1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

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giovedì 22 maggio 2008

Rifiuti, la raccolta porta a porta contro mafie, discariche e inceneritori

Liberazione 21/05/2008
Gianni Palumbo

e Ciro Pesacane*

Lo sanno tutti, l'emergenza non finisce col Consiglio dei Ministri di oggi a Napoli, così come tutti sapevano che non sarebbe finita col periodo di Commissariamento di Gianni De Gennaro, rispetto al quale nessuno, dell'allora Governo Prodi, levò un grido di indignazione per i fatti che tutti conosciamo e che avevano coinvolto l'ex capo della polizia, più volte premiato dopo i tragici eventi di Genova. Oggi nel mentre tutti si affrettano a criticare la Spagna di Zapatero (mentre dopo le elezioni ci si affannava a chi più somigliava al premier spagnolo) avremmo molto da imparare dai nostri cugini mediterranei in quanto a gestione dei rifiuti ma preferiamo contorcerci continuando a perseverare in scelte sbagliate.
Napoli sta scoppiando, letteralmente, e la manifestazione-corteo di oggi convocata dalla "rete campana salute e ambiente" chiede una maggiore comprensione delle dinamiche che hanno indotto i vari governi (nazionali e locali) ad utilizzare le medesime strategie fino alla attuale, insostenibile, situazione che, non a caso, fa leva su un'idea di repressione che garantisce alcune modalità che il nuovo Governo, anche per la presenza della Lega Nord, desidera subito attuare, tutto muscoli ed efficienza.
I cittadini e i movimenti sono decisi a rivendicare un altro modello di gestione, quello della raccolta differenziata porta a porta, l'unico in grado di risolvere davvero il drammatico problema dei rifiuti, l'unico a sottrarre spazio alla camorra che pilota la necessità di semplificazione delle pratiche per la realizzazione degli inceneritori. Dalle megadiscariche agli inceneritori cambia il processo ma rimangono inalterate le pratiche deleterie che allontanano la soluzione reale dei problemi, salute in primo piano. La diossina bruciata passerà dalle strade ai camini ma non cambierà le sorti dei territori che si pretende vengano esautorati dalla possibilità di decidere.
Le stesse discariche sono presidiate da gente comune, come il parroco della Chiesa di San Vito di Eboli che - con centinaia di persone - vorrebbe evitare l'ennesima violenza alla piana del Sele.
Nessuno che trovi il coraggio di affermare l'inizio di una buona pratica che tutti (o quasi) vorrebbero: quella più volte citata raccolta porta a porta che renderebbe protagonisti assoluti i cittadini e la partecipazione democratica utile a sottrarre il terreno alla pratica mafiosa, clientelare e violentatrice di territori, e laboriosa costruttrice di discariche ed inceneritori, realizzati in salsa prodiana o berlusconiana a seconda delle stagioni. Sulla irrisolta questione energetica, la chicca con cui si è congedato il governo Prodi è stata quella relativa al Cip6, balzello pagato per anni dagli italiani, che adesso dovrebbe, nella volontà e continuità dei governi, trovare forma negli inceneritori campani in virtù di una emergenza artificiale che serviva, ieri come oggi, a fare del nostro sud la discarica industriale di quel nord opulento che potrà finalmente, complice la camorra, chiudere il ciclo costruendo i nocivi "termovalorizzatori", con buona pace della democrazia e della volontà popolare.
Alle porte vi è l'estate che con il caldo porterà, nell'atmosfera partenopea, altri gravi problemi se non si fa in fretta, una fretta sollecitata anche dal Commissario Europeo all'ambiente Stravros Dimas per evitare gravi rischi alla salute e all'ambiente, e che suggerirebbe di risolvere nella maniera più adeguata possibile la complessa questione che si articola anche nella necessità di una rapida dismissione della classe dirigente campana che ha definitivamente reso evidente, come fosse un traguardo al contrario, il proprio completo fallimento. Un centro-sinistra incompetente, incapace e drammaticamente parte integrante di un problema che si trascina da troppo tempo.

*Direzione Nazionale Forum Ambientalista

martedì 22 aprile 2008

Rifiuti, piano per raccolta differenziata in 35 comuni

La Basilicata avvia la riconversione del ciclo dei rifiuti, con un piano per la raccolta differenziata che interessa gli oltre 100 mila abitanti di 35 comuni. La Regione, per iniziativa dell’assessore all’Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico, sosterrà quattro distinti progetti, con un impegno economico complessivo di circa 8 milioni di euro.
Al posto dei cassonetti situati per le strade cittadine, la raccolta dei rifiuti sarà effettuata con il metodo “porta a porta”: gli operatori ecologici preleveranno i rifiuti davanti alle porte di casa delle famiglie.
Nei sette comuni del Medio Agri (Armento, Corleto Perticara, Gallicchio, Guardia Perticara, Missanello, Roccanova e Sant’Arcangelo), un comprensorio con una popolazione di poco superiore a 14.000 abitanti, delle 4.500 tonnellate di rifiuti l’anno che si producono, attualmente, solo il 5 per cento viene differenziato. E ciò, nonostante da tre anni sia in atto un servizio di raccolta differenziata attraverso cassonetti e campane stradali. Il progetto che introduce il passaggio dal conferimento stradale a quello domiciliare, prevede il raggiungimento dell’obiettivo del 45 per cento di frazione differenziata. Saranno realizzate aree ecologiche presso cui conferire i rifiuti non differenziati e introdotti servizi mirati per le attività commerciali e artigianali, oltre all’introduzione della cosiddetta “tariffazione puntuale”, ovvero incentivi economici commisurati alla quantità di rifiuti differenziati. Il costo complessivo per la riorganizzazione del servizio negli otto comuni è di 1.198.500 euro. Il secondo progetto interessa tredici comuni della collina materana: si tratta di Accettura, Aliano, Calciano, Cirigliano, Craco, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Oliveto Lucano, Salandra, San Mauro Forte, Stigliano, Tricarico; un’area popolata da 35.000 abitanti, e che produce 11.373 tonnellate di rifiuti solidi urbani l’anno. Il progetto di raccolta differenziata a livello comprensoriale dovrà consentire di raggiungere in tempi ristretti gli obiettivi minimi fissati dal decreto Ronchi (40 per cento), per ottimizzare il servizio stesso, in modo da garantire ai comuni interessati un livello di economicità tale da poterlo assicurare anche nei prossimi anni. Il programma, dell’importo di 2.689.000 euro, dovrà essere avviato entro il prossimo mese di ottobre. E’ prevista la raccolta differenziata domiciliare a più frazioni, che possa incentivare il compostaggio domestico. Alle famiglie saranno distribuiti sacchetti colorati in polietilene, sui quali saranno indicati i materiali da smaltire. In zone baricentriche rispetto a più comuni saranno attrezzate aree di stoccaggio, che funzionino come veri e propri “centri ecologici”. I “centri ecologici” funzioneranno da punti di raccolta del materiale differenziato, che sarà successivamente trasferito nelle aree di stoccaggio di Ferrandina, Garaguso e Stigliano, così come previsto dal Piano provinciale dei rifiuti. Saranno acquistati mezzi e dotazioni strumentali (autocompattatori, macchine spazzatrici, lavacassonetti) dimensionati ai centri storici dei comuni. Costerà 2.059.000 euro il progetto di raccolta differenziata che interessa i centri della comunità montana Alto Bradano: Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Oppodo Lucano, Palazzo San Gervasio, San Chirico Nuovo, Tolve, Montemilone e Cancellara. Oltre alla raccolta “porta a porta” saranno realizzate cinque isole ecologiche. I lavori dovranno terminare entro il prossimo mese di ottobre.
I Comuni di Irsina, Grottole, Pomarico, Miglionico, Grassano hanno messo in piedi un progetto di organizzazione e gestione di un sistema di raccolta differenziata che interessa complessivamente 20.298 abitanti, che producono 7.500 tonnellate di rifiuti l’anno, di cui solo il 5% circa viene differenziato. Il sistema di raccolta, che consentirà di differenziare il 35 per cento dei rifiuti, avverrà attraverso tre tipologie di intervento: porta a porta, stradale spinto, stradale ordinario. Il sistema porta a porta sarà adottato nei centri storici, con il conferimento di materiale organico biodegradabile (scarti da cucina), secco riciclabile (carta, plastica, vetro, metalli), e residuo secco non riciclabile (legno, tessili, cuoio). Il sistema stradale di tipo spinto sarà adottato nelle aree di maggiore transito in cui è consentito l’uso di mezzi meccanici. In queste aree i cittadini dovranno conferire i rifiuti in contenitori stradali differenziati. Il terzo sistema, stradale ordinario, sarà utilizzato nelle aree extraurbane a scarsa densità abitativa. In questo caso, i cittadini dovranno conferire i rifiuti in grandi contenitori multimateriali.
Il proggramma, dell’importo di 2 milioni di euro, prevede anche la realizzazione di due isole ecologiche intercomunali (a Grassano e Miglionico). “L’impegno della Regione è quello di sostenere una svolta per la riconversione nel ciclo dei rifiuti – dichiara l’assessore Santochirico -, organizzando la raccolta differenziata in modo efficiente ed economico e con una copertura omogenea del territorio. E’ il modello di buon governo dei rifiuti riassumibile nelle quattro “r” dello slogan dell’Unione europea: risparmio delle materie prime; riuso dei prodotti; riciclo degli oggetti; recupero dell’energia contenuta nelle merci. L’obiettivo deve essere quello di realizzare la raccolta differenziata in tutta la catena dei rifiuti: dai mercati alle abitazioni fino allo smaltimento finale, da effettuare con le tecnologie più avanzate. Il ricorso alle discariche deve rispettare le normative europee ed essere uno strumento residuale di un ciclo che tenda innanzitutto al recupero delle materie prime usate per la produzione dei materiali”. “Comportamenti virtuosi, protratti nel tempo, danno diritto a pagare meno tasse locali, per cui i cittadini non sono tassati in ragione della potenziale produzione di spazzatura, ma premiati in proporzione al contributo che danno al suo trattamento. Se saremo in gradi di realizzare questa svolta – ha concluso Santochirico -, quello che oggi si presenta come un problema, presto potrà rappresentare una concreta opportunità, da cui ricavarne grandi benefici”.


Questo è un passo avanti! L'immobilismo dell'Amministrazione Comunale di Miglionico lo conosciamo tutti. Attendiamo ancora una risposta alla petizione sulla raccolta porta a porta a Miglionico, consegnata un mese fa al Comune.

lunedì 25 febbraio 2008

Appello alla Sinistra Arcobaleno - L'ambiente valore fondante

Il dramma dei rifiuti a Napoli è l'emblema della crisi che sta vivendo l'ambiente e allo stesso tempo della degenerazione della politica. E' in atto una campagna di mistificazione che vorrebbe far credere che le responsabilità della situazione campana siano del cosiddetto "ambientalismo del NO". Basterebbe invece leggere le parole del Commissario Europeo all'Ambiente per far cadere questa campagna strumentale: Dimas ha infatti accusato l'Italia di non rispettare le norme europee che da decenni prevedono riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata e riciclaggio. In Campania si è investito sugli inceneritori e su un sistema di ecoballe pensati per incassare i fondi del famigerato CIP6. Il CIP6 è una delle storie - chiave del nostro Paese: è dal 1992 infatti che in Italia vengono erogati incentivi alle grandi aziende - oltre 30.000 miliardi di vecchie lire pagati con le bollette elettriche dei cittadini - per le energie prodotte bruciando rifiuti industriali e urbani, assimilate a fonti pulite e rinnovabili. Uno scandalo, unico in Europa, che spiega perché non si sia fatta la raccolta differenziata e non siano partiti progetti per lanciare le energie alternative. L'Italia è in Europa il paese con il più alto numero di infrazioni alle regole europee sull'ambiente. Ovunque ci sia una lotta, c'è un'infrazione a regole e direttive e una domanda inevasa di legalità. L'Italia è un paese che spende quattro volte più della media europea per ogni chilometro di alta velocità, mentre il trasporto pubblico versa in condizioni pietose. Invece che continuare nell'impresa dell'alta velocità ferroviaria si investa piuttosto nel trasporto pubblico. L'Italia è un paese che realizza le grandi opere senza gare d'appalto, valutazioni d'impatto ambientale, con costi che lievitano. Su ciascuno di questi scandali il NO deve essere chiaro e netto. No al ritorno di scelte vecchie come il nucleare o il ponte sullo stretto di Messina. No ai poteri forti che vi stanno dietro. SI invece a scelte nuove. E'necessario porre al centro le lotte per il cambiamento climatico assumendo seriamente gli obiettivi europei, o investendo i finanziamenti da recuperare dallo scandalo dei CIP6. La raccolta differenziata è la metafora di un'altra idea di società, di modello di produzione, di consumo. L'alto costo dei beni alimentari chiede una nuova politica agricola di qualità. I costi infatti sono la diretta conseguenza di speculazioni finanziarie, aggravate dagli OGM e dai biocarburanti. Al contrario, i prezzi possono essere abbassati ricostruendo un ciclo corto dei prodotti alimentari da promuovere ed incentivare. I beni ambientali sono la vita stessa: per questo devono essere beni comuni, pubblici, gestiti in modo democratico ed ecologico. A partire dall'acqua, bene indispensabile alla vita, al quale non è possibile trovare surrogati. Tutto ciò richiede una nuova politica capace di dire NO per dire alcuni SI. E richiede una nuova sinistra in cui l'ambientalismo sia un valore fondante. La Sinistra l'Arcobaleno deve nascere dal protagonismo delle lotte, dai territori e dalla comunità, e da una nuova critica radicale della globalizzazione. Per queste ragioni nei prossimi giorni questo appello sarà proposto in tutti i territori attraversati da conflitti ambientali.
Carla Ravaioli, Ciro Pesacane, Riccardo Petrella, Emilio Molinari, Andrea Masullo, Gianni Tamino, Maria Luisa Severi, Gianni Palumbo, Antonio Bruno, Sara Nocentini, Giovanni Roccatelli, Andrea Agostini, Franco Coppola, Carlo Borriello, Luigi Tamborrino, Paolo Cacciari, Tommaso Sodano, Patrizia Sentinelli, Roberto Musacchio, Franco Russo, Paolo Menichetti, Corrado Bendinelli, Rita Lavaggi, Laura Marchetti, Francesco Saccomanno, Elisa Corridoni, Gemma De Rosa, Simona Ricotti

giovedì 21 febbraio 2008

PROVINCIA MATERA - Interrogazione del PRC sullo smaltimento dei rifiuti

Il consigliere di Rifondazione comunista, Vincenzo Dambrosio, ha presentato un’interrogazione al presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro, per conoscere la posizione dell’ente sulle modalità di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e, in particolare, l’importanza che si attribuisce all’incenerimento dei rifiuti e quindi alla filiera industriale e quanta, invece alla raccolta differenziata dei rifiuti attraverso il metodo “porta a porta”.

martedì 19 febbraio 2008

Affidamento dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani

Dal sito del Comune di Miglionico
Il 18/02/2008 è stato pubblicato il bando di gara per: affidamento dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi differenziati e pericolosi, di frazioni separate di rifiuti solidi urbani, nonché per il lavaggio cassonetti, derattizzazione e disinfestazione, nel territorio; del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti provenienti da attività cimiteriali, ivi compresi quelli provenienti da esumazione ed estumulazione.

Descrizione

BANDO DI GARA preordinato all’AFFIDAMENTO dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilati, di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi differenziati e pericolosi, di frazioni separate di rifiuti solidi urbani, nonché per il lavaggio cassonetti, derattizzazione e disinfestazione, nel territorio; del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti provenienti da attività cimiteriali, ivi compresi quelli provenienti da esumazione ed estumulazione.

Materiale da scaricare

Il Bando

Capitolato per raccolta trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani

Disciplinare per raccolta trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani


La Sinistra Arcobaleno di Miglionico auspica serietà da parte dell'Ente appaltante per quanto riguarda la selezione delle domande. E si richiede, inoltre, un occhio di riguardo per la raccolta differenziata. Noi di Sinistra Arcobaleno entro lunedì prossimo presenteremo le firme raccolte durante questi 15 giorni, che tuttora sono 250, al Sindaco sperando che si applichi il "porta a porta", come in molti altri comuni della Provincia.

domenica 17 febbraio 2008

Miglionico Tante le adesioni alla petizione di Sinistra Arcobaleno

Il Quotidiano del 17/02/2008
di Nunzio Festa

Le discariche abusive continuano a inondare il territorio di Miglionico. Prosegue la petizione popolare per la raccolta differenziata. Oltre duecento persone hanno già firmato la petizione messa in campo da più di una settimana dalla “Sinistra Arcobaleno” miglionichese; e il lavoro sul campo continua, dopo che nessun risultato aveva ottenuto il primo allarme lanciato dal circolo cittadino di Rifondazione. Il documento, il testo proposto dai rifondaroli di Miglionico è chiaro oltre che a dir poco esplicito. «Con questa petizione popolare chiediamo - si legge - all'Amministrazione comunale di Miglionico una svolta ecologista delle politiche sui rifiuti, necessaria e indispensabile, attraverso una seria politica di diminuzione della produzione dei rifiuti e politiche efficaci di raccolta differenziata domiciliare». La parte finale dello scritto è di tono sempre deciso. «Vogliamo, inoltre - si legge quindi - iniziare una campagna di sensibilizzazione al rispetto dell'ambiente rivolta ai cittadini e agli amministratori del comune di Miglionico. Tutto questo non per impartire lezioni o propaganda politica, ma semplicemente perché ci siamo resi conto della gravità della situazione. Per evitare che questa peggiori ulteriormente chiediamo alle autorità competenti di provvedere alla pulizia di quei luoghi dove si sono accumulati tonnellate di rifiuti e intensificare la vigilanza del territorio». Invece, la prima parte dello stesso documento presenta la situazione complessiva (dati alla mano) della produzione dei rifiuti miglionichese. Mala nota più dolente resta il dato significativo della raccolta differenziata cittadina; proprio quel 'valore' che Legambiente ha segnalato e voluto fregiare con “Bidone nero 2007”. La raccolta “porta a porta”, per esempio, viene proposta nella stessa petizione. Con la raccolta porta a porta si potrebbe, infatti, ottenere almeno primi risultati importanti e che permettano di recuperare terreno. Ma, tanto per cominciare, l'emergenza potrebbe essere quella di sollevare i luoghi che fanno da dormitorio per le diverse discariche abusive. Le campagne di Miglionico, va ricordato ogni volta, sono dotate di bellezze che contornano la piccola comunità. In passato alcune manifestazioni sportive amatoriali hanno pure permesso a tanti cittadini di Miglionico e gente proveniente da altri posti di essere catturati dalla potenza di questo verde. I partiti cittadini, pure gli altri, come consiglieri comunali e Amministrazione che conoscono Miglionico sanno quanto devono sapere. La raccolta porta a porta, in altri contesti, si potrebbe persino aggiungere (vedi diversi comuni calabresi e siculi, tanto per fare un esempio) è poi risposta che per una serie di problemi potrebbe essere presa seriamente in considerazione. Per il momento, ancora appelli di qualche tempo sono rimasti inascoltati e tanti rifiuti giacciono ancora lontano dal loro naturale spazio di raccolta.

mercoledì 30 gennaio 2008

Il Comune di Miglionico fa incetta di premi

Legambiente Basilicata ha presentato i dati della campagna "Comuni Ricicloni Basilicata 2007". Il quadro che ne esce è desolante. Nessun comune lucano raggiunge il 35% richiesto dal decreto Ronchi.
Il comune più "virtuoso" è risultato Terranova del Pollino, mentre il "bidone nero" è andato a ben 27 comuni che non hanno ancora avviato la raccolta differenziata dei comuni. Tra questi 27 comuni c'è Miglionico che ha raggiunto questo "ambito" traguardo grazie alla mala Amministrazione. Il dato del riciclaggio nel nostro paese è a dir poco agghiacciante, si è raggiunti, con grande sforzo di tutta l'amministrazione comunale, uno 0,1 %. L'anno scorso il dato per Miglionico era del 4,6 % di riciclaggio, cosa è successo? Di sicuro i nostri amministratori non sanno nemmeno dell'esistenza di questi dati e della normativa che obbliga per legge il raggiungimento del 50% entro il 2009 di riciclaggio. Chi non raggiunge questo obiettivo sarà multato.
Cari concittadini ci aspettano anni di tasse e tartassamenti per colpa di un'amministrazione comunale inetta ed incapace, e, anche, per colpa di chi li dovrebbe controllare ed invece pensa ad altro.
Noi della Sinistra Arcobaleno di Miglionico daremo il via Domenica 3 Febbraio ad una petizione popolare che chieda all'amministrazione comunale l'utilizzo della raccolta differenziata "porta a porta", unico sistema che ci può far raggiungere l'obiettivo del 50 % entro il 2009.
Saremo presenti in piazza Castello dalle 10.00 di Domenica 3 Febbraio davanti la nostra sede, venite a firmare, sarà utile alla vostra salute e alle vostre tasche.

Dossier comuni ricicloni 2007 Legambiente

venerdì 11 gennaio 2008

Miglionico trascura l’ambiente?

E’ questa la domanda che ci piacerebbe porre ai cittadini e agli amministratori del nostro comune: una domanda banale e ingenua, forse meno di quanto appare, un interrogativo che potrebbe mettere in crisi, perché, qui da noi, gli interessi convergono altrove. Al verde, e al bel paesaggio chi ci pensa? Quasi nessuno. Questi soggetti non sono contemplati nel programma dei vari partiti politici, non sono argomento dei discorsi da bar, non se ne sente parola da pulpiti e palchi, non esiste un vero progetto per una rinnovata qualità dell’ambiente ai livelli superiori dell’amministrazione pubblica, rimangono solo pochi cittadini che si prodigano nel difendere le cause dell’ecologia come possono, nel ripulire, una volta ogni tanto, tutta l’immonda sporcizia lasciata dalla miriade di “sbadati”, che pure abitano gli stessi luoghi. Ma torniamo alla domanda iniziale. Partiamo da un fatto! Miglionico è pieno di piccole discariche abusive, quella più eclatante è quella che persiste da un sacco di anni lungo la Via Appia, presso la curva dell’Iscrizione. Di questa ed altre discariche ne parliamo da un sacco di tempo. Due anni fa, durante la Festa di Liberazione, abbiamo allestito una mostra fotografica e diffuso un volantino che denunciava dove fossero queste discariche e del rischio che esse comportano alla natura circostante. Secondo voi abbiamo avuto una risposta da qualcuno? No! Secondo voi l’amministrazione comunale si è prodigata per risolvere il problema? No! La situazione, tristemente peggiorata negli ultimi mesi, ha destato la sensibilità di alcuni abitanti e cittadini che percorrono quella strada per andare in campagna, per una passeggiata, un giro in bicicletta, una corsa. Vorremmo quindi lanciare un appello, da un lato, a quelle persone che in modo disonesto e meschino danneggiano loro stessi, i loro concittadini e il bel paesaggio che ancora questo paese può offrire. Li vorremmo invitare a riflettere sulla reale necessità di scaricare rifiuti in natura, di oltraggiare la dignità di luoghi e persone. D’altro canto ci sembra doveroso rivolgerci nuovamente agli amministratori comunali che hanno ignorato tale situazione per molto, troppo, tempo: stiamo parlando di anni. Chiediamo che il Comune di Miglionico si prenda la responsabilità di educare i propri cittadini al rispetto dell’ambiente, iniziando dalle scuole con progetti seri e continuativi. Chiediamo che l’amministrazione stessa, tramite le persone che ne fanno parte e i propri interventi, riconosca i valori dell’ambiente e di un bel paesaggio, riparando alle mascalzonate di cittadini maleducati e garantendo il rispetto dei luoghi e la possibilità di fruirne senza continui amareggiamenti e indignazioni. Con ciò non vogliamo dire che il Comune di Miglionico stia facendo di tutto per distruggere e deturpare la propria natura e il proprio paesaggio, ma riteniamo abbia trascurato uno degli aspetti più importanti nella gestione di un paese, il valore della sostenibilità ambientale, rinunciando così alla propria missione principale: il bene di tutta la comunità. Cosa più dell’ambiente e di un bel paesaggio appartiene a tutti? Quanta importanza ha in una comunità la considerazione delle proprie radici, del proprio passato? Quale, la componente ambientale sulla qualità della vita dei cittadini? Vorremmo trarre una considerazione ancor più generale se fosse possibile, la nostra zona dispone ancora di importanti rilevanze ambientali e culturali che richiedono protezione, rispetto, valorizzazione. Davanti al nostro ambiente stupendo ma già infinitamente vilipeso e frammentato le amministrazioni locali, le province e la regione dovrebbero rivedere radicalmente il loro modo di agire.

giovedì 10 gennaio 2008

GIANNI PALUMBO (PRC-SE) SU EMERGENZA RIFIUTI

“Invece di apprezzare la volontà di ripristinare il diritto alla democrazia, determinato dalla ribellione delle popolazioni (non certamente dalle reazioni eccessive e deplorevoli di chi si infiltra) che chiedono il ritorno alla gestione ordinaria della emergenza rifiuti in Campania, senza commissariamenti, il Governo Prodi individua in Gianni De Gennaro l’ennesima forma per preparare quanto davvero non serve a risolvere il problema”.
E’ quanto afferma in una nota il segretario del Prc-Sinistra europea della Provincia di Matera, Gianni Palumbo che aggiunge: “ è inaccettabile che ora l’ordine pubblico debba diventare l’aggravante di una situazione già di per sé esplosiva. Riteniamo che il primo atto di ragionevolezza da produrre è l’immediata fine del commissariamento e le immediate dimissioni di tutti i responsabili politici a tutti i livelli istituzionali.
I cittadini – conclude Palumbo - che chiedono partecipazione democratica non possono essere trattati da criminali e riteniamo che l’uso dell’esercito possa determinare una potenziale recrudescenza della attuale difficile situazione. La Campania rischia di trasformarsi nell’epilogo del Governo Prodi che, a differenza di quanto accadde a Scanzano Jonico per le scorie nucleari con Berlusconi, ha aperto una via pericolosa e contraria alla volontà popolare”.

mercoledì 9 gennaio 2008

Francesco Caruso: "Bassolino? Si dovrebbe dimettere. Pecoraro Scanio? Pure. Prodi? Nei rifiuti di Napoli ci perderà la faccia"

Intervista ad Affari

Francesco Caruso, ha letto le dichiarazioni di Pecoraro Scanio? Dice che il primo responsabile della monnezza di Napoli sono Cesare Romiti e l'Impregilo.
"Non lo dice lui, lo dicono gli atti di un'inchiesta della magistratura che va avanti da anni. Lo dicono e lo denunciano i movimenti, lo denunciano tutta la Campania. Era stato denunciato l'affare monnezza come esclusivamente indirizzato a gestire i flussi di denaro con i rifiuti".

Non solo camorra e mafie varie, quindi.
"No, non solo. Questi delle multinazionali sono altri criminali, sono il trait d'union tra la malapolitica e la malavita. Questi criminali non girano con la coppola, ma con la giacca e la cravatta. Sono quelli che hanno avvelenato per decenni la Campania".

L'appalto a Impregilo lo diede Bassolino commissario.
"E infatti è inquisito".

Si dovrebbe dimettere?
"Io personalmente lo ripeto da mesi, c'è una responsabilità politica generalizzata. Bassolino è la punta dell'iceberg. La politica campana ha scelto di coltivare i grandi interessi delle grandi multinazionali piuttosto che quello dei cittadini. E non è una esclusiva italiana. Anzi, consiglio a Naomi Klein (l'autrice di No Logo, la bibbia dei No Global, ndr) di scrivere un libro sulla questione campana".

Domanda secca. Bassolino si dovrebbe dimettere?
"Ho sollecitato tutti i responsabili di Rifondazione Comunista affinché levino il loro appoggio a Bassolino. Affinché si ritirino. Affinché lo inducano a dimettersi. Che Rifondazione faccia un gesto di coerenza..."

Pecoraro Scanio. Come valuta il suo operato fino ad oggi?
"E' in una difficoltà enorme. Cerca di restare con due piedi in una scarpa. Da una parte deve dimostrare l'affidabilità di gestione di queste trame d'interessi, dall'altra di preservarsi un'immagine di difesa ad oltranza dell'ambiente e dei cittadini. Purtroppo ad oggi si è ad un bivio, purtroppo per lui".

Si dovrebbe dimettere?
"Per me si dovrebbe dimettere tutto il Governo..."

Romano Prodi, diamo una valutazione anche al suo operato.
"Adesso Romano Prodi ha scelto di investire in prima persona la sua immagine, e il suo impegno sui rifiuti di Napoli. Ha proposto la soluzione definitiva e radicale delle 24 ore: è una cosa che mi fa sorridere. Quindi, penso che la sua scelta di schierarsi in prima persona gli potrebbe costare caro, perché non mi sembrano abbiano la voglia di ribaltare radicalmente il piano rifiuti e quindi di mettere un po' d'aria fresca in circolo. Finiranno anche loro come sono finiti ben otto commissari. Nella polvere".

martedì 8 gennaio 2008

DISCARICA DI SERRA ARENOSA in CAGGIANO, SITO NON IDONEO.

Non vogliamo fare sterili campanilismi.

Siamo consapevoli delle gravi difficoltà che sta vivendo la Regione Campania in merito al problema gestione rifiuti. Non possiamo però sottovalutare aspetti IMPORTANTI che determinano la NON IDONEITA’ del sito di SERRA ARENOSA in CAGGIANO per l’allocazione di una MAXI DISCARICA.
Come ha potuto evidenziare la relazione del Prof.Franco Ortolani, l’aria che dovrebbe ospitare la DISCARICA è un’area SISMICA DI PRIMO GRADO, deducibile dalla CARTA GEOLOGICA D’ITALIA. Un’area oggetto di molti eventi sismici nel passato: dal 989 al 1980 è stata oggetto di ben 14 terremoti, come si evince dal CATALOGO DEI TERREMOTI ITALIANI. “anche il piano rifiuti proposto dal Commissario di Governo Pansa prevede che le aree ad alto rischio sismico vadano escluse dalla realizzazione di una discarica.”
La CAVA di SERRA RENOSA è per ¾ nel territorio LUCANO e per solo ¼ nella parte CAMPANA. Non si capisce come si può fare una MAXI DISCARICA di 400'000 m3 nella PARTE CAMPANA, quando tutta l’area della CAVA(compresa la parte LUCANA) può contenere al MASSIMO 140'000 m3. “un errore commesso dalla pubblica amministrazione provinciale di Salerno è quella rappresentata dalla scelta di individuare un sito al confine tra Campania e Basilicata (senza preventiva consultazione e approvazione della regione confinante) rappresentata da una cava, la cui parte più vasta è ubicata in Basilicata”.
Sotto il sito individuato, passa il FIUME MELANDRO a circa 650mt. dalla cava di Serra Arenosa, con una forte pendenza del crinale di circa il 40%. Il versante a valle della cava è ricco di fenomeni “sorgentizi” anche idrominerali(acque sulfuree). “la particolare conformazione morfologica del sito, completamente aperto sul lato nord verso il FIUME MELANDRO, rende particolarmente alto il rischio di fuoriuscita di percolato che “ruscellando” superficialmente durante eventi meteorici di particolare intensità si riversa nel sottostante fiume.”
Queste solo alcune delle ragioni, che possono essere dedotte dalla RELAZIONE del Prof.Ortolani, che è possibile consultare dal blog http:unsitosbagliato:blogspot. che ci possono aiutare ad evitare “un crimine ambientale” come lo ha definito lo stesso Prof.Ortolani nella sua relazione.
"La Provincia di Salerno ha individuato un sito palesemente non idoneo per caratteristiche geoambientali in quanto interessato da tettonica attiva (alto indice di sismicità) da circolazione idrica sotterranea e da instabilità geologica su scala plurisecolare”.

Altre informazioni possono essere recuperate dal sito www.rifiutiamola.org

CHIEDIAMO DI SOSTENERE LE NOSTRE RAGIONI.

Carmine Ferracano e Giovanni D’Andraia

Gruppo SINISTRA-ARCOBALENO

Comune Vietri di Potenza