1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO
Visualizzazione post con etichetta Sinistra Arcobaleno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sinistra Arcobaleno. Mostra tutti i post

venerdì 18 aprile 2008

Rilanceremo Rifondazione Comunista, senza paura della realtà, come sempre abbiamo fatto.

La catastrofe è di tali proporzioni che mi ha lasciato attonito. Sapevo, e lo avevo detto e scritto, che l’idea della Sinistra e L’arcobaleno era sbagliata anche elettoralmente. Ma non prevedevo certamente un simile risultato. Non è quindi con la stupida presunzione di chi afferma con aria supponente: - “l’avevo detto io!” – che mi accingo a scrivere queste note. Rimane solo l’amarezza di non aver potuto discutere prima, per tempo, a causa di un atteggiamento, questo si presuntuoso, di chi presentava le proprie decisioni come le UNICHE POSSIBILI, di chi derideva le posizioni altrui (come le mie per esempio) come MINORITARIE e TESTIMONIALI (salvo svegliarsi martedì mattina avendo ridotto l’intera sinistra ad una testimonianza extraparlamentare), di chi continua imperterrito a parlare di nuove accelerazioni e di nuove scelte irreversibili.

Comunque, cerchiamo di ragionare.

Prima che compaiano studi approfonditi sui flussi elettorali bisogna affidarsi ad una osservazione superficiale. Credo però sufficiente per formulare almeno ipotesi. Ovviamente da verificare. Le destre stravincono. Raccolgono tutti i propri voti potenziali (compresi quelli che nel 2006 si erano astenuti) e un cospicuo numero di elettori delusi dal centrosinistra. La intrapresa politica fondata sulla espressione dei peggiori istinti di una società atomizzata e scossa dalla crisi è pienamente riuscita. Spicca, da questo punto di vista, il voto della Lega.
Al contrario, l’operazione del PD, che tentava di contendere alla destra i voti ispirati dalla paura e dall’insicurezza e quelli dei ceti abbienti benpensanti è completamente fallita. Solo l’idea, perniciosa e perdente, del VOTO UTILE CONTRO BERLUSCONI è stata in parte premiata unicamente con voti di sinistra, occultando parzialmente la totale inefficacia del progetto del PD.
La distanza, in voti assoluti e in percentuali, fra i due principali schieramenti, lo dimostra inequivocabilmente.

La Sinistra e L’Arcobaleno perde in ogni direzione. Quando si perdono quasi tre milioni di voti su quattro si troveranno le tracce dell’esodo in ogni dove. Ma credo si possa dire, non so in quale esatta misura, che la gerarchia sia: astensione, PD (compresa italia dei valori). Molto al di sotto, in diverse altre direzioni, compresa la Lega e perfino l’UDC. Non bisogna dimenticare il voto del Partito Comunista dei Lavoratori e di Sinistra Critica (316mila al senato e 376mila alla camera pari all’uno per cento) che sono tutti voti provenienti da Rifondazione. Che due piccolissime formazioni esordienti alle elezioni prendano più di un terzo di voti rispetto a quattro partiti con 140 parlamentari è qualcosa che dovrebbe far riflettere. E non si tratta solo della falce e martello, che pure ha avuto il suo ruolo, ma anche di un voto militante e giovanile di movimento che, nonostante la dimensione sostanzialmente irrilevante dal punto di vista elettorale, non può essere osservato con sufficienza dal punto di vista politico.
Al di là dei flussi credo sia necessario capire i motivi profondi di una tale perdita di voti. Ognuno può verificare empiricamente, interrogando i propri conoscenti, che le motivazioni sono state tante, diverse, e in molti casi contradditorie. Delusione per la condotta al governo, sia nella versione del “tanto siete inutili” che in quella più diffusa (credo) del “siete diventati uguali agli altri”. Da questa scaturisce l’astensione ed anche il voto per il PD per la paura di Berlusconi, ed all’Italia dei Valori. Segue quella tanto infondata quanto esistente del “avete disturbato l’azione di governo e siete la vera causa della sua caduta”. Da questa scaturisce il voto al PD. C’è, ed anche forte, il non essersi riconosciuti nel nome, nel simbolo e nel leader della SA. Da questa scaturisce l’astensione e il voto per la falce e martello. Ovviamente le prime due motivazioni sono numericamente molto grandi, ma non bisogna sottovalutare che la terza, sebbene numericamente minore, ha investito i militanti e i più politicizzati che sono sempre il motore della campagna elettorale.
Con un’Italia devastata socialmente, con un governo pessimo del quale facevamo parte, con le lotte e i movimenti presenti ma impossibilitati a vincere e nemmeno a farsi ascoltare, con l’insidia della nascita del PD (che troppi cretini dicevano avrebbe aperto grandi spazi elettorali a sinistra) la sinistra, e Rifondazione in particolare, si è trovata in una tipica e classica situazione di empasse. In un vicolo cieco.
Invece di affrontare con realismo la situazione, di aprire una vera trattativa con Prodi mobilitando tutte le forze disponibili, anche scontando di perdere una parte di consensi, ma conservando gli altri, si è scelto di scappare dai problemi e di avviare la costruzione di un nuovo partito tanto generico quanto moderato. Per giunta mortificando le identità, soprattutto quella comunista, e facendo tutto in modo oligarchico.
Così facendo si sono persi consensi in tutte le direzioni.

Insisto! Nessuno mi toglie dalla testa che la rottura con Prodi sul welfare avrebbe scontato la perdita di molti voti, ma anche la mobilitazione nella lotta di una parte del paese che ci avrebbe capiti benissimo e che non ci avrebbe abbandonati alle elezioni. Di fronte a tutto questo, oggi, tutto si può fare tranne che continuare, come un pugile suonato, a ripetere che la Sinistra Arcobaleno è il futuro. Sono rimasto davvero molto colpito dal fatto che Bertinotti, Giordano, Vendola e Migliore abbiano riproposto ossessivamente il superamento di Rifondazione e la costruzione di un nuovo partito anche dopo il risultato elettorale, nonostante il Pdci abbia dichiarato chiusa l’esperienza SA lanciando la costituente comunista, con l’evidente scopo di lucrare sullo scioglimento di rifondazione, nonostante i Verdi vadano al congresso con la discussione che verterà sull’alleanza (forse perfino ingresso) col PD o sul rilancio alle europee del simbolo storico del Sole che Ride, e nonostante moltissimi di Sinistra Democratica siano andati nel PD perfino in campagna elettorale ed altrettanti si apprestino a farlo presto nelle prossime settimane.
Veramente non credo alle mie orecchie!
E’ per questo che non bisogna permettergli di produrre altri fatti irreversibili.
Rifondazione Comunista esiste, ferita, con i suoi difetti e limiti, ma esiste.

Ci sono decine di migliaia di compagne e compagni che non si rassegnano, che non hanno nessuna intenzione di consegnare al PdCI e ad altri i resti militanti ed anche elettorali che deriverebbero dalla morte di Rifondazione. Che hanno saputo coniugare l’identità comunista con l’innovazione politico-culturale, che non hanno una vocazione di potere, che sono immersi in tutte le lotte del paese. Che sanno che il risultato elettorale non riflette il vero stato delle cose e che c’è rimedio a tutto questo. Perciò rilanceranno, rilanceremo, Rifondazione Comunista riprendendo il cammino del nostro progetto, mortificato e contraddetto dall’esperienza di governo, e produrremo unità nei movimenti ed anche fra le forze politiche fondandola sui contenuti, sulle cose, e non più sulle illusioni salottiere.

ramon mantovani

martedì 15 aprile 2008

Comunicato Stampa di Francesco Cirigliano (CPN Prc/Se)

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Comitato Politico Nazionale – Direzione Regionale di Basilicata


Comunicato Stampa

La debacle elettorale de La Sinistra,L’Arcobaleno annunciata dagli exit pool e dalle prime proiezioni, confermata dal risultato finale, ci pone di fronte ad un vero e proprio baratro: per la prima volta sarebbe assente dal Parlamento – quello nato con la costruzione della Repubblica antifascista – un partito che, attraverso simboli e programmi, rappresenta le lavoratrici e i lavoratori. Per la prima volta di questa storia mancherebbero dai rami del Parlamento le comuniste e i comunisti.

Un fatto senza precedenti che vede dei responsabili sia nel gruppo dirigente nazionale, sia in quello regionale di Basilicata che, in questi mesi e in queste settimane, ha costantemente ingessato dibattiti e discussioni, per procedere a testa bassa in un progetto il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti.

Sulla strada di un’accelerazione tutta organizzativista che, dopo aver cancellato la falce e martello, non è riuscita a mantenere fede a quella moratoria – proposta dal segretario nazionale e da lui stesso violata – volta a rimandare a dopo le elezioni il dibattito congressuale sul presunto scioglimento del Prc. Se a ciò si aggiunge il modello verticistico e senza appelli con cui si è proceduti alla formazione delle liste elettorali, emerge con drammaticità il quadro che fa da cornice alla catastrofe che abbiamo di fronte.

Ora è arrivato il momento di convocare immediatamente gli organi dirigenti regionali e, sin da subito, si sente la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte dei protagonisti di questo fallimento. Non possono esistere uomini buoni per tutte le stagioni!

Potenza, li 14.04.’08

Francesco CIRIGLIANO

(membro del Comitato Politico Nazionale del PRC-SE)

lunedì 17 marzo 2008

Incubo rosso per Pdl, Pd e Casini: a Bertinotti tra 21 e 26 senatori

Altro che 6-7%. Altro che disfatta. La Sinistra Arcobaleno - stando ai sondaggi riservati in mano alla coalizione guidata da Fausto Bertinotti e che Affari ha potuto visionare - la Cosa Rossa si attesta nell'ultima rilevazione del 10 marzo all'8,5% rispetto all'8 di sette giorni prima. Ma soprattutto, in base ai dati territoriali, si nota come l'Arcobaleno possa, a meno di un mese dall'apertura delle urne, superare lo sbarramento a Palazzo Madama in molte regioni. Creando così non poche difficoltà praticamente a tutte le altre formazioni politiche nella Camera Alta. Stando ai numeri riservati che circolano nel quartier generale di Rifondazione Comunista, la sinistra radicale al momento può ottenere da 21 a 26 senatori. La forchetta è così ampia perché molto dipende dal risultato dell'Udc nelle singole regioni. Ma veniamo ai dati. In Piemonte Bertinotti è accreditato del 9%, due seggi sicuri a Palazzo Madama e il terzo scatterebbe se Casini non superasse lo sbarramento dell'8%. In Lombardia la Sinistra Arcobaleno vale l'8%, che corrisponde a 5 o 6 senatori (la variabile è sempre legata al risultato dell'Unione di Centro). In Liguria i sondaggi danno il 9,5%, ovvero un seggio. Dieci per cento tondo in Emilia Romagna, pari a tre senatori. Ottimo 12,5% in Toscana (il dato più alto) che corrisponde a tre eletti a Palazzo Madama. Un seggio dovrebbe arrivare anche dall'Umbria e uno dalla Marche, dove la Sinistra Arcobaleno vale rispettivamente l'11,5% e il 10. Buona anche la percentuale nel Lazio (9,5%), pari a 2 o 3 senatori. In Puglia la Cosa Rossa si attesta all'8,5%, in rialzo di quasi due punti in una settimana, pari a uno o due seggi a Palazzo Madama (la differenza è sempre legata alla performance di Casini). Un senatore anche in Basilicata, dove la percentuale è l'8,5%. Mentre in Sardegna, con lo stesso risultato che emerge dai sondaggi (8,5), si oscilla tra uno e due senatori. Ci sono poi le regioni dove l'Arcobaleno è sotto lo sbarramento. Ma ad esempio in Campania e in Calabria il 7,5% lascia aperta qualche speranza a Bertinotti. Molto difficile invece la sfida in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo (7%). Praticamente impossibile in Sicilia (6%). Il risultato a livello di senatori (tra 21 e 26) è comunque del tutto lusinghiero e nettamente più alto rispetto alle stime di 15 emerse negli ultimi giorni. Ma la complessità della legge elettorale per Palazzo Madama trasforma la Cosa Rossa in una sorta di incubo un po' per tutti. SA si dividerà ovviamente il premio di minoranza (45%) nelle regioni dove supererà la soglia dell'8. E questo comporta una diminuzione dei seggi per il Popolo della Libertà laddove appare scontata la vittoria di Veltroni. Ovvero in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. A subire invece l'effetto Bertinotti nel Nord (Veneto escluso) sarà il Partito Democratico. Restano poi le regioni in bilico, dal Lazio alla Puglia, dove chi perde tra i due principali poli dovrà spartirsi i seggi di minoranza con la Sinistra Arcobaleno, riducendo così il numero di eletti. Si tratta perciò di una variabile complessa e determinante al tempo stesso, che potrebbe incidere sui numeri a Palazzo Madama, favorendo o allontanando il rischio pareggio. C'è poi un'altra ripercussione, che non riguarda né Berlusconi né Veltroni. Il superamento della soglia dell'8% in molte zone da parte della Sinistra Arcobaleno riduce drasticamente il numero di senatori dell'Udc, in particolare al Sud. Di fatto, Casini è quello che più di tutti verrà penalizzato se i sondaggi interni a Rifondazione risulteranno veri. Sondaggi che a livello generale vedono lo schieramento Pdl-Lega al 45%, rispetto al precedente 44,5 (Popolo della Libertà 39,5 e Carroccio 5,5). La coalizione Pd-Idv è invece al 36,5%, in leggero calo dal 36,8 (Partito Democratico 33 e Italia dei Valori 3,5). L'Udc vale il 6,5% (era al 7), la Destra è stabile al 2% e gli altri raccolgono il 2,5.

venerdì 14 marzo 2008

Il vero voto utile - Più voti Veltroni, più vince Berlusconi

Dal Messaggero studio a sopresa: in senato più il risultato è bipartitico più vince Silvio
Perché il vero «voto utile» è a sinistra
Matteo Bartocci (tratto dal Manifesto del 11/03/2008)

Più voti Veltroni più vince Berlusconi. Dati del 2006 alla mano è uno dei paradossi più clamorosi, per il senato, della legge elettorale «porcata» votata dal centrodestra. Uno studio pubblicato sul Messaggero ha il merito di rovesciare tutti i luoghi comuni costruiti ad arte sul «voto utile». Soprattutto perché con un'operazione di verità ribalta l'analisi dal bipartitismo artificiale Veltroni-Berlusconi prendendo in considerazione tutte le forze principali in campo: Pd, Pdl, Sinistra arcobaleno e Udc. Com'è noto, alla camera con questa legge elettorale basta un solo voto in più rispetto a tutti gli altri partiti per accaparrarsi 340 deputati (il 54%). E visto che a Montecitorio Berlusconi è in testa in tutti i sondaggi, Pd, Sa e Udc si spartiranno i 270 deputati restanti. Chi parla di pareggio dunque deve necessariamente concentrarsi su palazzo Madama, che anche nella prossima legislatura sarà l'ago della bilancia. Sul Messaggero Claudio Sardo traccia 4 scenari constatando che «il controllo della camera alta non dipende solo dallo scontro diretto Berlusconi e Veltroni» ma soprattutto dal risultato delle altre forze politiche. Per come è fatta la legge elettorale e per la serie storica di dati tra regioni «bianche» e «rosse» una maggioranza chiara (di destra) è infatti quasi impossibile. Salvo in un caso: con i due partitoni che prendono tutto o con una sinistra perdente sotto l'8%.
Prendiamo per semplicità la simulazione più «bipartitica» di tutte: prevede un testa a testa Pd-Pdl (39,4% contro il 42, 4%) e una sconfitta pesante sia per Bertinotti che per Casini (entrambi sotto il 6%). Ebbene, potrà sorprendere, ma proprio il risultato più netto è quello che garantisce la maggioranza assoluta del senato a Berlusconi: 164 seggi al Pdl contro i 138 del Pd e 2 ciascuno per Sa e Udc ( in Toscana e Sicilia). Questo perché sia nelle regioni «rosse» che in quelle «bianco-azzurre» proprio le terze forze Sa e Udc hanno l'effetto (riequilibrante) di togliere seggi al partitone perdente. Facendo le somme, in quasi tutte le regioni un successo della Sinistra toglie seggi a Berlusconi. Al Sud, viceversa, un risultato dell'Udc favorisce (di poco) Veltroni. Non a caso, la simulazione massima in cui la Sinistra raggiunge il 9,3% (21 senatori) è anche quella in cui Berlusconi prende meno seggi (154). Dal punto di vista politico si possono trarre due conclusioni. La prima è che chiunque vinca in senato ci saranno comunque tre opposizioni (Sa, Udc e Pd) che non si possono sommare tra loro. Per esempio: sulle missioni estere Udc e Pd potrebbero votare con il Pdl ma la Sa no. La seconda, altrettanto importante, è che parlare di sostanziale pareggio non vuol dire altro che preparare uno scenario in cui Pd e Pdl da soli controllano 311 seggi su 315 a palazzo Madama. Un numero forse insufficiente a dare un governo stabile ma che consente di fare riforme costituzionali senza neanche passare per il referendum confermativo. Una «grande coalizione» per le riforme del tutto inedita nella storia repubblicana. Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi hanno avuto più voti al senato che alla camera. Segno che una parte dell'elettorato ha voluto garantire la vittoria a Prodi con un voto «utile» sentendosi invece più libero a palazzo Madama. Stavolta si vuole far credere l'esatto contrario. Ma se così avvenisse l'unico effetto concreto sarebbe di consegnare il paese a Berlusconi. Se il 30% di elettori è ancora indeciso è ora che la Sinistra arcobaleno provi a spiegare, anche con i numeri, che l'unico voto utile contro Berlusconi è il suo.

Chi è Rosa Rivelli

Rosa Rivelli, 49 anni, fisioterapista, sposata con Angelo e mamma di Gaetano. Già consigliera comunale a Ferrandina per due legislature e Assessora comunale in una giunta progressista, negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di Assessora della Provincia di Matera, prima con delega alle Politiche sociali, Cultura, Sport e Pubblica Istruzione, poi con quella alla Formazione, Lavoro e Politiche giovanili. Un’esperienza che è durata fino alle recenti dimissioni.
"Le mie radici affondano nel proletariato lucano. In quello di Tricarico, raccontato con amore e maestria dalla penna di Rocco Scotellaro. Padre manovale, madre bracciante, sono la prima di sette figli. E’ nei movimenti di liberazione delle donne che mi sono formata politicamente e culturalmente alla fine degli anni ’70. Sono stata iscritta al PCI e immediatamente dopo la svolta della Bolognina ho aderito al Movimento e al Partito della Rifondazione Comunista. Ho ricevuto la mia prima tessera dalle mani di Rosario Pellegrino, operaio della PNT, del Circolo Fabbriche della Val Basento. In questa valle e nelle sue lotte è maturata la mia scelta di parte, nelle lotte dei lavoratori della Ex Materit, al loro fianco in occasione dell'occupazione del Comune di Ferrandina. In quella azienda gli operai lavoravano l'amianto senza particolari precauzioni, sia perchè non pienamente consapevoli del pericolo, sia perchè sotto l’umiliante ricatto di perdere il posto di lavoro. Molti di quei lavoratori, oggi, non ci sono più. Forse è per queste ragioni che i temi del lavoro, della precarietà, della sicurezza e delle malattie professionali determinano le priorità del mio impegno politico."

giovedì 13 marzo 2008

Agenda elettorale

Venerdì 14 marzo, ore 19,00 Ferrandina (MT), Sala Caputi
Apertura campagna elettorale della Sinistra l'Arcobaleno.
Interverranno i segretari provinciali di PRC, VERDI, SD, PDCI, il consigliere comunale dei Verdi Leonardo Recchia, Giacomo Schettini, Titti De Simone capolista alla Camera e Rosa Rivelli capolista al Senato.

Domenica 16 marzo dalle ore 10.00 Matera, Piazza Vittorio Veneto
Banchetti informativi.
Saranno presenti Rosa Rivelli e Titti De Simone capoliste al Senato ed alla Camera e i candidati delle liste della Sinistra l'Arcobaleno in Basilicata.

Blog di Rosa Rivelli


Clicca sul banner per visitare il blog di Rosa Rivelli
candidata capolista al Senato della Repubblica

mercoledì 12 marzo 2008

Un voto Rosa e Arcobaleno!

Il circolo PRC/SE di Ferrandina accoglie con grande orgoglio la candidatura, per le prossime elezioni del 13 e 14 Aprile, a capolista al Senato nella lista della SINISTRA ARCOBALENO della nostra compagna Rosa Rivelli. La fiducia che è stata riposta nei confronti di Rosa è il frutto di un impegno costante e intenso che affonda le proprie radici in anni di presenza sul territorio e di lotte al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, da sempre al centro delle politiche del nostro partito. Noi candidiamo una donna a capolista per eleggerla e non per rispondere a falsi criteri di quote rosa! La candidatura di Rosa è testimonianza dell'ottimo lavoro svolto al comune di Ferrandina in passato e negli ultimi anni come assessora alla Provincia di Matera. Rosa è la persona giusta per una politica di parte che porti la politica dalla giusta parte! ...e cioè una politica che mette al centro i diritti e la dignità di ogni singolo cittadino soprattutto dei più deboli troppo spesso fuori dall'agenda politica... Un voto orgogliosamente di PARTE, finalmente di SINISTRA, decisamente UTILE!

http://prcferrandina.blogspot.com

martedì 11 marzo 2008

Conferenza Stampa Sinistra Arcobaleno Basilicata

Si terrà domani mercoledì 12 marzo ’08 alle ore 11.00 presso l’Hotel Vittoria in via della Tecnica n.11 la conferenza stampa de la SINISTRA/ARCOBALENO di presentazione dei candidati alla Camera e Senato. Saranno presenti oltre alle due capolista On.le Titti De Simone alla Camera e Rosa Rivelli al Senato, gli altri candidati ed i segretari regionali e provinciali di Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica.

Lettera di rinuncia alla candidatura da capolista al Senato di Anna Maria Palermo

Questi due anni di attività parlamentare sono stati per me intensi e difficili, sia sul piano personale che su quello più specificatamente politico. Il tentativo di contribuire a segnare una qualche discontinuità con i precedenti governi, sostenendo il Governo Prodi sulla base di un programma concordato, si è rivelata un’illusione: non si è riusciti, se non per piccoli frammenti e per di più scarsamente visibili, a realizzare i punti più avanzati di quel programma, a mettere in cantiere, da subito, provvedimenti che potessero segnare un miglioramento concreto delle condizioni materiali e nell’affermazione dei diritti di coloro che continuano ad essere i meno garantiti.
I poteri forti sono riusciti a stoppare o a rendere il meno efficace possibile qualunque azione che potesse sfiorarli, usando anche metodi non propriamente ortodossi, (ad esempio, la sostituzione di una parola, nottetempo, in importanti leggi, quali le finanziarie, che non potevano essere più modificate a meno di decadere). In nome della salvezza del Governo, sicuramente il migliore possibile visti i rapporti di forza, abbiamo dovuto approvare scelte che più di una volta hanno smentito noi stessi. Abbiamo sopportato il peso della rappresentanza istituzionale, avvertendo, di tanto in tanto, lo sgretolarsi della possibilità di rimanere in sintonia con i nostri elettori, di essere leggibili nelle nostre azioni, a volte sentendo di essere percepiti come la controparte, di doverci difendere, ribadendo che essere parlamentare non vuol dire automaticamente avere potere, non implica necessariamente un allineamento ad una condizione di privilegio, non significa sentirsi inevitabilmente parte della casta.
Sono stati due anni vissuti in una dimensione duale, in cui il livello personale e quello politico non si sono incrociati quasi mai, né nei luoghi, né nei tempi, dunque difficili da gestire per chi ha costruito la sua vita proprio sul tentativo di non separare mai quei due piani. E’ questa la ragione principale che mi ha spinto a non accettare la candidatura come capolista al Senato per la Sinistra, l’Arcobaleno. L’esperienza di questi due anni di lavoro parlamentare e la proposta di candidatura mi hanno posto di fronte alla difficoltà di conciliare serenamente l’impegno istituzionale romano con l’esigenza, per me imprescindibile, di mantenere quei rapporti di qualità con la mia comunità di riferimento (a partire dalla mia famiglia) necessari a dare senso alle mie azioni: sono convinta che per essere minimamente credibili, in primo luogo con noi stessi, sia necessario assumere comportamenti coerenti con le proprie aspirazioni, stabilire, con chi ci è immediatamente vicino, modalità di relazione che prefigurino la società che vorremmo costruire.
So che questa scelta può aver deluso molti e può aver creato qualche difficoltà a la Sinistra, l’Arcobaleno, ma sono certa che un progetto politico di spessore e di prospettiva non debba dipendere da un nome, piuttosto debba essere capace di esprimere la forza dei propri contenuti intercettando quelle donne e di quegli uomini che, dalle istituzioni o dalla base, vorranno riprendere la parola, che vorranno portare avanti, da protagonisti, il progetto di trasformazione del mondo. Come dice Fausto Bertinotti in una recente intervista al Manifesto: una volta sofferta la composizione delle liste, piuttosto che recriminare, affoghiamola moltiplicando i luoghi della partecipazione.
Ringrazio le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista, dal gruppo dirigente a tutti i circoli della Basilicata, per la fiducia che hanno riposto in me nello scegliermi per due volte come loro rappresentante.
Nei momenti più difficili mi sono stati di conforto le compagne e i compagni del nostro gruppo parlamentare (e non solo): Josè, Haidi, Maria Celeste, Titti, Daniela,… Olimpia, con cui ho condiviso praticamente tutta la mia vita romana, e non solo: l’appartamento, la Commissione, il treno, il luogo di nascita, l’amore per la Basilicata ed il Cilento, le preoccupazioni per i figli (due, maschi e quasi della stessa età!), lo studio, le riflessioni, i dubbi, le angosce, ma soprattutto tante, tante risate. A tutti loro il mio grazie per esserci stati e per esserci.
Il ringraziamento più sentito va, infine, alle cittadine e ai cittadini lucani che mi hanno sostenuto, dimostrandomi stima e affetto anche nei momenti più difficili. Il mio impegno in politica non verrà meno poiché, come dice qualcuno: se vuoi cambiare il mondo puoi farlo dal posto di lavoro, dalla terra che coltivi, dalle chiese, dai comitati, dalle associazioni, dai partiti, …O ancora, come ci racconta Marcos: Visto dall’alto il mondo si rimpicciolisce e non ci entra altro che l’ingiustizia. Ma visto dal basso il mondo è così spazioso che c’è posto per l’allegria, la musica, il canto, il ballo, il lavoro degno, la giustizia, l’opinione e il pensare di tutti…

Sen. Anna Maria Palermo

Dichiarazione di Titti De Simone

"Sono felice di poter rappresentare per la Sinistra quella domanda di futuro e di speranza che viene dal Sud Italia, specialmente dai giovani e dalle donne di cui sento la forza e l'amore, per un riscatto dallo sfruttamento e dal clientelismo politico affaristico che ha solo saccheggiato questo territorio senza restituire niente alla sua gente.
Dalla Basilicata, come dalla Sicilia, riparte con le donne una grande battaglia per i diritti, sociali e civili, per il lavoro e l'ambiente, contro il furto di futuro che colpisce decine di migliaia di ragazze e ragazzi che lasciano la propria terra ogni anno per una precarietà senza fine in qualche città del nord. Si può ricominciare a sognare, anche sotto il peso di tanto dolore e tanta ingiustizia? Vorrei che si parlasse di questo, invece delle solite promesse che i partiti fanno e che poi sono disattese. Mentre le multinazionali si arricchiscono (vedi Eni e affare del petrolio) in Basilicata i giovani fuggono perché non c'è lavoro, l'ambiente viene danneggiato. E' la metafora più amara del Mezzogiorno. Io penso che c'è bisogno di un cambiamento reale, e credo che la Sinistra Arcobaleno rappresenti senza ambiguità questa domanda di cambiamento, che è quella di tante lotte fatte sul territorio, da Melfi a Scanzano. Ci presentiamo con queste ragioni e in Basilicata con due donne capolista sia alla Camera che al Senato. Siamo gli unici a farlo perché siamo una bella differenza".

Tratto dal sito di Titti De Simone http://www.tittidesimone.it/

lunedì 10 marzo 2008

Liste Sinistra Arcobaleno Camera e Senato

Candidati alla Camera dei deputati

Titti De Simone
(Dirigente nazionale - PRC)
Antonio Placido
(Sindaco di Rionero in Vulture - SD)
Gregorio Giannini
(Assessore comunale di Bernalda - VERDI)
Natale Vallone
(Avvocato - PDCI)
Giuseppe Di Sanzo
(Consigliere comunale di Montalbano Jonico - SD)
Michele Passannante
(Operaio licenziato con la falsa accusa di terrorismo alla fiat di Melfi - PRC)


Candidati al Senato della Repubblica

Rosa Rivelli
(Ex assessora provincia di Matera - PRC)
Raffaele Soave
(Assessore provicia di Potenza, ex operaio fiat a Mirafiori - PDCI)
Giulio Spadafora
(Consigliere comunale di Potenza - VERDI)
Rosario Chiacchio
(Operaio responsabile sicurezza CGIL Basilicata)
Giacomo Nardiello
(Consigliere regionale - PDCI )
Emilia Simonetti
(Consigliera regionale - PRC)
Anna Maria Palermo
(Senatrice uscente - PRC)

domenica 9 marzo 2008

Arcobaleno: Rosa Rivelli capofila per la corsa a palazzo Madama al posto della Palermo

dal Quotidiano 09/03/2008
Rosa Rivelli
, ex “assessora” alle Politiche del lavoro della Provincia di Matera è il capolista al senato per l'Arcobaleno lucano. Sostituisce Anna Maria Palermo, senatrice uscente Prc, che non ha accettato la candidatura in quota nazionale. Rosa Rivelli, allora, guiderà la corsa a Palazzo Madama, poche settimane dopo le dimissioni dalla giunta del presidente provinciale, Carmine Nigro: “è totalmente venuto meno - aveva detto - il rapporto fiduciario e di serena collaborazione”, dopo la caduta di Prodi e un duro scontro tra il Prc e l'ex udeurino (oggi Popolari uniti).
Le liste dell'Arcobaleno lucano si stanno lentamente componendo. La costituente, in piena fase di organizzazione, ha dovuto fare i conti con percentuali di posti 'sicuri' in Parlamento spalmati sul territorio da Roma e con sondaggi meno entusiasmanti di due anni fa. Stamattina, gli ultimi ritocchi. Con qualche posizione già sicura. E qualcuna da riempire. Nella rosa degli incerti su cui si cerca l'accordo definitivo, compare anche Michele Passannante, l'operaio della Sata indagato per associazione eversiva e licenziato poco dopo dall'azienda con un collega. Per loro due, la sinistra provinciale aveva promosso un odg per chiederne la riassunzione vista “la presunzione di innocenza” e “la mancata richiesta di misure cautelative”. Rimane un nome ipotetico. Il colpo d'occhio, richiama tra le ipotesi “nomi quasi tutti fuori dalla dirigenza, provenienti dal mondo del lavoro o degli enti locali - dicono - per dare forza con il territorio a candidature forestiere”.
Come la capolista alla camera, la presidente di Arcilesbica e deputata uscente, Titti De Simone. Sarà seguita da Giuseppe Di Sanzo (Sd, giovane consigliere comunale di Montalbano), poi Gregorio Giannini (assessore dei Verdi del comune di Bernalda). In coda, probabilmente quinto posto, Domenico Muscolino, sindaco a Castel Saraceno, quota Sd.
Al senato, dopo Rosa Rivelli, ci sarà sicuramente Raffaele Soave, consigliere provinciale del Pdci. Terzo posto per il consigliere comunale del capoluogo dei Verdi, Giulio Spadafora, seguito probabilmente da Rosario Chiacchio (quota Sd, operaio della Daramic, responsabile della sicurezza).
I posti ancora vuoti, tra Pdci e Prc, hanno già una rosa di pretendenti. Manca solo la distribuzione definitiva tra camera e senato. Per il partito di Diliberto, oltre al sicuro secondo posto di Soave, si dovrà scegliere tra Alfonso D'Amato, presidente Arcicaccia, Lino Vallone, assessore del comune di Tursi, l'assessore provinciale del potentino Giuseppe Telesca. Probabilmente fuori il capogruppo in Regione Giacomo Nardiello, solo per non caricare con la campagna elettorale gli impegni istituzionali. Per Rifondazione, le certezze sono il consigliere regionale Emilia Simonetti, Anna Maria Palermo (presente in lista comunque “per sostenere il progetto unitario”) e Ottavio Frammartino, segretario Prc a Policoro. Ancora qualche nome da comporre in base alla provenienza, alla ricerca di una rappresentanza di tutto il territorio. Soprattutto, ancora qualche ipotesi da limare. Probabilmente, scremare.

Sara Lorusso

sabato 8 marzo 2008

Diliberto non si candida, capolista l'operaio della Thyssen

E’ arrivata decisamente a sorpresa la clamorosa rinuncia a candidarsi nelle liste della Sinistra Arcobaleno da parte del segretario del Pdci Oliviero Diliberto, che ha motivato la sua scelta in una conferenza stampa organizzata in giornata: “I comunisti sono diversi da tutti gli altri e per questo motivo ho deciso di lasciare il mio posto di capolista a Ciro Argentino, operaio della Thyssen. Si tratta della mia rinuncia ad entrare in Parlamento, ma la politica si può fare bene anche fuori dalle istituzioni”. Pur rinunciando al posto da parlamentare, Oliviero Dliberto conserverà la carica di segretario di partito: “Avevamo deciso di eleggere un operaio, ma la trattativa che c’è stata aveva portato alla mancanza dello spazio per questa candidatura; a questo punto ho deciso di chiamarmi fuori io e così ci sarà un operaio in più in Parlamento. È una scelta che non mi pesa ed è una chiiara risposta alle caste” - ha puntualizzato in maniera polemica a chi nel Pd aveva accusato la sinistra di non candidare operai.

giovedì 6 marzo 2008

Morti bianche: ok a decreto.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro. Il decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro ora deve passare all'esame delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni. Dopodiché deve tornare al Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Il decreto legislativo riguarda l'attuazione dell'articolo 1 della legge 123 del 2007 in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Ferrero, ok ma mediazione non andava fatta

"La mediazione rispetto alle richieste di Confindustria non andava fatta". Uscendo da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, si dice "soddisfatto" per l'approvazione all'unanimità del decreto, "anche se c'é stata una sgrammaticatura che si poteva evitare". Il punto su cui non si doveva mediare è "quello che riguarda la possibilità di una ulteriore sospensione della pena solo in caso dell'inizio del lavoro" di adeguamento da parte delle aziende inadempienti. "Si vede - conclude - che l'orecchio verso Confindustria è forte anche quando Confindustria litiga".

Nel decreto tutela a tutti i precari

Piena tutela contro gli incidenti sul lavoro a tutte le lavoratrici e i lavoratori, compresi quelli a tempo determinato "flessibili", a domicilio e a distanza come nel caso del telelavoro. E' questo uno degli obiettivi del decreto delegato previsto in una bozza che dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri, elaborato dal ministero della Salute e da quello del Lavoro. Per combattere le morti bianche, le aziende che non rispetteranno le regole sulla sicurezza (comprese quelle per la messa in regola dei dipendenti) saranno tagliate fuori dalla possibilità di lavorare per le opere pubbliche.


SANZIONI
. Fra le novità più impostanti i responsabili delle Aziende dove si svolgano attività particolarmente pericolose, che non redigano il documento di valutazione del rischio, saranno puniti con l'arresto ma è prevista anche la sospensione dell'attività e interdizione alla collaborazione con le pubbliche amministrazioni e alla partecipazioni ai pubblici appalti e gare d'asta se verrà verificata la presenza di oltre il 20 % di lavoratori in nero o violazione ripetuta delle misure di riposo. Nuova attenzione viene dedicata alla prevenzione al rischio di caduta dall'alto ( mancato utilizzo della cintura di sicurezza, mancanza di protezioni verso il vuoto) e alle violazioni che espongono al rischio di seppellimento, folgoramento, rischio d'incendio o rischio amianto.

INCIDENTI GRAVI. In caso di colpa in un incidente grave dove si sono riscontrati feriti o morti, oltre alle sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro, scatta la sospensione dell'attività e interdizione alla collaborazione con le P.A. e alla partecipazioni ai pubblici appalti e gare d'asta. A queste misure si aggiungono le imputazioni di carattere penale per lesioni o omicidio colposo. FONDI. Gli importi in denaro raccolti con le sanzioni pecuniari verranno utilizzati per finanziare la prevenzione.

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO
. Riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso sito produttivo LIBRETTO SANITARIO PERSONALE. Seguirà l'intera vita lavorativa, anche quando si cambierà lavoro. I dati raccolti dal medico dell'azienda verranno annualmente comunicate al Servizio Sanitario Nazionale per il tramite della ASL territorialmente interessata. Sarà così possibile avere a disposizione una informazione epidemiologica per milioni da lavoratrici e lavoratori sottoposti a visite mediche professionali. Viene confermato l'obbligo per le Aziende di tenere un registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni.

RAPPRESENTANTI.
In tutte le Aziende si debbono tenere le elezioni indipendentemente dal numero dei dipendenti e viene istituito il rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza territoriale. Nasce anche il Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza di Sito (porti, cantieri grandi opere, siti industriali ) che superino la presenza di 500 lavoratori con più Aziende.

mercoledì 5 marzo 2008

Fai una scelta di parte

L'appello del candidato premier per la Sinistra l'Arcobaleno, Fausto Bertinotti.

Cara compagna, caro compagno,
Cara amica, caro amico,

Abbiamo scelto di essere di parte

Il percorso che abbiamo avviato con La Sinistra L’Arcobaleno risponde a un bisogno diffuso, in Italia e in Europa, in cui grandi disuguaglianze sociali si accompagnano a interrogativi di fondo sul futuro individuale e collettivo di tutti noi.

Oggi sono in gioco, non solo le conquiste sociali dei lavoratori, delle donne, del movimento pacifista ed ecologista, nati dalla vittoria sul nazifascismo, ma anche il diritto al lavoro e all’auto-organizzazione per la difesa dei propri diritti.

I bassi salari, la diffusione della precarietà, l’incertezza della vita, la crisi della coesione sociale si propongono come conseguenze della ristrutturazione capitalistica mondiale.

Alla precarietà, non solo come disagio sociale, ma come condizione culturale ed esistenziale, si sommano le paure e le insicurezze dettate dalle inquietudini legate all’ambiente e al clima.

Il rischio al quale si trovano di fronte il nostro paese e l’Europa, se non si inverte la tendenza in atto, è quello di sacrificare una intera generazione, costringendola a pagare tutti i costi di una crisi profonda, nelle sue fondamenta sociali e politiche.

Inoltre, la subordinazione del sistema politico agli interessi dei mercati finanziari e dei poteri economici capitalisti, la concentrazione dei poteri, la personalizzazione della politica rimettono in discussione l’organizzazione tradizionale della società civile.

Lo stesso percorso del PD e del tentativo in atto di imporre un sistema bi-partitico, perseguito con grande determinazione dai due soggetti interessati – PD e PDL – ci parlano esattamente di questo.

Della scelta di considerare la libera impresa come un vero e proprio paradigma, un modello da seguire, per l’intera organizzazione dell’economia e della società.

In questa direzione vanno letti la rimessa in discussione dell’articolo 18, i falsi discorsi sulla meritocrazia, il rilancio di vecchie soluzioni e delle grandi opere, sotto le vesti "dell’ambientalismo del fare", per affrontare problemi come i rifiuti o l’energia. La presunta neutralità di questo paradigma tende così a sostituirsi alla politica o ad asservirla ai propri fini. La politica rischia così di essere condannata all’inutilità.

Per queste ragioni, la Sinistra, l’Arcobaleno non vuole essere sono un cartello elettorale, ma ha l’ambizione progettuale di rispondere al bisogno di politica come rappresentanza sociale in quanto tale, e allo stesso tempo come spazio pubblico nel quale ritessere rapporti e relazioni umane, in un mondo che tende a relegarci sempre più alle solitudini e alle paure, di chi non riesce più ad immaginarsi proiettato nel futuro.

E’ per questo che c’è bisogno di tutti. Ed è importante che ognuno porti con sé la propria storia, la propria umanità, la propria condizione sociale e professionale, per contribuire a individuare nuove strategie, nuove pratiche, superando anche quelle diffidenze o resistenze, o anche legittime preoccupazioni di essere chiamati a mettere da parte i propri simboli, per riconoscersi in una nuova impresa collettiva.

Non chiediamo deleghe, ma partecipazione e protagonismo, a ognuna e ognuno partendo da sé, nei luoghi di lavoro, di studio, dalle proprie condizioni di vita.

La Sinistra e L’Arcobaleno sarà importante non solo per decidere quanti compagne e compagni siederanno in parlamento, ma per far vivere un progetto politico culturale in una società in cui: i migranti e le loro storie siano considerati un valore, le donne siano davvero libere di scegliere di avere o non avere un figlio, il lavoro operaio sia socialmente riconosciuto, lo Stato sia effettivamente laico e perciò non "detti legge", ma riconosca strumenti e opportunità a ognuno e ognuna per decidere i propri affetti, la sessualità, modalità di vita.

Ti chiediamo di darci una mano, di fare quello che è nelle tue possibilità per costruire la Sinistra del domani.

Un grande abbraccio,

Fausto Bertinotti

martedì 4 marzo 2008

Bertinotti: no ad alleanze con chi candida "falco" Calearo

"Io l'alleanza con chi candida il Falco di Federmeccanica che ha attaccato i lavoratori non la faccio". Lo ha detto il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti a 'Radio Anch'io', riferendosi alla candidatura nelle liste del Pd di Massimo Calearo. Quella candidatura, ha spiegato il presidente della Camera, "ha illustrato la differenza strategica che covava sotto le ceneri tra noi e il Pd. Il Pd è un partito interclassista con la prevalenza delle imprese sui lavoratori, mentre per noi si deve stare al fianco degli operai".

MORTI BIANCHE, CAMBIARE POLITICA - "Per combattere la piaga delle morti sul lavoro non basta un intervento straordinario ma deve cambiare per intero la politica del lavoro". Lo ha detto Bertinotti, aggiungendo: "Non è vero che le leggi che ci sono siano sufficienti. I rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza devono avere titolarità di intervento e una tutela che eviti loro di essere sotto schiaffo". Bertinotti chiede un "aumento degli ispettori", ma ammonisce: "il controllo va fatto dall'interno dagli stessi lavoratori". E punta il dito sull'aumento dell'orario di lavoro.

RIFIUTI, IN CAMPANIA SI DEVE VOTARE - "In Campania serve una verifica con la popolazione attraverso il voto per ristabilire un patto con il governo che si è spezzato", ha detto il leader della Sinistra Arcobaleno. Bertinotti sottolinea che mentre a livello nazionale Pd e Sinistra Arcobaleno corrono separate, a livello locale ci può essere una convergenza. "Non vedo ad esempio perché a Roma, dopo anni di buon governo della città, dovremmo consegnare il Comune alla destra".

CONFINDUSTRIA, CONTINUITA' IN LEADERSHIP - Fausto Bertinotti vede "una sostanziale continuità" nel cambio della guardia alla guida di Confindustria tra Luca Cordero di Montezemolo ed Emma Marcegaglia. "Resta - spiega - la linea che pretende di assegnare a Confindustria una centralità rispetto al sistema politico in base a cui possa dettare l'agenda al Governo. Una linea che a me non piace".

lunedì 3 marzo 2008

Il candidato premier della Sinistra-L’Arcobaleno avvia la campagna elettorale

“Prendiamoci questo arcobaleno, mettiamoci dentro tutti i nostri simboli, le nostre storie, le persone e i loro diritti, facciamone il nostro orizzonte, il nostro rinascimento, il nostro futuro colorato contro il nero”. Strappa tanti applausi Fausto Bertinotti negli oltre novanta minuti in cui spiega su un palco, da solo, cosa è la nuova sinistra, il suo programma e la sua stessa ragione di esistere. Ma è questo - con cui suona la carica, regala un sogno e una prospettiva, qualcosa per cui lottare - è il passaggio che forse emoziona di più la platea e le gallerie dell’Ambra Jovinelli.

La Sinistra-L’Arcobaleno ha scelto il teatro di tendenza di Roma per dare il via ufficiale alla campagna elettorale. Scelta “sbagliata” perché i mille posti se ne vanno in pochi minuti, arrivano i vigili del fuoco e il popolo della sinistra con le sue bandiere - nuove, sempre rosse ma senza falce e martello e con l’arcobaleno - deve restare fuori, in piazza. “Scelta minimalista” si giustificano gli organizzatori.

Apre i lavori una battagliera Patrizia Sentinelli, tailleur rosso e sciarpa viola, che cerca di spiegare la difficoltà di una campagna elettorale “molto difficile” che “ci vuole vedere scomparire”. Annullati, finiti, “addio sinistra”. Poi un giovane studente; una sindacalista ventenne che reclama a Roma un ruolo non in quanto “succursale dello stato pontificio” ma perchè “capitale di una repubblica laica”; Matilde, giovane ambientalista romana la cui associazione ha salvato 180 ettari di verde dalla speculazione “che ora saranno annessi al parco dell’Appia antica” e che racconta una semplice quanto scomoda verità: “Se portiamo la raccolta differenziata all’80 per cento non abbiamo bisogno di impianti o altro. Non abbiamo bisogno di deturpare ancora l’ambiente”.

Bertinotti prende la parola alle 11 e 15, blazer blu con toppe di camoscio sui gomiti, la cravatta rossa di cui si è in qualche modo “riappropriato”, una mano sul cuore l’altra alzata a salutare. Resta sul palco più di un’ora, da solo, in piedi, parlando a braccio, senza bere un goccio d’acqua. Anche questo è un modo di “combattere” Veltroni. In platea Achille Occhetto, Sandro Curzi, Valentino Parlato, lo stato maggiore di Rifondazione, Verdi, Pdci e Sinistra democratica, da Elettra Deiana a Paolo Cento. A chi nota l’assenza di Pecoraro Scanio, Diliberto e altri dirigenti la risposta arriva subito: sono tutti in giro per le piazze italiane.

“No fratelli coltelli”. I toni della campagna elettorale, soprattutto nei confronti del Pd, è un tema a cui Bertinotti tiene molto “perché sono contrario all’invettiva, ho vissuto troppe pagine di lotta alla fratelli-coltelli, ora basta”. Il candidato premier di Sa chiede che col Pd ci sia un confronto “aspro ma chiaro e rispettoso” che ruoterà soprattutto intorno a un concetto: “Caro Veltroni, non sarai in grado di contrapporti alla destra perché il loro modello è troppo simile al tuo…perchè il tuo partito è sempre di più un contenitore con dentro di tutto e che converge sempre di più al centro”.

Aut-aut contro “e… e”. Sempre a Veltroni e al Pd è dedicato un altro importante passaggio del discorso di Bertinotti. “Ragioniamo - dice - su questo e/e congiuntivo. Una parte la assumo, è quella ecumenica che riguarda la vita e la convivenza, la accetto quando parliamo di donne e uomini, omosessuali e etero, giovani e vecchi, stranieri e non stranieri”. Ma poi si arriva alla sfera dei rapporti di forza, competitivi, e “qui deve scattare l’aut-aut perché non si può stare con i lavoratori e con i padroni. O con l’uno o con l’altro”. Ma come gli viene al Pd in mente di candidare Confindustria (Colaninno ndr) e Federmeccanica (Calearo ndr) tra operai e precari: “Adesso diciamo che ce ne sono due e mezzo di troppo…”. Si spiega così lo slogan della campagna elettorale: “Una scelta di parte”. “Ecco - alza la voce Bertinotti - noi siamo di parte perché stiamo dall’altra parte, quella dei dominati che non vogliono più esserlo” e perchè “vogliamo combattere contro questo nuovo capitalismo che non ti chiede più solo le mani ma anche il corpo, l’anima e la mente”.

Il cuore del programma: un nuovo umanesimo. Bertinotti non scomoda parole altisonanti come “missioni” né si può impegnare su disegni di legge e punti vari. Anche la Sinistra e l’Arcobaleno ha il suo programma in 14 punti distribuiti in circa trenta pagine, dall’ambiente (”fondamento di SA”) alla difesa della 194, dal laicismo alla libertà della persona al rispetto dei diritti ogni individuo (”il nostro monumento è l’articolo 3 della Costituzione”). C’è un punto centrale, per cui Bertinotti strappa applausi in piedi: il riconoscimento del ruolo e del “debito” nei confronti della donna (”si nasce da madre, si nasce da donna”). Ma Bertinotti insiste sul cuore del programma, “la modifica radicale di questo sistema economico e sociale che produce ogni forma di devastazione delle persone e dei diritti” definito come un “neointerclassismo che vorrebbe pretendere la scomparsa del conflitto di classe e della fatica del lavoro. Ma dove? Ma quando?”. L’obiettivo: “Un nuovo umanesimo, un nuovo rinascimento che metta al centro i diritti della persona”. Questa è la risposta che va data a chi, a sinistra, e sono tanti, “ci guardano e scrollano la testa perchè dopo le tante attese del 2006 dopo due anni siamo di nuovo qua. Abbiamo fallito, inutile negarlo”. Ora si ricomincia, “da questo arcobaleno”.

“Una nuova sinistra unita”. Il Presidente della Camera, sempre più modi e gesti ieratici da padre spirituale della nuova sinistra, parla della necessità di “tornare al classico” e di “rompere contro i facili nuovismi”. Per la prima volta, dopo 25 anni, “la base comune di questa sinistra è la individuazione della causa motrice del disagio di ognuno di noi: il modello economico e sociale che ci hanno imposto”. Ecco che La Sinistra e L’Arcobaleno ha una mission fondamentale: “La modifica radicale di questo modello economico e sociale”. Quello per cui se un camallo muore nel porto di Genova a 40 anni dopo che suo padre aveva fatto la stessa fine “ci dicono che è solo un infortunio”. No, per la Sinistra è “una storia di profitto, di competizione, di necessità” a cui è doveroso e non più rinviabile “ribellarsi”. Basta, allora, con un sistema per cui “la competitività è valore assoluto e la crescita un obiettivo primario” perchè questo “genera diseguaglianza”.E basta con un sistema dove ti spiegano che “precario è meglio di disoccupato e che se prendi cento euro in più al mese rispetto a uno stipendio da mille euro ti dicono che rovini la competitività delle imprese”.

Due nemici: manifestazione contro la Rai. Il programma della destra viene liquidato come “insana miscela di populismo e liberismo a cui La Sinistra farà opposizione radicale”. Sono due invece i “veri nemici” di questa campagna elettorale. “Il primo- spiega - è la falsificazione che vuole la politica italiana come una gara a due”. Responsabili non sono solo Pd e Pdl “ma soprattutto i media” per cui Bertinotti convoca a breve una manifestazione contro il servizio pubblico della Rai. E a proposito di voto utile, “se vogliamo farla breve basta dire che l’unico voto utile è quello per La Sinistra e L’Arcobaleno”. Poi un attacco diretto a Anna Finocchiaro e al Pd che “dopo averci scaricato adesso invitano a votare o per se stessi o per il Pdl”. Questo, dice Bertinotti, “è veramente inaccettabile”.

Partono le note di Spirito libero di Georgia e poi il reggae di Bob Marley con Redemption song . E anche Bertinotti accenna mosse a tempo di musica.

domenica 2 marzo 2008

Bertinotti: "Unico voto utile è a noi!"

Un intero ciclo è finito, bisogna tornare rapidamente alle lezioni per colmare uno iato che c'é tra i cittadini e le istituzioni". Lo afferma il leader de la Sinistra l'Arcobaleno, Fausto Bertinotti, a margine di una manifestazione sul programma al teatro Ambra Jovinelli.

VELTRONI RIFORMISTA NON DI SINISTRA? REO CONFESSO
"Quando ho letto che Veltroni in un'intervista al Pais ha detto di essere un riformista e non di sinistra, ho pensato: è reo confesso". Lo afferma il leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, intervenendo ad una manifestazione sul programma all'Ambra Jovinelli. "Vorrei capire - prosegue - cosa significa essere riformisti senza la parola sinistra".

SI VOGLIONO CANCELLARE ALTRI PARTITI

"Siamo sottoposti al bombardamento dei mezzi di comunicazione di massa che vogliono far credere che in Italia ci siano solo due partiti con una operazione insidiosa e pericolosa per la democrazia, e cioé cancellare gli altri partiti a partire da questa sinistra". Lo afferma il leader de la Sinistra l'Arcobaleno, Fausto Bertinotti, a margine di una iniziativa sul programma al Teatro Ambra Jovinelli, parlando degli spazi concessi agli altri partiti rispetto a Pd e Pdl. A chi gli chiede un commento sui sondaggi che danno la sinistra in calo, Bertinotti risponde: "non mi sembra anzi la tendenza è in crescita".

TRA OBIETTIVI MORALITA' PUBBLICA
Tra le caratteristiche della Sinistra Arcobaleno deve esserci "la capacità di costruire una nuova moralità pubblica, il che significa 'quello che dici fai'". Ne é convinto il leader Fausto Bertinotti che, approfittando della giornata di sole e soprattutto del blocco delle auto, ha deciso di fare una passeggiata a piedi fino al teatro Ambra Jovinelli dove è atteso per partecipare ad un incontro sul programma Arcobaleno. Il presidente della Camera è uscito dai suoi uffici in piazza Montecitorio, ha percorso via del Tritone fermandosi in un bar a bere un caffé. Giusto in tempo di fare una piccola pausa per poi riprendere a passo sostenuto la camminata fino al teatro. Nel corso del tragitto, il leader della Sinistra Arcobaleno è stato fermato diverse volte da persone e turisti pronti a stringergli la mano.

PD CANDIDA CALEARO? VORREI CAPIRE COME FA
"Il Partito democratico candida il capo della Federmeccanica, ma come gli viene in mente?". Lo afferma il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti intervenendo ad una manifestazione per il programma al teatro Ambra Jovinelli. Dopo la candidatura nel Pd di Matteo Colaninno, scelta già criticata a sinistra, Bertinotti aggiunge: "Ora siamo a due persone e mezzo di troppo".

UNICO VOTO UTILE E' A NOI

"L'unico voto utile è alla sinistra". Lo afferma il leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, intervenendo all'Ambra Jovinelli per una manifestazione sul programma. Bertinotti ricorda poi le dichiarazioni di Anna Finocchiaro che aveva invitato a votare i due maggiori partiti, Pd e Pdl: "Il fatto che si inviti a votare Berlusconi e non Sinistra Arcobaleno mette in evidenza un duopolio opprimente che si manifesta nella cancellazione di domande radicali della società italiana". Per il presidente della Camera, quindi, è importante votare a sinistra perché "più la sinistra è forte e più può condizionare il Partito democratico. Il Pd - aggiunge ancora - si definisce di centrosinistra ma ha un programma di centro, se la sinistra diventa forte questa conformazione del Pd può essere messa a dura prova, niente è irreversibile".

sabato 1 marzo 2008

Borsellino candidata al Senato per Sinistra-Arcobaleno

Rita Borsellino si candida al Senato come indipendente nella Sinistra-Arcobaleno ma non nei collegi siciliani. Si risolve così il timore di una candidatura della sorella del giudice Borsellino "contro" Anna Finochiaro. Per la Regione, invece Borsellino è indicata come presidente del consiglio regionale nel caso che la Finocchiaro si aggiudichi Palazzo d'Orleans.