporto che un partito comunista deve avere con il governo e le rappresentanza politiche della borghesia. Ce n’è a sufficienza perché da queste esperienze il partito tragga le logiche conclusioni e svolti verso una politica di indipendenza di classe. Ma nonostante gli sforzi della nostra area la maggioranza del gruppo dirigente del Prc continua sulla linea dei “paletti programmatici”. E dietro la logorrea più radicale del post-Chianciano, non c’è un seguito (se non in casi sporadici) con atti coerenti e scelte conseguenti.

Allearsi coi nostri carnefici?
Il Pd avvitato com’è nella sua crisi che l’ha condotto al di sotto del 25% dei consensi invece di rimettere in discussione la propria fallimentare strategia non ha pensato niente di meglio che di distruggere la sinistra per fagocitarne il consenso. Ed è così che con una bella legge porcellum, e uno sbarramento al 4% alle prossime elezione europee, punta a cancellarci. Non hanno esitato un secondo a trovare un accordo con il Pdl su questo terreno. Mentre scriviamo la legge è in Parlamento ed il partito è mobilitato per respingerla. Ma non sfugge a nessuno che se venisse approvata sarebbe un colpo molto duro. Uno scenario di tipo argentino potrebbe verificarsi, con l’esistenza di due grandi formazioni borghesi e una sinistra divisa e frantumata incapace di dare rappresentanza ai lavoratori e incidere sul conflitto sociale. Proprio per questo, pur non essendo affetti da cretinismo parlamentare, capiamo come queste elezioni, le prime dalla disfatta del 14 aprile, hanno un’importanza determinante per le sorti del partito. Veltroni sta perseguendo tenacemente l’obiettivo di diventare il becchino dei comunisti e della sinistra italiana. Tocca a noi impedirglielo. L’unico modo per scongiurare il suo piano è dimostrare ai lavoratori che c’è bisogno di Rifondazione Comunista e di un terzo polo della politica italiana, alternativo alla destra e al Pd. Ma per riacquistare la credibilità e l’indipendenza necessaria per affermare un tale obiettivo bisogna, non solo investire sul radicamento sociale e il conflitto di classe ma anche rompere con il Pd, un partito che a prescindere dalle sue origini è a tutti gli effetti una rappresentanza politica della borghesia italiana. Lo stesso discorso vale per l’Idv di Di Pietro. Su questo terreno Ferrero esita, quando nelle dichiarazioni afferma che la protesta sarà veemente ma non ci sarà alcuna rappresaglia sulle giunte in cui il Prc governa con il Pd e sulle future alleanze. Immaginiamoci la scena: prima i nostri militanti organizzano presidi di protesta sotto le sedi del Pd per contestare lo sbarramento alle Europee, qualche ora dopo salgono in quelle stesse sedi i loro dirigenti per contrattare le alleanze per le prossime amministrative. Radicali a parole, subalterni nei fatti. Un partito serio e militante può sopravvivere a uno sbarramento al 4%, un partito burocratico no. È tutta qui la sfida futura che ha di fronte Rifondazione. È oramai una questione vitale uscire dalle maggioranze di centro-sinistra e interrompere i tavoli di trattativa con il Pd, attrezzandosi a presentare liste indipendenti alle prossime amministrative. E non tanto per lo sbarramento, che pure è un attentato grave alla democrazia, ma perché ogni alleanza con il Pd snatura il senso della nostra battaglia politica.

D’Alema, un’alternativa?
C’è qualcuno, uscito recentemente da Rifondazione, che fulminato sulla via di Chianciano (per ben due volte) pontifica: il Pd non è un monolite, D’Alema sta conducendo una battaglia per abbassare la soglia dello sbarramento e per un nuovo soggetto politico della sinistra. Quanta grazia! In autunno, alla conferenza del Pd, potrebbe essere avanzata niente meno che la candidatura di Bersani in alternativa a quella di Veltroni. Le masse esultano plaudenti. Solo la disperazione può spingere i vendoliani ad eccitarsi per le frizioni interne al Pd, nella speranza che dalla corrente dalemiana possa nascere una nuova formazione socialdemocratica. A questo ritornello credono in molti anche in Rifondazione e lo utilizzano sovente per giustificare gli accordi con il Pd. Alla miopia politica si unisce la totale assenza di memoria. D’Alema il “socialdemocratico” è lo stesso che da presidente del consiglio nel ’99 ha svolto il ruolo di protettore del settore più spregiudicato del capitalismo italiano, i cosiddetti capitani coraggiosi. Questo il termine coniato dall’allora premier per definire quei nuovi soggetti arrivati sul mercato di recente. Tra questi, Roberto Colaninno ed Emilio Gnutti, a cui si sono aggiunti in seguito Ricucci e Fiorani. A toglierli dal cono d'ombra dell'anonimato non è stata soltanto la scalata ostile da 100mila miliardi di vecchie lire alla più grande azienda di Stato italiana ma anche il fatto che l’allora Primo ministro, aveva benedetto la scalata a Telecom, permettendogli guadagni strepitosi (si parla di almeno 15mila miliardi di lire). Attraverso questa operazione D’Alema sperava di costruire attorno a sé un blocco di potere politico-editoriale-finanziario, simile a quello di Silvio Berlusconi. È rimasto con un palmo di naso. Lo stesso risultato ha ottenuto con la vicenda Unipol-Bnl e la scalata al Corriere della Sera, e ancora una volta a prevalere è stata la linea di Montezemolo e del settore storico della borghesia italiana, per altro sostenuto dai rappresentanti della Margherita che oggi si collocano con la maggioranza di Veltroni nel Pd. A differenza di quello che pensano i vendoliani lo scontro nel Pd, non è tra borghesi e socialdemocratici, ma tra burocrazie che aspirano a rappresentare (senza peraltro riuscirci) settori distinti della borghesia, oltre che lottare per il proprio potere personale. Non fa riflettere nessuno il fatto che D’Alema non ha mai condotto una sola battaglia politica fino alle sue estreme conseguenze? E che ha già detronizzato Veltroni nel ’94 senza che questo impedisse la deriva a destra dei Ds? O che Bersani, è uno dei personaggi più apprezzati da Confindustria? Non viene a nessuno il sospetto che le correnti del Pd siano in realtà cordate di potere legate ai potentati economici locali e che il Pd del Nord di Penati, Chiamparino e Cacciari si stia trasformando in una versione soft del leghismo che costruisce le proprie rendite di posizione attraverso la privatizzazione delle utilities? Che non c’è una sola cooperativa “rossa” che non sia infilata negli appalti locali lì dove il Pd governa, ma anche dove è all’opposizione in pieno spirito bipartisan, gestendo commesse ed affari, in amore e in accordo con il Pdl? A nessuno fa pensare che alcune tra le più importanti banche italiane (Unicredit, Intesa, Monte dei Paschi) abbiano a riferimento il Pd? Quando la nostra pecorella smarrita smetterà di chiedere soccorso al lupo? Forse quel giorno si aprirà una speranza per la sinistra in questo paese.

martedì 20 gennaio 2009

Paolo Ferrero a Potenza il 23 Gennaio

Venerdì 23 gennaio alle 18.00, a Potenza
Sala Inguscio c/o Regione Basilicata
Iniziativa-dibattito con il segretario nazionale
Paolo Ferrero

mercoledì 12 novembre 2008

Hai investito il tuo Tfr? Ecco alcune notizie interessanti

1. In Italia, l'indice Mibtel della borsa di Milano è passato da quota 34.000 a 18.000 (dati del 7 ottobre) (- 47%). Chi ha investito 1000 euro del proprio Tfr nel giugno 2007, si trova ora in media a 530 euro. Se aggiungiamo alcune forme di garanzia a secondo del tipo di investimento effettuato, la cifra può salire all'incredibile livello di 650-700 euro circa (una perdita secca di 300-350 euro). Chi, invece, ha tenuto il Tfr in azienda ha guadagnato 30 euro. Eppure tutti, sindacalisti confederali, economisti, politici, giornalisti, a quei tempi declamavano a gran voce la convenienza di investire il Tfr in borsa!!!
2. Se il Tfr piange, i fondi pensioni non ridono. Il Fondo Pensione Integrativo dei metalmeccanici "Cometa", gestito dai sindacati, per il solo crack della Lehmann Brothers, ha perso più 3,5 milioni di euro. A tali perdite si devono sommare gli effetti derivanti dal calo di oltre il 40%% delle borse mondiali. Anche il fondo pensione dei giornalisti (che conta più di 15mila iscritti) segna profondo rosso (in media - 8%). Notizie del tuo fondo Espero la CGIL te ne ha date? Occorre cominciare a sperare di morire prima di andare in pensione?
3. All'inizio della crisi le borse mondiali hanno perso in media il 40%. Secondo le stime della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) il valore dei derivati era nel 2007 di 556 trilioni di dollari (cioè 556 mila miliardi). Oggi il valore è sceso a circa 333 trilioni. Nel giro di poco meno di un anno è stata bruciata una ricchezza pari a 223 trilioni di dollari. Nell'ultimo mese le varie banche centrali del globo hanno iniettato nuova liquidità per circa 5 miliardi di dollari. Una goccia nell'oceano! E' chiara l'entità della crisi?
4. Dal 29 settembre 2008, gli interventi pubblici a sostegno delle borse europee e americane sono ammontate a più di 1,4 miliardi di dollari. I vari paesi Europei (in ordine sparso) stanno creando fondi pubblici nazionali che si aggirano in media sul 3% del Pil. Per l'Italia si tratterebbe di mettere a disposizione una cifra pari a circa 45 miliardi di Euro, l'equivalente della finanziaria triennale che il governo di nani e ballerine vorrebbe approvare in questi giorni. Quando si tratta di (tentare di) salvare i mercati finanziari, i soldi saltano fuori come un coniglio dal cappello. Quando si tratta di prendere misure di welfare, garantire continuità di reddito ai precari, migliorare i servizi pubblici, evitare privatizzazioni,.., improvvisamente i soldi spariscono!!!

tratto da www.precaria.org

venerdì 31 ottobre 2008

In Valbasento Panasonic arenata sugli incentivi all’esodo

Panasonic non torna indietro. Chiusura confermata. Ma ancora nessun accordo sulle modalità di cessazione dell'attività. La trattativa si è arenata sull'importo dell'incentivo all'esodo: 15 mila euro la cifra proposta dal mangement aziendale, almeno il triplo la richiesta della controparte. I rappresentanti di Filcem Cigl, Femca Cisl e Uilcem Uil, come nel precedente incontro, hanno lasciato il tavolo senza sottoscrivere alcun accordo. Ogni decisione è stata rinviata al prossimo 5 novembre, prima cioè del passaggio in Regione fissato per il giorno successivo. Tesissimo il clima al tavolo e tra i lavoratori che hanno atteso l'esito della trattativa fuori. Sotto la sede della Confindustria di Matera, immediata è esplosa la rabbia dei circa novanta dipendenti della multinazionale giapponese che avrebbero voluto si mettesse già oggi tutto nero su bianco. Slogan contro la proprietà sono stati urlati a squarciagola per ore, impedendo di fatto al management aziendale di lasciare la sede di Confindustria. Eppure il confronto, questa volta, sembrava essere partito con il piede giusto. Ribadito che, purtroppo, non ci sono soluzioni alternative alla chiusura dello stabilimento di Pisticci scalo, dove si producono laminati per circuiti elettronici, l'azienda si è detta disponibile a riconoscere 75 giorni di retribuzione piena e, subito dopo, un periodo di cassa integrazione straordinaria di un anno, a cui, prima che scatti la mobilità, non è escluso se ne possa aggiungere un altro una volta allargato il confronto anche alla Regione. Un passo avanti rispetto a una settimana fa quando il colosso dell'elettronica non aveva lasciato alcuno spiraglio di trattativa, limitandosi ad annunciare il licenziamento immediato di tutto il personale in organico. Poi lo scoglio dell'incentivo all'esodo ha fatto impantanare la trattativa, senza che nemmeno si facesse in tempo ad aprire il capitolo del doppio binario per gli ultra cinquantenni. Sta di fatto che, comunque la si voglia leggere, si tratta di una sconfitta, l'ennesima, per l'area industriale che con l'abbandono di Panasonic perde un altro pezzo importante.


Colgo l’occasione a nome mio, del Partito della Rifondazione Comunista di Miglionico e della Provincia di Matera per esprimere la vicinanza ai lavoratori della Panasonic di Pisticci Scalo, che stanno vivendo momenti difficili. Riteniamo grave la decisione della Panasonic di voler chiudere lo stabilimento di Pisticci Scalo, un impianto attivo da pochi anni dove lavorano una novantina di persone, la maggior parte ragazzi che hanno sulle spalle 30 anni di mutuo. Io ho lavorato tre anni alla Panasonic e conosco tutti quei ragazzi che ora stanno lottando contro la chiusura dell’azienda e spero che riescano a raggiungere gli obbiettivi prefissati. Colgo l’occasione per fare un appello a tutti i politici lucani, soprattutto a quelli che governano questa Regione. È arrivato il momento di dire basta a questa politica industriale dell’elemosina verso le multinazionali che vengono qui solo a “mangiarsi” i contributi. La Panasonic e l’ennesima azienda che chiude i battenti e se ne va. Non dimentichiamoci di Nylstar, CFP e Pregis, solo per nominare le ultime aziende chiuse negli ultimi 3 anni, prima ancora la Carbon Valley, la PNT e tante altre.


Antonio Centonze

operaio Valbasento

Gli 80 anni di Giuseppe Pace militante appassionato e convinto

Compie 80 anni Giuseppe Pace, instancabile militante politico, cui la nostra città, la nostra regione e soprattutto i piccoli Comuni molto debbono. Nato a Miglionico da povera famiglia il 28 ottobre 1928, in tempi difficili, quando iscriversi al Partito Comunista Italiano significava farsi discriminare, se non perseguitare, condusse battaglie politiche e sindacali nel suo piccolo paese, di cui diventava giovanissimo sindaco. Il contatto con la gente e gli impegni amministrativi lo convinsero che un conto è stare in piazza a protestare, un conto è stare sul Comune ad amministrare. Ciò lo indusse ad evitare qualunque forma di estremismo e dogmatismo, pur senza mai dimenticare le istanze che venivano dal basso. Del resto, politica si fa, o almeno si faceva, per dare una risposta alla strada, si vuol dire alla gente comune delle casalinghe, dei disoccupati, dei giovani e dei pensionati, cioè dei più deboli. Collocandosi in questa ottica di saggia moderazione e di sano realismo, nella convinzione che il buon senso vale più del senso comune, Pace toccò il massimo del suo successo personale come militante politico, quando fu eletto segretario della Federazione del Partito Comunista di Matera. In ciò ebbe il sostegno di un maestro di vita e di pensiero, cui fece sempre riferimento: quel Giorgio Amendola - Giorgione - che, negli anni del dopoguerra, organizzò le lotte per la terra in Basilicata e per molti anni fu responsabile regionale del partito. Di Amendola, recentemente, Pace ha voluto la pubblicazione di un illuminante discorso tenuto a Matera nel 1965, e da lui religiosamente conservato fra le sue carte segrete. Nel 1970 Giuseppe Pace diventava consigliere regionale e, quindi, vicepresidente del Consiglio, entrando nel gruppo dei fondatori della Regione, cui fu dato uno dei più illuminati e saggi statuti. Lasciata la militanza attiva nel partito, colpito nella sua sensibilità di convinto socialista (ma anche comunista), ha seguito negli anni, con malinconia, le evoluzioni ed involuzioni del suo Pci, sulla cui democraticità non ebbe mai dubbi. Gli spiacevano le inclinazioni verso quel liberismo che oggi accusa tutti i suoi limiti e danni, inducendo alla conversione anche i teorici più dogmatici di esso. Undici anni fa, impressionato dal silenzio politico che avvolgeva la città di Matera, ma anche la Regione, Pace radunò alcuni amici, di diversa provenienza politica, ma tutti ugualmente preoccupati della democrazia e della giustizia da garantire alla nostre popolazioni. Fondò il Ciacp (Centro di Iniziativa e Analisi Culturale e Politica), di cui fu Presidente e animatore e che, da sinistra, fu voce critica e spesso scomoda. Col Ciacp, Pace, insieme ai suoi collaboratori, condusse battaglie decise per la difesa della Costituzione nei referendum, contro lottizzazione e il clientelismo, in difesa dei piccoli Comuni, contro il federalismo fiscale e gli attentati della Lega, registrando due importanti iniziative editoriali con la pubblicazione del discorso di Amendola del 1965 e con la pubblicazione di gran parte dei discorsi tenuti alla Camera, in quindici anni di impegno instancabile, dall'on. Michele Bianco, anch'egli di Miglionico, cui si deve, fra le numerose e benemerite iniziative, la prima proposta di legge per il risanamento dei Sassi. L'ultimo intervento di Pace, appenadei giorni scorsi, registra la proposta di una legge regionale che disciplini l'estrazione del petrolio in regione. Di Giuseppe Pace, insomma c'è ancora bisogno. E' per questo che oggi, in un momento difficile per la sua salute, gli inviamo i più affettuosi auguri di pronta guarigione edi ripresa della lotta ideale per un mondo, per una Lucania e per una Matera diversa.

Noi del Partito della Rifondazione Comunista circolo "E. Berlinguer" di Miglionico inviamo i nostri più calorosi auguri a Peppino Pace, uomo della sinistra lucana e figura importante per noi comunisti di Miglionico.

martedì 7 ottobre 2008

Manifestazione 11 Ottobre Roma - Prc di Miglionico - Appello e pullman


APPELLO PER LA MOBILITAZIONE DELL' 11 OTTOBRE 2008 A ROMA

UN'ALTRA POLITICA, PER UN'ALTRA ITALIA.

L'OPPOSIZIONE è NELLE NOSTRE MANI.

MOBILITIAMOCI !



Aderiamo alla Manifestazione NazIonale dell' 11 Ottobre 2008 a Roma con grande entusiasmo, colpiti favorevolmente dallo spirito unitario che sta emergendo in questi giorni in Italia da parte delle forze politiche, sociali e culturali della Sinistra.

Difesa della contrattazione collettiva, salari, carovita, lavoro, scuola, salute, ambiente, stato sociale, laicità, democrazia, antifascismo, giustizia uguale per tutti, libertà e pluralismo nella comunicazione, no al nucleare sono punti essenziali di una piattaforma che può e deve riunire tutte le anime della Sinistra.

L' 11 Ottobre 2008 a Roma sarà l'occasione per far sentire al Paese che un'opposizione esiste, per riavvicinarci al nostro popolo e per ricominciare un percorso di dialogo a sinistra che metta insieme le forze democratiche del Paese e contrasti le sciagurate scelte antisociali del governo Berlusconi e della destra.

A tale proposito comunichiamo che il Circolo di Rifondazione Comunista di Miglionico, promuoverà ed organizzerà la partecipazione alla Manifestazione Nazionale dell' 11 Ottobre 2008 a Roma con un pullman.
Chi intendesse partecipare può rivolgersi ad Antonio Centonze o Gino Frescura, o chiamare il numero telefonico 328 6481954, per effettuare le prenonazioni per il pullman. Il pullman parte sabato mattina alle 6.10 dal bivio di Miglionico, il prezzo del biglietto è max 10,00 €.


La Segreteria Cittadina di Rifondazione Comunista

mercoledì 24 settembre 2008

I lavori del Castello del Malconsiglio

La Gazzetta del Mezzogiorno del 29/08/2008 - Giacomo Amati

A Miglionico lavori infiniti - Una petizione chiede lumi sullinterminabile ristrutturazione del castello
Petizione popolare per chiedere la piena fruibilità del castello del Malconsiglio. L’iniziativa, a cura di numerosi cittadini, è rivolta sia al sindaco Vincenzo Borelli sia al presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, nonchè ai ministri delle Infrastrutture, Altero Matteoli dei Beni culturali, Sandro Bondi. Si chiede di “far luce sulle motivazioni che impediscono il completamento degli ormai ventennali lavori di ristrutturazione del castello e la sua conseguente mancata fruibilità al pubblico. Sappiamo, sottolinea Dino Centonze, laurea in Dams, manager nella produzione cinematografica, che i lavori di restauro durano da circa venti anni e che sono stati già spesi parecchi soldi. La popolazione è esasperata dalla mancata fruizione di un bene artistico così prezioso; è forte la preoccupazione per i lunghi e continui blocchi dei lavori. Inoltre, è sentita l’esi - genza di far rientrare il castello nel circuito turistico culturale del Materano, al fine anche di contribuire a far crescere l’economia locale. Infine, si sollecita l’in - teressamento delle istituzioni affinchè vengano sciolti i nodi che da troppi anni impediscono il completamento dei lavori di ristrutturazione, onde restituire le aree ad esso pertinenti alla fruibilità dei cittadini e dei visitatori. Cosa ha da dire, a riguardo, il sindaco Borelli? «Il maniero non è abbandonato al suo destino; al contrario, precisa il primo cittadino, il castello è un tesoro che sta al centro dell’attenzione quotidiana della nostra attività amministrativa. Il progetto di restauro - cominciato agli inizi degli anni Novanta: da allora, si sono succedute varie amministrazioni comunali, di colore politico diverso. Per eseguire i lavori, abbiamo ricevuto una somma complessiva di quindici miliardi di vecchie lire, grazie ai finanziamenti del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). I ritardi nell’esecuzione dei lavori non sono stati causati dalla mancanza delle risorse economiche, ma dal ritrovamento, durante gli scavi, di alcuni siti archeologici, alcuni rinvenuti nell’esecu - zione delle opere edili di consolidamento statico dell’immobile”. Quando finiranno i lavori in corso? L’ingegnere Berardino Montesano, responsabile del locale ufficio tecnico assicura che gli “interventi chirurgici” sul grande “ammalato ” stanno per concludersi. «Se tutto va bene, dichiara il capo dell’area tecnica, nel giro di un anno, potranno essere ultimati tutti i lavori». Insomma, bisogna avere ancora un altro po' di pazienza: serve un altro anno di “convalescenza ”. Poi, finirà l’attesa e questa “meraviglia ” del locale patrimonio artistico e storico potrà essere visibile a tutti, con una molteplicità di uso coerente con quello che ne è il valore architettonico.

Il Quotidiano del 24/09/2008 - Antonio Centonze
Partita in estate una petizione al ministro per la rapida conclusione del restauro - Miglionico rivuole il suo castello - Cittadini stanchi dei cantieri infiniti al maniero federiciano
E' stata un'estate calda, su tutti i fronti. Anchegli animi dei tantimiglionichesi emigranti e residenti, si sono surriscaldati nel vedere l'imponente maniero federiciano che domina la vallata, dalla collina di cencree, abbandonato a se stesso da almeno un ventennio. Le “fugaci” aperture dell'atrio del Castello, in qualche serata estiva per ospitare concerti di jazz, swing e musica da camera, in un ambiente suggestivo, hanno risvegliato quell'orgoglio tipico dei lucani. Valorizzare o perlomeno salvaguardare il patrimonio monumentale, la propria storia, si è fatto strada nella coscienza e nei cuori di questo popolo laborioso e tranquillo. Adesso basta, il loro grido di sconforto ma non di rassegnazione. «Passeggiare da piazza Popolo a piazza Castello e vedere il castello sempre ingabbiato da anni è un pugno al cuore -è il commento di uno degli emigranti miglionichesi di ritorno. Un monumento da tutelare e valorizzare anche a fini turistici che resta chiuso da anni è un qualcosa di inaccettabile». E come si fa a non condividere? Dal popolo è venuta fuori forte, la voglia di far sentire la propria voce su questo restauro infinito. Con una petizione popolare, senza colore politico alcuno, si reclamano certezze sul futuro del castello; si chiede di fare chiarezza sulle motivazioni di queste lungaggini dei lavori e fermezza verso chi questi lavori li prolunga a dismisura. Una piazza Castello, orfana da anni del suo castello, non è più accettabile. L'ultima scheda lavori in bella evidenza sull'ingresso principale del maniero, parla di lavori di “Completa - mento restauro ed impianti tecnologici”, appaltati alla Tecnolavori di Caserta per un importo di ben 1.843.446,86 non bruscolini. Per la progettazione e direzione dei lavori, incarico affidato allo studio dell'architetto Luigi Bubbico di Montescaglioso”. Lavori iniziati il 1 dicembre 2004 e da ultimarsi in 730 giorni. Questo recita la cartellonistica. 730 giorni a quanti anni corrispondono? Se la matematica non inganna, tenuto conto che un anno è composto da 365 giorni, dovrebbero essere 2 anni. Se togliessimo le 52 domeniche e qualche festivo, rimarrebbero almeno 300 giorni lavorativi annui. Quindi in poco meno di 2 anni e mezzo i lavori “dovevano” essere, se non ultimati, almeno in dirittura di arrivo. Dovevano!Appunto. Siamo sul finire del 2008 e dell'ultimazione di quei lavori che al più, con la tolleranza, nel primo semestre 2007 avrebbero dovuto consentire al maniero di essere usufruibile dalla collettività, non si vedeneanche l'ombra. La raccolta firme per la petizione popolare, indirizzata direttamente ai ministri Sandro Bondi per i Beni Culturali e Alfredo Matteoli per le Infrastrutture, è partita. Ampia l'adesione con firme apposte su moduli presenti in locali di attività commerciali miglionichesi, per portare a conoscenza anche del presidente della Regione Vito De Filippo e del sindaco di Miglionico Borelli, della forte volontà manifestata da semplici cittadini miglionichesi e da tanti turisti ed emigranti di riavere a propria disposizione quegli spazi, interni ed esterni, di un pezzo di storia lucana, che è il Castello del Malconsiglio.


Fa enormemente piacere vedere che la comunità miglionichese si sta "svegliando", e che prende seriamente a cuore la situazione dei lavori del Castello del Malconsiglio. Noi, non molto tempo fa, abbiamo fatto un volantinaggio difronte il castello riguardande proprio il ritardo dei lavori di ristrutturazione. A quel volantinaggio è seguita una richiesta formale al Sindaco, che ancona non ci ha risposto, chiedendo lumi sulla situazione reale dei lavori. Ci siamo anche interessati a Febbraio di quest'anno alla situazione degli operai che lavorano nel Castello, ma anche quella nostra denuncia non ha avuto risposte da nessuno. Ad ora siamo l'unico partito politico che ha preso seriamente a cuore la situazione dei lavori del castello.
Su queste pagine sono presenti sia gli articoli di giornale riguardanti tutto ciò, sia il volantino da noi diffuso. Speriamo che i cittadini promotori della petizione siano più fortunati di noi. Saremo felici di collaborare in futuro per un fronte comune contro questo spreco di risorse.

P.R.C. Miglionico

lunedì 22 settembre 2008

La Parola ai Cittadini

Inauguriamo una nuova sezione del blog che intende dar voce ai cittadini.
Intervisteremo soprattutto chi, per la propria storia ed esperienza di vita, risulta essere particolarmente rappresentativo delle diverse tipologie di persone che vivono nel nostro paese, dal precario al disoccupato, dal lavoratore all’imprenditore, con l'intenzione di contribuire alla conoscenza reciproca e quindi al miglioramento della convivenza sociale.

domenica 7 settembre 2008

Il tempo è maturo........

Sono trascorsi 4 anni dall’insediamento dell’attuale Amministrazione di centro destra ed è ormai opinione diffusa che Miglionico non ha fatto nessun passo avanti. La sensazione di tanti cittadini, anche di molti che hanno sostenuto l’attuale amministrazione, è che questi amministratori hanno fallito e tradito il mandato. Il completo fallimento di questa classe dirigente all’appuntamento con l’amministrazione del paese non deve essere il fallimento di Miglionico. Dobbiamo avere il coraggio di dare una svolta alla politica affaristica attuata negli ultimi 20 anni nel nostro paese. Tutti sanno criticare ma alla prova dei fatti falliscono. Negli ultimi 20 anni non si è stati capaci di andare oltre la cura degli interessi personali e la soddisfazione di qualche clientela, lasciando incancrenire i problemi veri, come la gestione del territorio e dei problemi reali della gente.

Sentiamo il dovere morale e civico di unire gli sforzi insieme a tutti coloro che veramente tengono al bene di Miglionico, perché è doveroso impegnarsi per il bene del proprio paese e costruire insieme le condizioni politiche capaci di ridare voce alla parte viva e trasparente del nostro paese.
Bisogna ripartire tenendo gli occhi puntati verso il cambiamento mettendo insieme tutti gli uomini e le donne disponibili ad un forte e disinteressato impegno per ridare a Miglionico una buona amministrazione ed una prospettiva di sviluppo. Voltare pagina significa rinnovare la classe dirigente, aprire la politica a chi può oggettivamente innovarla perché finora ne è stato escluso, soprattutto I GIOVANI E LE DONNE. Al tempo stesso innovare vuol dire selezionare e formare le persone a cui affidare il compito di concretizzare un programma di sviluppo per Miglionico. Oggi qui vogliamo sottolineare che il tempo è maturo per dar corso a questo nuovo inizio, bisogna unire le forze per il bene di Miglionico. Sapere di dover domani raccogliere i deludenti risultati che questa Amministrazione lascerà sul piano amministrativo e politico, obbliga le forze del rinnovamento a partire per tempo nella costruzione di un programma che unisca quanti vogliono per Miglionico:

1. un futuro di crescita economica e civile capace di garantire una elevata qualità di vita in un ambiente sano,

2. soddisfare le aspettative dei giovani,

3. realizzare pari opportunità tra tutti a partire dal diritto delle donne di essere adeguatamente presenti nelle Istituzioni,

4. sostenere le famiglie con politiche sociali e servizi al passo con i tempi,

5. sostenere i soggetti deboli costruendo opportunità di lavoro per chi è in difficoltà,

6. saper accogliere i lavoratori migranti e garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Anche per questo, disinteressatamente, oggi sentiamo il dovere di chiedere a chi vuole il bene di Miglionico di scendere in campo per impegnarsi nella vita politica, sulla base di idee di progresso e di cambiamento. Forze nuove, giovani fatevi avanti esprimete la vostra opinione. Gettiamo le basi per un confronto allargato. Questo può essere il momento per rinnovare, per proporsi, per far circolare aria nuova e pulita. Approfondiamo il dibattito sulle possibili prospettive e su come costruire un progetto credibile e capace di rappresentare un alternativa alla attuale amministrazione.
Noi diciamo partiamo e cresceremo, da subito e senza preconcetti, aperti al dialogo, non diamo per scontati i nostri ruoli, mettiamoci in gioco e sulla base di un comune sentire partendo dalla centralità della questione morale della politica locale, coaguliamo gli obiettivi e costruiamo un programma fatto di poche cose chiare e concrete, pochi obiettivi capaci innanzitutto di valorizzare le risorse del nostro territorio: turismo e qualità della vita in primis (giardini e rifiuti urbani non sono obiettivi strategici di una buona amministrazione, ma devono essere ordinaria amministrazione! ).

Nei prossimi mesi che precederanno le elezioni amministrative 2009 a Miglionico, dobbiamo innanzitutto analizzare le esigenze del nostro Comune, i problemi e le aspettative di cittadini, associazioni e categorie economiche, per poter acquisire ogni utile elemento necessario a consentire la stesura di un programma amministrativo semplice, completo e soprattutto partecipato.

IL METODO OPERATIVO

In politica, se non esistono dati riscontrabili ed un metodo operativo chiaro è difficile poter sostenere di essere in grado di ben amministrare, definendo preventivamente solo le linee programmatiche dell’azione di governo del Comune, ne tanto meno si può pensare di poter dare concreta attuazione a ciò che ci si propone di realizzare con una coalizione che vuole rispettare i principi di efficienza, efficacia, trasparenza ed economicità dell’azione amministrativa. E’ indispensabile quindi chiarire preliminarmente il “metodo operativo/decisionale”, perché un progetto che ha l’ambizione di mettere insieme per il bene comune, uomini, storie e culture politiche eventualmente anche diverse, solo chiarendo da subito il metodo potrà dare certezza che non si areni di fronte a future decisioni importanti e difficoltà imprevedibili che possono presentarsi ad una amministrazione lungo il suo percorso. Noi crediamo nella decisione trasparente e partecipata.

Noi crediamo che la prossima amministrazione comunale dovrà impegnarsi per la pianificazione dello sviluppo locale, ricercando la partecipazione diretta dell’intera comunità locale alla definizione di obiettivi, priorità e linee di azione.

In particolare nelle scelte importanti legate all’utilizzo e gestione del territorio, che incidono sulle condizioni di vita di una comunità, bisogna promuovere la partecipazione democratica e si dovrà sempre consentire ai cittadini di discutere i temi ed i processi che governano sia lo sviluppo che l'impatto sull'ambiente naturale e sociale, così da pianificare soluzioni condivise e concrete ai problemi esistenti.

A tal fine si deve:

· incoraggiare il dialogo e la partecipazione delle diverse componenti della società;

· creare una relazione equilibrata tra società, ambiente e sviluppo;

· consentire uno sviluppo sostenibile nel rispetto dei bisogni di progresso della comunità locale.

Operativamente bisogna individuare idonei criteri per facilitare la partecipazione sociale, pensiamo agli strumenti adottati a livello europeo in programmi come Agenda 21, piani sociali di zona e programmi per lo sviluppo locale sostenibile. I partecipanti si incontreranno per scambiarsi opinioni, sviluppare visioni, proporre come superare gli ostacoli. Questa partecipazione sociale e l’approccio dal basso alla programmazione degli interventi, consentiranno di scambiarsi punti di vista, informazioni, sviluppare visioni, discutere i processi che governano lo sviluppo economico e sociale, definendo soluzioni concrete socialmente condivise e partecipate.

La lista che vuole governare Miglionico nei prossimi anni, per ben amministrare dovrà :

• Rilevare i bisogni dei cittadini;
• Programmare gli interventi per la crescita socio-economica di Miglionico;
• Promuovere e garantire la qualità della vita in modo da riequilibrare gli scompensi di una società che deve affrontare nuove sfide per lo sviluppo socio-economico;
• Soddisfare il bisogno di sicurezza dei cittadini, inteso non solo come garanzia di tutela dell’incolumità delle persone e dei loro beni, ma anche come sostegno e aiuto concreto alle fasce sociali più deboli;
• Garantire una crescita economica che conservi la nostra cultura, la nostra storia e i valori culturali e l’ambiente naturale.

In questi anni ogni cittadino ha potuto constatare che i bisogni che incidono sulla qualità della vita sono stati ampiamente disattesi, per questo la prossima amministrazione è tenuta a dare a queste esigenze delle risposte forti, con un azione che deve essere efficace ma anche capace di anticiparne i bisogni in una società in continua evoluzione. Pensiamo ad una programmazione di medio-lungo periodo che richiederà una gestione pianificata ed oculata della cosa pubblica per ripristinare la "normalità" che oggi manca, evitando innanzitutto sprechi e dispersione di risorse, ogni cittadino capisce che non basta realizzare qualcosa, bisogna anche che quello che viene realizzato:

- sia parte di un progetto e di un piano globale che possa portare a miglioramenti successivi, graduali nel tempo;

- sia realmente utile e diretto a soddisfare un bisogno generale prioritario e mai particolare.

NOI CREDIAMO CHE SE C'E' BUONA VOLONTA', SE NON SI CERCHERA' DI EGEMONIZZARE, DI METTERE PALETTI, DI AVVANTAGGIARSI POLITICAMENTE E SOPRATUTTO SE SI METTONO DA PARTE I PERSONALISMI, SI PUO' FARE UNA LISTA CHE FINALMENTE METTA INSIEME LE FORZE SANE E CAPACI DI MIGLIONICO.

venerdì 5 settembre 2008

sabato 5 luglio 2008

LA CONGIURA DEI…….LAVORI

La storia si ripete! Ancora una volta i lavori per la ristrutturazione del Castello del Malconsiglio sono fermi ed ora è arrivato il momento di dire basta! 18 anni di silenzio sono un po’ troppi su una questione che riguarda così da vicino il futuro e la prosperità del nostro paese. Nel corso di tutti questi anni, infatti, sono state diverse le interruzioni dei lavori e sempre di natura incomprensibile per i cittadini. Mai un chiarimento, mai una iniziativa pubblica che approfondisse l’argomento, in quanto, come avviene da sempre nel nostro paese, le decisioni e le informazioni più importanti rimangono materia per pochi, materia che deve essere discussa nel chiuso degli uffici comunali, senza un minimo coinvolgimento dei cittadini; e la chiamano democrazia! Lo stallo dei lavori lascia in uno stato di incertezza tanto i cittadini di Miglionico, quanto i lavoratori impiegati dalla ditta appaltatrice. Di chi è la colpa? 18 anni di Amministrazioni Comunali, di tutti i colori, non sono riuscite a risolvere questi problemi. Amministrazioni che avevano promesso la risoluzione del problema in tempi brevi, ma non si è fatto niente, a chi giova tutto ciò?

Un discorso a parte merita la qualità dei lavori effettuati. Basta una semplice occhiata per capire lo scempio al quale è stata sottoposta la struttura e leggere in tutto ciò il marchio indelebile del solito progettista, quello a cui, nel nostro comune, vengono affidati da anni tutti i progetti, con risultati spesso disastrosi.
Riteniamo che i lavori di ristrutturazione siano stati eseguiti senza nessuna attenzione nel conservare lo stile e i materiali originari, riferendoci in particolare al fatto di aver ricoperto con intonaco le pareti e i soffitti in pietra, aver sostituito le scalinate principali ed eliminato la pavimentazione esterna in pietra. Inoltre ci sono lavori sospesi e scavi aperti da oltre tre anni, senza che sia stata realizzata nessuna opera di canalizzazione delle acque piovane, con tutto il pericolo che questo può comportare per la struttura stessa e per i cittadini. A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi se è il caso di continuare a sacrificare la bellezza e il futuro del nostro paese per accontentare il politico di turno, affidando i progetti a persone del tutto incapaci di realizzare lavori che richiedono una certa competenza di conservazione storica. Altro aspetto riguarda le continue varianti al progetto, varianti che nessuno riesce a spiegarsi, visto che c’è gente che viene pagata per programmare i lavori. Forse sarebbe il caso di affidare questi compiti a qualcuno più competente.
Prendiamo posizione in maniera decisa contro coloro che per anni avrebbero dovuto garantire la trasparenza, la celerità e soprattutto la qualità dei lavori di ristrutturazione di un monumento di importanza nazionale e riteniamo responsabili oltre ai vari direttori dei lavori risarciti e non, anche le Amministrazioni Comunali succedutesi negli anni e la Sovrintendenza ai Beni Architettonici.
Chiediamo con forza all’Amministrazione Borelli di chiarire le reali motivazioni per le quali, ormai da alcuni mesi, i lavori non procedono, risparmiandoci la solita filastrocca sulle varianti al progetto o su chissà quale inaspettato ritrovamento.
Per questi motivi invitiamo tutti i miglionichesi ad intervenire in massa al prossimo Consiglio Comunale per protestare contro questa situazione divenuta insostenibile.
L’impegno del Circolo di Rifondazione di Miglionico è quello di tenere alta la guardia e di organizzare nei prossimi mesi una serie di iniziative pubbliche per denunciare lo stato di degrado in cui versa tutto il centro storico miglionichese.

domenica 29 giugno 2008

Eletta la nuova segreteria del circolo

Segretario:............................ Francesco Triunfo

Vicesegretario:.................... Orazio Signorella

Responabile organizzativo:.......Antonio Centonze

mercoledì 25 giugno 2008

Il nuovo direttivo di circolo

  1. Triunfo Francesco
  2. Frescura Lucia
  3. Signorella Orazio
  4. Buono Florinda
  5. Centonze Antonio
  6. Flumine Carlo
  7. Bruni Michelangelo
  8. Frescura Gino
  9. Dimucci Angelo

Risultati Congresso di Circolo

Mozione 1 - Rifondazione Comunista in movimenti (Ferrero)
Voti 2

Mozione 2 - Manifesto per la Rifondazione (Vendola)
Voti 0

Mozione 3 - Rifondare un partito comunista.... (Pegolo)
Voti 0

Mozione 4 - Una svolta operaia per una nuova rifondazione comunista (Bellotti)
Voti 14


Mozione 5 - Disarmiamoci....(De Cesaris)
Voti 0

giovedì 29 maggio 2008

Al fianco dei lavoratori Valbasento

Il circolo "E. Berlinguer" di Miglionico aderisce alla manifestazione del 2 giugno al fianco degli operai della Val Basento e invita a partecipare tutti gli iscritti a simpatizzanti, di seguito il programma dell'evento.



APPELLO DEL COORDINAMENTO LAVORATORI/TRICI DELLA VAL BASENTO:


Per RIAPPROPIARCI del significato della festa del 2 Giugno,

per RESTITUIRE piena dignità alla parola “REPUBBLICA”, il Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici della Val Basento

INVITANO

le associazioni democratiche, le amministrazioni locali, i lavoratori e le lavoratrici, i precari, gli studenti, le casalinghe, i disoccupati, i pensionati, a partecipare alla MANIFESTAZIONE-PRESIDIO che si terrà nel piazzale ex SNAM di Pisticci Scalo, LUNEDI 2 GIUGNO DALLE ORE 17.

Per ribadire insieme la centralità del reddito, delle condizioni lavorative ed occupazionali, della sicurezza sul lavoro e della qualità di vita; per conquistare il diritto al lavoro ed al salario garantito riducendo drasticamente le spese militari.

In questa terra di transito, di mafie di ogni tipo; in questa terra di rapine delle risorse e dell’agricoltura ingannata, delle intelligenze e dei saperi sprecati, delle “prevedibili” morti bianche, si respira aria di eccessiva rassegnazione e servilismo.

Le centinaia di famiglie ferite ogni giorno dai provvedimenti di cassa integrazione, dalle richieste di mobilità per dismissioni produttive, da licenziamenti e provvedimenti disciplinari ingiustificabili; le decine di migliaia di lavoratori al nero e gli stagionali:

RECLAMANO SICUREZZA, OCCUPAZIONE, GIUSTIZIA E REDDITO.

E’ assolutamente necessario, in questo contesto, intraprendere insieme un cammino di autodeterminazione, di organizzazione dal basso, perchè:

IL LAVORO E' UN DIRITTO DI TUTTI, NON UN PRIVILEGIO DI POCHI!!!!

Per adesioni di singoli o associazioni all’iniziativa, comunicare a:

GIOVANNI CORETTI
cell : 340/0780044 -346/0721726
fax : 0835/462161
email: coretti.giovanni@libero.it

NUNZIA LAVECCHIA
cell: 329/3679266
email: nunzia.lavecchia@email.it

ALL’INIZIATIVA E’ GARANTITO IL MICROFONO APERTO A TUTTI/E E SI ESIBIRANNO GRUPPI MUSICALI LOCALI.

Coordinamento lavoratori/trici Val Basento

mercoledì 30 aprile 2008

1° Maggio 2008 - Più diritti, meno precarietà

In questo Primo Maggio, Rifondazione Comunista è nelle piazze di tutta Italia con i sindacati, le forze della sinistra, le organizzazioni e le soggettività democratiche e di movimento, per affermare i valori del lavoro e i diritti dei lavoratori. L’appuntamento quest’anno si carica di energie e aspettative particolari, dopo la sconfitta alle elezioni politiche e l’uscita dal Parlamento. Siamo convinti che, nonostante l’assenza di nostri rappresentati tra i banchi della Camere e del Senato, continueremo a rappresentare le istanze di tante lavoratrici e lavoratori e saremo più stimolati a scendere nelle piazze e ad entrare nelle vostre lotte, per far valere e rispettare i diritti di tutti. È una giornata di grande, autentica, festa per sottolineare con forza la centralità dei bisogni e dei diritti delle persone che lavorano, per un necessario, profondo rinnovamento della società in cui viviamo. In questi anni i ricchi sono diventati straricchi godendo di tutele ed incentivi, mentre nei ceti popolari dilagano la precarietà e le nuove povertà e persino tanti lavoratori stabili, a tempo pieno, non guadagnano abbastanza per arrivare alla fine del mese. Impossibile dimenticare quanto le scelte neoliberiste abbiano approfondito le spaccature sociali e di potere. Il Governo dell’Unione, non rispettando il programma per il quale era stato eletto, non ha attuato politiche contro la precarietà e a tutela del lavoro, dei salari e delle pensioni, che in questi anni sono stati falcidiati dall’inflazione, anzi, per certi aspetti e come più volte da noi ribadito, ha persino peggiorato la situazione con l’introduzione del Protocollo del Welfare. Il nostro partito, nei quasi due anni al governo, si è spesso battuto affinché si utilizzassero le risorse a disposizione per la risoluzione di questi problemi e della piaga degli incidenti sul lavoro, ma spesso, all’interno della stessa maggioranza, ha incontrato la decisa e netta contrapposizione di altre forze politiche che hanno preferito destinare più fondi alle imprese ed alle spese militari. Soltanto per senso di responsabilità Rifondazione Comunista ha tenuto in piedi il Governo, perché riteneva e ritiene che l’avvento di un nuovo Governo Berlusconi non farà altro che peggiorare le già difficili condizioni dei lavoratori italiani. Per questi motivi continuiamo a ritenere indispensabile l’abolizione della Legge 30 e l’introduzione di un meccanismo di adeguamento automatico dei salari e delle pensioni al costo della vita.

martedì 22 aprile 2008

Rifiuti, piano per raccolta differenziata in 35 comuni

La Basilicata avvia la riconversione del ciclo dei rifiuti, con un piano per la raccolta differenziata che interessa gli oltre 100 mila abitanti di 35 comuni. La Regione, per iniziativa dell’assessore all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, sosterrà quattro distinti progetti, con un impegno economico complessivo di circa 8 milioni di euro.
Al posto dei cassonetti situati per le strade cittadine, la raccolta dei rifiuti sarà effettuata con il metodo “porta a porta”: gli operatori ecologici preleveranno i rifiuti davanti alle porte di casa delle famiglie.
Nei sette comuni del Medio Agri (Armento, Corleto Perticara, Gallicchio, Guardia Perticara, Missanello, Roccanova e Sant’Arcangelo), un comprensorio con una popolazione di poco superiore a 14.000 abitanti, delle 4.500 tonnellate di rifiuti l’anno che si producono, attualmente, solo il 5 per cento viene differenziato. E ciò, nonostante da tre anni sia in atto un servizio di raccolta differenziata attraverso cassonetti e campane stradali. Il progetto che introduce il passaggio dal conferimento stradale a quello domiciliare, prevede il raggiungimento dell’obiettivo del 45 per cento di frazione differenziata. Saranno realizzate aree ecologiche presso cui conferire i rifiuti non differenziati e introdotti servizi mirati per le attività commerciali e artigianali, oltre all’introduzione della cosiddetta “tariffazione puntuale”, ovvero incentivi economici commisurati alla quantità di rifiuti differenziati. Il costo complessivo per la riorganizzazione del servizio negli otto comuni è di 1.198.500 euro. Il secondo progetto interessa tredici comuni della collina materana: si tratta di Accettura, Aliano, Calciano, Cirigliano, Craco, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Oliveto Lucano, Salandra, San Mauro Forte, Stigliano, Tricarico; un’area popolata da 35.000 abitanti, e che produce 11.373 tonnellate di rifiuti solidi urbani l’anno. Il progetto di raccolta differenziata a livello comprensoriale dovrà consentire di raggiungere in tempi ristretti gli obiettivi minimi fissati dal decreto Ronchi (40 per cento), per ottimizzare il servizio stesso, in modo da garantire ai comuni interessati un livello di economicità tale da poterlo assicurare anche nei prossimi anni. Il programma, dell’importo di 2.689.000 euro, dovrà essere avviato entro il prossimo mese di ottobre. E’ prevista la raccolta differenziata domiciliare a più frazioni, che possa incentivare il compostaggio domestico. Alle famiglie saranno distribuiti sacchetti colorati in polietilene, sui quali saranno indicati i materiali da smaltire. In zone baricentriche rispetto a più comuni saranno attrezzate aree di stoccaggio, che funzionino come veri e propri “centri ecologici”. I “centri ecologici” funzioneranno da punti di raccolta del materiale differenziato, che sarà successivamente trasferito nelle aree di stoccaggio di Ferrandina, Garaguso e Stigliano, così come previsto dal Piano provinciale dei rifiuti. Saranno acquistati mezzi e dotazioni strumentali (autocompattatori, macchine spazzatrici, lavacassonetti) dimensionati ai centri storici dei comuni. Costerà 2.059.000 euro il progetto di raccolta differenziata che interessa i centri della comunità montana Alto Bradano: Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Oppodo Lucano, Palazzo San Gervasio, San Chirico Nuovo, Tolve, Montemilone e Cancellara. Oltre alla raccolta “porta a porta” saranno realizzate cinque isole ecologiche. I lavori dovranno terminare entro il prossimo mese di ottobre.
I Comuni di Irsina, Grottole, Pomarico, Miglionico, Grassano hanno messo in piedi un progetto di organizzazione e gestione di un sistema di raccolta differenziata che interessa complessivamente 20.298 abitanti, che producono 7.500 tonnellate di rifiuti l’anno, di cui solo il 5% circa viene differenziato. Il sistema di raccolta, che consentirà di differenziare il 35 per cento dei rifiuti, avverrà attraverso tre tipologie di intervento: porta a porta, stradale spinto, stradale ordinario. Il sistema porta a porta sarà adottato nei centri storici, con il conferimento di materiale organico biodegradabile (scarti da cucina), secco riciclabile (carta, plastica, vetro, metalli), e residuo secco non riciclabile (legno, tessili, cuoio). Il sistema stradale di tipo spinto sarà adottato nelle aree di maggiore transito in cui è consentito l’uso di mezzi meccanici. In queste aree i cittadini dovranno conferire i rifiuti in contenitori stradali differenziati. Il terzo sistema, stradale ordinario, sarà utilizzato nelle aree extraurbane a scarsa densità abitativa. In questo caso, i cittadini dovranno conferire i rifiuti in grandi contenitori multimateriali.
Il proggramma, dell’importo di 2 milioni di euro, prevede anche la realizzazione di due isole ecologiche intercomunali (a Grassano e Miglionico). “L’impegno della Regione è quello di sostenere una svolta per la riconversione nel ciclo dei rifiuti – dichiara l’assessore Santochirico -, organizzando la raccolta differenziata in modo efficiente ed economico e con una copertura omogenea del territorio. E’ il modello di buon governo dei rifiuti riassumibile nelle quattro “r” dello slogan dell’Unione europea: risparmio delle materie prime; riuso dei prodotti; riciclo degli oggetti; recupero dell’energia contenuta nelle merci. L’obiettivo deve essere quello di realizzare la raccolta differenziata in tutta la catena dei rifiuti: dai mercati alle abitazioni fino allo smaltimento finale, da effettuare con le tecnologie più avanzate. Il ricorso alle discariche deve rispettare le normative europee ed essere uno strumento residuale di un ciclo che tenda innanzitutto al recupero delle materie prime usate per la produzione dei materiali”. “Comportamenti virtuosi, protratti nel tempo, danno diritto a pagare meno tasse locali, per cui i cittadini non sono tassati in ragione della potenziale produzione di spazzatura, ma premiati in proporzione al contributo che danno al suo trattamento. Se saremo in gradi di realizzare questa svolta – ha concluso Santochirico -, quello che oggi si presenta come un problema, presto potrà rappresentare una concreta opportunità, da cui ricavarne grandi benefici”.


Questo è un passo avanti! L'immobilismo dell'Amministrazione Comunale di Miglionico lo conosciamo tutti. Attendiamo ancora una risposta alla petizione sulla raccolta porta a porta a Miglionico, consegnata un mese fa al Comune.