1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO
Visualizzazione post con etichetta Partito della Rifondazione Comunista - Federazione Provinciale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Partito della Rifondazione Comunista - Federazione Provinciale. Mostra tutti i post

giovedì 12 marzo 2009

Elezioni provincia Mt, PRC: “Primarie di programma”

“Il Prc della provincia di Matera, ha espresso con nettezza al tavolo regionale tenutosi ieri con tutte le forze di centrosinistra la propria posizione, partendo dalla richiesta di discontinuità con l’attuale esperienza amministrativa, ritenuta i del tutto inadeguata”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Ottavio Frammartino, segretario provinciale di Rifondazione comunista. “Sui nomi da indicare per la presidenza della Provincia di Matera – continua il rappresentante di Rifondazione comunista - riteniamo che questa va messa in relazione alla necessità di riaffermare il “vincolo” della questione morale”. Prc dice di aver proposto, tra l’altro, “una fase d’ascolto e di consultazione democratica “tra e con” i cittadini, utile non solo a recuperare e trasmettere all’esterno uno spirito unitario e autenticamente solidale tra le forze politiche del centrosinistra, ma soprattutto per ristabilire un contatto stretto tra queste ultime e gli elettori e i loro bisogni, coinvolgendoli direttamente nel confronto per la definizione delle linee programmatiche della coalizione”. In altre parole, “chiediamo le “primarie” di programma che si dovrebbero svolgere nel mese di aprile con iniziative nelle piazze, banchetti, assemblee in tutti i comuni, offrendo a chi vi partecipa non tanto le risultanze di quanto i partiti elaborano nelle rispettive segreterie, ma soprattutto l’opportunità di esprimersi”. Per Frammartino “occorre investire i cittadini della “responsabilità della scelta” e del “diritto di scelta” sulle migliori soluzioni ai problemi del territorio”.

sabato 7 marzo 2009

Provincia MT, PDCI e PRC insieme alle prossime elezioni

Sottoscritto un accordo tra le segreterie Pdci e Prc per una lista comune per le prossime amministrative in Provincia di Matera. Lo rendono noto i segretari provinciali dei due partiti, Ottavio Frammartino e Francesco Mandile. "Le liste saranno aperte al contributo di tutte quei soggetti politici della sinistra anticapitalista , ambientalista e femminista. Lo sforzo ora è di mettere i campo un programma che consenta l'uscita a sinistra dalla crisi, che metta al centro il nodo del rinnovamento della politica e della critica alla politica come attività separata, che crei un nuovo rapporto tra politica e società" . I due segretari, Frammartino e Mandile, ritengono che "il punto qualificante di questa lista ora debba essere l'apertura alle istanze sociali e di movimento, dai centri sociali alle associazioni di difesa dei consumatori le cui ragioni e istanze in questa crisi sono fortemente intrecciate a quelle dei lavoratori. Insieme alla sinistra "larga" bisogna lavorare su una piattaforma programmatica per la provincia , capace di dare risposte ai temi del lavoro e della formazione, della precarietà e della tutela ambientale. Alleanze e piattaforma programmatiche che saranno decise con un referendum da tenersi con tutti gli iscritti e con le associazioni e movimenti che aderiranno alla costruzione di questo processo unitario di sinistra non più rinviabile, e che non deve essere una sommatoria di sigle, ma un processo condiviso di programmi e idee".

mercoledì 17 dicembre 2008

Tolleranza Zero contro i mariuoli in Politica

La Basilicata celebrata con ottimismo tanto fatuo quanto irresponsabile come isola felice, viene travolta dall’ennesimo scandalo, annunciato e puntualmente avveratosi. Ricordiamo che in questi anni sull’accordo tra la total e la regione si sono consumate le lotte delle associazioni ambientaliste e dello stesso PRC che denunciavano di questa intesa i pericoli della poca trasparenza, dell’incompatibilità ambientale e soprattutto ne contestavano il furto di risorse senza nessun ritorno per la Basilicata. Senza entrare sulla questione giudiziaria, visto che siamo solo ad un ipotesi accusatoria, è doveroso comunque fare una riflessione politica sul quadro che esce non solo da questa inchiesta ( vedi Toghe lucane e Felandina) che pone al centro del dibattito politico regionale la questione morale, problema non più rinviabile, e questo non avendo paura di essere tacciati di moralismo né di giustizialismo, convinti come siamo che la questione non attiene soltanto alla sfera etica ma anche e soprattutto a quella economico sociale. Queste inchieste hanno messo in luce uno scambio politico- affaristico che intreccia interessi delle Lobbies con quelli politici tesi ad incrementare le proprie ricchezze svendendo il territorio in un contesto di disoccupazione, precarietà, deficit di autonomia, povertà che schiacciano soprattutto i giovani, le donne, gli anziani insieme all’ identità, alle tradizioni e al senso comunitario ( la classe dirigente lucana decide ormai solo sulla base delle convenienze proprie delle multinazionali, la destinazione e l’uso del nostro territorio e delle nostre risorse naturali). E dato che, come diceva E. Berlinquer, non è solo una questione di ladri e corrotti che vanno scovati denunciati e messi in galera, ma è anche l’occupazione militare del potere, il furto i legalità e opportunità dei diritti ai giovani che vengono mortificati nei vari concorsi farsa dove conta la tessera di partito al merito, l’utilizzo di quote di spesa pubblica che vengono investite nella produzione di consenso, con il solo scopo di incrementare la produttività elettorale, con evidenti danni sia alla sviluppo che a una sana democrazia. Per il PRC della provincia di Matera è arrivato il momento di dire basta, consapevoli che non è sufficiente la sola sterile denuncia, ma bisogna da oggi impegnarsi in azioni di lotta politica che mettono al centro del dibattito politico il corretto utilizzo delle risorse e il primato della legalità senza se e senza ma. Cominciando a dire che si faranno alleanze solo con liste che non abbiano tra i candidati politici coinvolti o rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione .Consapevoli che solo questo non basta ma bisogna pur cominciare per dare un segnale forte ed inequivocabile alla pubblica opinione che si comincia la politica della tolleranza zero contro i mariuoli in politica.


Ottavio Frammartino

Segretario prov. PRC Matera

lunedì 1 dicembre 2008

Amministrazione Provinciale: tra affarismo e clientela

Dopo il concorso truffa dell’Apea denunciato dal PRC di Matera, dove già su un bando pende una sentenza di sospensione del TAR, l’amministrazione Provinciale bandisce una selezione per esperti esterni dell’Ageforma scandalosa. Il termine dato dall’ente per essere ammessi alla selezione e di soli 7 giorni dalla pubblicazione e con criteri del tutto descrizionali. Non è difficile capire che a questo punto o si è fortunati o si è amici degli amici , per avere l’opportunità di partecipare. Questo modo di agire dell’amministrazione Nigro che sempre più si sta caratterizzando per una politica malata di clientelismo e affarismo, incapace di introdurre pratiche trasparenti dove il diritto si coniughi con il merito e l’opportunità per tutti, ci porta ad opporci in tutte le sedi contro un altro provvedimento truffa. Prendiamo anche atto che tutti gli sforzi per la costruzione di un progetto di alleanze per la prossima amministrativa sono minate da atti gestionali inaccettabili, e che arrivati a questo punto si possono ricomporre solo con una forte discontinuità da quest’esperienza fallimentare sia sull’aspetto etico sia della gestione. Partendo proprio da questa questione il PRC di Matera si attiverà su tutto il territorio provinciale con una campagna dal titolo “ ci fanno pagare la crisi e ci rubano l’opportunità ” per informare i tanti giovani e lavoratori che ancora una volta un governo provinciale che si dice di centrosinistra nega a loro l’opportunità di partecipare a un bando.

Il segretario Prov.le PRC
Ottavio Frammartino

mercoledì 29 ottobre 2008

Decreto Gelmini. Ottavio Frammartino (PRC): il Referendum è l'unica strada

“Referendum, è l’unica strada da percorrere per dare speranza a questo paese, che con il provvedimento approvato oggi in senato vuole uccidere la scuola pubblica ed il futuro dei giovani”. Lo sostiene il segretario provinciale del Prc di Matera, Ottavio Frammartino.
“Questa sarebbe anche una risposta democratica di fronte alla arroganza al limite della democraticità dimostrata da questo governo, che decide decreta ordina. Studenti e professori hanno avuto seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati che «colpiscono il cuore pulsante di una nazione», come dice il filosofo Dario Antiseri. Nel mirino c’è una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura è roboante: "Riforma della scuola"; più prosaicamente "contenimento della spesa", a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti.
Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s’abbozza una farsa di dialogo. Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede che questo decreto venga abrogato. L’ostinazione dimostrata in questo caso – dice ancora Frammartino - è quella di una visione autoritaria della gestione del paese. Né si potrà pensare di ricorrere a vie autoritarie o a forze di polizia. Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e "baronìe", nonché le "allegre e disinvolte gestioni". Adesso la parola deve passare ai cittadini, noi un paio di settimana fa con il gruppo regionale Prc aveva prospettato la possibilità della via referendaria, chiedendo al presidente De Filippo di prendere l’iniziativa con le altre Regioni affinché almeno 5 Regioni così come prevede la legge, votino in consiglio regionale la richiesta referendaria per abolire la Gelmini”.

domenica 19 ottobre 2008

I Gap anche a Matera

Stiamo organizzando un gruppo di acquisto popolare, in settimana registreremo lo statuto. Cominceremo anche un lavoro di informazione con dei volantini nei comuni di Matera, Policoro e Bernalda prima di mettere in calendario l'iniziativa della vendita del Pane a un EURO. Estenderemo questa iniziativa ad altri prodotti a Km zero e tipici . Abbiamo un numero interessante di agricoltori che sono interessati alla nostra esperienza. Faremo a breve un incontro presso la federazione del PRc di matera, tutti coloro che sono interessati a dare una mano alla realizzazione di questa esperienza possono collegarsi al Blog www.gapmatera.blogspot.com per associarsi

La moltiplicazione dei pani... e dei GAP

Roma, Milano, Ancona, Biella, Benevento, Marsciano, grandi città e piccoli paesi, circoli del partito, centri sociali e case occupate, associazioni di base e quant’altro stanno iniziando ad ampliare la rete dei GAP in tutta la nostra penisola. I Gruppi di Acquisto Popolari stanno oramai costruendo dal basso, in forma reticolare una mobilitazione costanze sul tema del caro vita utilizzando il pane come bene di prima necessità con cui partire, denunciando le speculazioni, l’inadempienza del nostro governo che difende la borsa delle caste finanziarie ma non la borsa della spesa del popolo che non arriva a fine mese.
E’ necessario continuare a tenere viva la nostra mobilitazione a lungo, in questi mesi i compagni e le compagne di Roma ad esempio sono stati generosi nel prestarsi ogni settimana in questo lento lavoro di sperimentazione. Adesso occorre passare dalle iniziative simboliche, che sono comunque importanti ad iniziative costanti nel tempo anche negli altri territori.
Mutualismo e conflitto sociale, radicamento ed utilità sociale nella quotidianità, questo è il terreno per ricostruire oggi una risposta di sinistra alla guerra tra poveri che la destra ci impone, ed atraversare la crisi che il neoliberismo determina. Partendo da questi elementi occorre riaprire la questione del caro vita attraversando le prossime mobilitazioni, ed occorre costruire forme di contrattazione che dal singolo territorio al governo nazionale impongano non solo il semplice blocco dei prezzi, ma il loro abbattimento, perché fissare i prezzi dopo che la speculazione c’è stata, vuol dire mantenere in piedi la speculazione!
La manifestazione dell’11 ottobre è stata importante anche da questo punto di vista, perché il tema del caro vita è stato sottolineato direttamente dal palco con un’intervento di una rappresentante di Action che assieme a noi da vita a questa esperienza. Ma come abbiamo sempre detto una manifestazione, se non ha un ritorno nella quotidianità, ha la stessa funzione di un concerto. Facciamo in modo che l’11 ottobre sia tutti i giorni, la ritirata è finita, non solo per una manifestazione ma tutti i giorni, nelle fabbriche, nei quartieri, nelle lotte.

lunedì 4 agosto 2008

Con i lavoratori dell'Agrobios

Federazione Provinciale PRC di Matera


La guerra irresponsabile tra bande di questa maggioranza regionale fa la sua incolpevole vittima, che sono i lavoratori e le lavoratrici dell’Agrobios. Il messaggio trasversale e ricattatorio di forze politiche che si stanno affrontando senza esclusioni di colpi in cerca di poltrone da occupare, mettono in serio pericolo uno dei centri di ricerca più importanti della Basilicata , che ribadiamo ha la parte migliore nei seri e qualificati lavoratori e la parte peggiore nel consiglio di amministrazione , ormai diventata camera di compensazione dei trombati eccellenti della politica. Chiediamo da subito la discussione del disegno di legge che affronti e risolva l’esistenza dell’agrobios , già nel consiglio Regionale del 6 agosto prima dell’elezione dell’ufficio di presidenza. Per quel che ci compete, al di là di garantire il nostro sostegno in consiglio con la nostra consigliera e la sua disponibilità a convocare da subito anche la II commissione per approvare il testo del disegno di legge , saremo in consiglio con i lavoratori per protestare contro una politica che gioca con i destini della gente per regolare la sua sete di potere.

Il segretario

Ottavio Frammartino

Gruppo Consiliare PRC/SE - Regione Basilicata


Sulla vicenda Agrobios occorre una iniziativa rapida, concreta e che risolva strutturalmente l'assetto produttivo per tutelare anche i livelli occupazionali. Per fare questo e' necessario uscire dalla genericita' della solidarieta' che viene data ai lavoratori ad un procedo che affronti le questioni finanziarie non slegato dal progetto industriale di ricerca. Personalmente ho votato a favore dell'emendamento alla finanziaria presentato dalla Giunta con l'attenzione indirizzata verso i lavoratori e il sito di ricerca. Commentare il passato e' facile. Occorre guardare avanti. Il Centro Sinistra deve nei prossimi giorni, anche attraverso il confronto con le parti sociali, definire le misure per costruire una svolta nella gestione del centro di ricerca. Ci sono le condizioni perchè cio' avvenga facendo tesoro anche degli errori del passato. Valorizzare i ricercatori significa offrire continuita' nella ricerca, presenza nei territori anche nazionali e internazionali. Ritengo decisivo in questo quadro la ricerca, in tempi medi di nuove partecipazioni al capitale di enti e strutture non solo regionali che, oltre al capitale fresco, possano portare commesse. Siamo disponibili, anche con nostri esperti, a fare la nostra parte per la messa a punto delle misure a partire da quelle piu' urgenti.


La consigliera

Emilia Simonetti

mercoledì 18 giugno 2008

La nuova Giunta Provinciale, l’ultimo disperato tentativo di Nigro per rimanere a galla…e il Presidente perde nuovamente e indecorosamente le staffe.

Davvero un brutto spettacolo quello andato in scena ieri mattina nella sala del Consiglio Provinciale nel corso dei lavori dello stesso. Una maggioranza disastrata che tenta, con tutta la goffaggine di cui è capace, di camuffare la ragioni alla base di una crisi irreversibile che vede tutti contro tutti senza nessuna articolazione politica, senza nessun partito contrapposto ad altri ma solamente interessi singolari in competizione tra loro. Lo spettacolo pessimamente condotto da Nigro è avvenuto in una sala colma di lavoratrici/ri della ex Sma che, attoniti, si chiedevano di cosa si stesse parlando -visto il lessico incomprensibile alla maggior parte delle persone comuni- di tanto importante da meritare un sonoro diniego alla loro richiesta di chiarimenti circa le vicende che attengono alla loro vertenza. Tra 9 mesi, il tempo di un parto, si chiude la vicenda amministrativa di questa Provincia. Tanto è il tempo che ci separa dalle prossime elezioni e si pretende d’aver varato una sorta di Giunta di “rilancio”. Niente di tutto ciò: piuttosto è la Giunta degli equilibri di potere; la possibilità di “spargere” fette di potere fino all’ultimo giorno del mandato di questa amministrazione provinciale. Diremmo si tratti di un ottimo argomento per decidere di far perdere definitivamente al centro-sinistra l’opportunità di riscattarsi col rischio che il Nigro-“Caronte” traghetti il centro-sinistra sull’altra sponda (dove uno come lui potrebbe anche trovarsi a suo agio). Un amministrare senza qualità: è questa la vera ricetta che ha contraddistinto gli anni di questa amministrazione, tra gli ululati e i latrati dei tanti che chiedevano una “postazione di comando”, ululati mai sopiti, neanche nella giornata di ieri durante la quale anche la riproposizione di una pseudo-sinistra di governo ha creato mal di pancia interni. Ancora una volta il Presidente Nigro ha perso le staffe, come ogni qual volta accade, da un po’ di tempo a questa parte, a colui che non è abituato al dissenso e al confronto democratico. Nigro mostra di essere un relitto della diplomazia che chiude definitivamente, con questa esperienza, il suo mandato politico, prima (chissà) di essere debitamente “parcheggiato”, come accade a molti, in qualche ente pubblico secondario di accompagnamento alla meritata pensione. Rifondazione Comunista, orgogliosamente all’opposizione di questo meccanismo tutto piegato sul potere e per niente riverso alla soluzione dei problemi dei cittadini rimarca il proprio ruolo di opposizione e continuerà, senza sconti per nessuno, a vigilare sull’esercizio del “potere” dei giaculanti ostentatori di via Ridola.

Gianni Palumbo
Comitato Politico Regionale PRC-SE

Vincenzo Dambrosio
Capogruppo PRC-SE
Provincia di Matera

martedì 1 aprile 2008

Provincia di Matera, bilancio di previsione 2008. Discussione e dichiarazione di voto.

Prima di ogni altra cosa è necessario complimentarsi con il dirigente del settore ragioneria e con tutti i suoi collaboratori per la mole di lavoro svolto e per la qualità dello stesso.

Quest'anno, come sappiamo, la Provincia, non è soggetta ai vincoli imposti dal patto di stabilità e quindi vi sono state maggiori possibilità di intervento, dentro gli indirizzi stabiliti dalla giunta, in alcuni settori piuttosto che in altri compatibilmente, è chiaro, con il quadro economico finanziario dato.

Il bilancio, però, sappiamo bene non è un fatto esclusivamente tecnico e nella sua valutazione intervengono altri e più complessi fattori che ne determinano la direzione generale, l'impronta programmatica, la cultura politica che lo ha ispirato. Con il voto sul bilancio si esprime sostanzialmente la condivisione e l'adesione ad una opzione politica, nel nostro caso visto che si discute il bilancio della Provincia di Matera ci si esprime anche sulla capacità di governo dimostrata dal centro sinistra in questa regione se pure non ci sono automatismi di sorta.

Certo, non l'ho si mette in dubbio, in questo bilancio di previsione sono previste delle azioni condivisibili in diversi settori ad iniziare dall'apertura di un capitolo apposito per la gestione del progetto regionale VIE BLU, per questo si condivide fortemente l'idea dell'approvazione in questa seduta, con questo però non si può affermare che la tutela del lavoro, in tutte le sue forme, e la lotta alla precarietà siano la bandiera di questa maggioranza evanescente. Siamo ben lontani da questo! Lo dimostra la vertenza COGEIN rispetto alla quale l’Amm.ne Prov.le si era impegnata ad assorbire i lavoratori nella nascente APEA (l’Agenzia Provinciale per l’Energia e l’Ambiente) e invece la situazione di precarietà assoluta continua tutt’ora. Così come si giudicano positivi alcuni interventi nel settore della sicurezza stradale (ad es. svincolo Pomarico-Piani Bradano), però anche in questo caso a prevalere è la logica dei grossi progetti e delle montagne di danaro che devono spendersi a tutti i costi oliando i meccanismi storici della filiera della formazione del consenso. Le opere pubbliche non si pensano e realizzano in una ottica razionale per incontrare le esigenze delle comunità ma per mobilitare la mole di denaro più consistente possibile pensando di fatto, nel 2008, che questo possa produrre ricchezza e sviluppo per il territorio. Siamo alla preistoria!

Nella discussione del precedente bilancio di previsione Rifondazione Comunista presentò una serie di emendamenti ritirati in seguito alla manifestata volontà dell'amministrazione di darne un seguito nell'attività amministrativa ordinaria. Si trattava di proposte ispirate dal buon senso e finalizzate a fornire dei motivi per votare quel bilancio, oggi si sarebbero potuti presentare tutti e sette gli stessi emendamenti perché come succede per ogni atto che non risponde ad una logica ricattatoria l'amministrazione provinciale ha ignorato degli impegni solenni assunti in questa sede. Giova ricordare che si trattava di proposte assai poche onerose nel campo della cultura dove l'azione della Provincia è a dir poco disastrosa oltre che goffa e impercettibile, nel campo delle politiche attive del lavoro dove si proponeva la redazione di una inchiesta scientifica sulla condizione di lavoro nella nostra provincia, nel settore della sicurezza stradale, nel settore della cooperazione internazionale.

Per questo, Presidente, la linea emendativa ai vostri bilanci risulta essere assai poco efficace e dall'opposizione non c'è altro modo per esprimere un'opzione politica differente che votare contro questo bilancio di previsione.

Questo voto è contro il ponte di comando di questa regione del quale lei Presidente fa parte a pieno titolo, è contro una classe dirigente che in 15 anni ha portato questa regione ad essere la più povera d'Italia, ad avere un tasso di immigrazione pari a quello del 1960. E' un voto contro chi ha svenduto alle multinazionali del petrolio questa regione ed ora ci si ricorda che le royalties al 7% non esistono in nessun posto al mondo neppure in quello che voi chiamate con disprezzo Terzo Mondo, dove le classi dirigenti vengono selezionate con la guerra preventiva degli USA. Adesso dopo aver pregiudicato irreversibilmente con le estrazioni petrolifere l'ecosistema delle zone maggiormente interessate, producendo solo povertà, emigrazione e umiliazione per quei cittadini che dopo decenni di lavoro all'estero tornano nella loro terra e la trovano sventrate dalle vostre trivelle, i grandi elemosinieri della Basilicata in piena campagna elettorale si inventano la rinegoziazione degli accordi con le società petroliferi. E' davvero sconcertante! E la Provincia di Matera che fa? Elemosina la possibilità di utilizzare le royalties anche per questo territorio. Esiste una parola, un concetto che chi ricopre incarichi politici dovrebbe assumere come bandolo del proprio agire: autonomia; autonomia come condizione per rappresentare con dignità le nostre comunità. E' possibile mi chiedo legare le sorti di un territorio ai profitti di multinazionali che per definizione devono solamente sfruttare questa terra e poi fuggire altrove?

A tal proposito la puntata della trasmissione “Annozero” credo sia stata esemplare, così come lo è stato il sentimento di vergogna dei cittadini lucani di fronte al balbettare di quel Presidente della Regione che davvero avrebbe dovuto tacere.

E' un voto contro chi ha sventrato le ultime spiagge incontaminate d'Italia regalandole alle multinazionali del turismo in cambio di una manciata di posti di lavoro stagionali precari e sottopagati.

Più di ogni altra cosa con questo voto si vuole segnare un punto forte di alterità con le logiche che ispirano il rapporto tra politica, istituzioni e cittadini in questa regione e in questa provincia. Il controllo molecolare della democrazia che si attua attraverso gli enti pubblici gestiti dalla politica. Dalle ASL, alle ai parchi regionali, ai direttori generali dei dipartimenti, dall'APT all'ALSIA, dall'Ageforma all'ATER e potremmo continuare a lungo. I cittadini lucani più di altri cittadini del Sud sono trattati come clienti da una politica che attraverso il controllo degli strumenti della spesa si guadagna il suo stare a galla e produce l'impoverimento complessivo della qualità dei servizi in questa regione per via della propria inadeguatezza e incapacità ampiamente dimostrate.

Per questa articolata serie di motivazioni, signor Presidente, Rifondazione Comunista, all’opposizione della sua maggioranza, voterà contro il Bilancio di previsione 2008.

Vincenzo Dambrosio

Capogruppo PRC-SE

Consiglio Provinciale - Matera

venerdì 14 marzo 2008

Lettera di dimissioni di Gianni Palumbo da segretario provinciale di Matera

Al Comitato Politico Federale di Matera

Al Segretario Regionale Compagno Michele Saponaro

e p.c. alla Segreteria Nazionale

al Comitato Politico Regionale di Basilicata




“Solo per i potenti la storia è una linea ascendente, il cui culmine è sempre il loro oggi. Per quelli che stanno in basso, la storia è il punto di domanda a cui si può dare risposta solo guardando indietro o avanti, dunque ponendosi nuovi interrogativi”.

EZLN

Care compagne e cari compagni,

la mappa del dissenso in Italia per la formulazione delle candidature è ampio almeno quanto lo stesso territorio nazionale. Il gruppo dirigente nazionale ha commesso un grave errore, e con esso si sono aperti prevedibili conflitti sui territori. Si invoca, a ragione, il percorso di costruzione della Sinistra l’Arcobaleno, come necessità per continuare a garantire nella società una forza di sinistra autentica, plurale e forte. Proprio per questi stessi motivi, spontaneamente, e senza sapere gli uni degli altri, nei territori si sono moltiplicate le forme di dissenso su quanto è stato imposto con la cortocircuitazione dei metodi democratici. Rifondazione Comunista, in particolare, viene da un percorso, anche congressuale, che da Genova in avanti le aveva conferito il primato di avviare un cambiamento dell’idea stessa di Partito. L’involuzione democratica nella quale siamo precipitati con questa non voluta tornata elettorale ci ha messo di fronte alla realtà, fatta di gesti meschini, di raccapriccianti giochi per elemosinare candidature, di meccanismi imposti in nome di una ragion politica che sovrasterebbe le scelte di partecipazione e di democrazia per una verità indiscussa e indiscutibile che sembra appartenga solo a pochi e fortunati “eletti”. Tutti gli altri, pur essendo la maggioranza, non concorrono alla formazione di alcuna nuova idea da praticare. Lo scontro cannibale che si sta consumando anche dentro la vicenda delle liste de la Sinistra l’Arcobaleno, in questo momento di crisi generalizzata della politica della quale noi di Rifondazione Comunista siamo stati tra i primi a percorrere e praticare analisi e prospettive, non mi consente di andare oltre in questo percorso dirigenziale che, evidentemente, è tale solo se inquadrato davvero in una logica minoritaria e autoritaria che dovrebbe poter essere letta da tutti come quella giusta. La necessità, nella società, di una forza di Sinistra è prioritaria ed impellente, e questa va costruita con il massimo della partecipazione possibile, mi permetto di dire che va ricostruita dal basso e non nella forma di un monco cartello elettorale pur legittimo e difficile da costruire. “Democrazia elettorale è il concetto che i prepotenti chiamano la lotta per entrare nell’affare di vendere la dignità e portare avanti la catastrofe mondiale” sostiene il subcomandante Marcos nel Chiapas insurgente. Discutere delle candidature ci avrebbe messo nelle condizioni di confrontarci davvero portando nelle nostre liste non le risultanze degli “ordini di scuderia” ma la possibilità di comprendere la complessità di una regione, la Basilicata, che ha espresso in questi ultimi anni una identità nuova che forte del passato ha chiesto di poter costruire un futuro migliore; pratiche comunitarie e politiche che si andavano incrociando e sperimentando su percorsi interessanti. Le ultime vicende, determinate anche dalla difficoltà nella quale siamo precipitati ci rende esplicita ed evidente la difficoltà che abbiamo davanti e che in quanto tale dobbiamo affrontare con la massima determinazione possibile. Dare cioè un voto di parte capace di rompere gli schemi del dualismo destra-destra (dico bene: destra-destra) Veltroni-Berlusconi sul “voto utile”. E’ necessario che la Sinistra l’Arcobaleno raccolga il massimo risultato possibile per poter ricostruire quanto fino ad ora nel giro di pochi mesi non si è riuscito a determinare nella società. Ed è necessario farlo destrutturando le modalità che hanno portato alle miserie di questi ultimi mesi; miserie che consentono, ancora una volta, di demotivare e privare di entusiasmo soprattutto quell’esercito di giovani che avevano reso un partito come Rifondazione Comunista la proiezione per la costruzione di una realtà nuova e diversa. Sento il dovere di sottrarmi allo scontro in atto perché ritengo -come ha ben fatto e sottolineato la compagna Anna Maria Palermo a cui va il mio ringraziamento per il significato della sua esperienza civile e politica che ha portato al Senato della Repubblica negli ultimi due anni- che il privato è politico e quando questo volutamente non si vuole capire o addirittura si vuole comprendere diversamente vuol dire che vi è, da parte di qualcuno, anche una certa dose di malafede gratuita non altrimenti interpretabile. Le intelligenze e gli entusiasmi che sono stati traghettati da un vecchio ad un nuovo concetto della politica nelle pratiche di difesa dei territori, avrebbero potuto trovare maggiore e più consapevole rappresentanza in un momento tanto delicato come questo nel quale tutti, convergiamo, avvertiamo il rischio della sparizione di una forza reale che rischia di essere relegata a pura testimonianza. Ed è proprio questo rischio che rende doppiamente pesante l’errore politico determinatosi con la caduta del Governo Prodi e il conseguente serrarsi delle fila come percorso tutto interno ai partiti della Sinistra. Ben ventuno tra compagne e compagni, con un ruolo di dirigenza nella Federazione di Matera, hanno sottoscritto la richiesta legittima di dimissioni della intera segreteria regionale di cui sono componente. Ritengo, per non essere riuscito a produrre nemmeno una discussione in seno agli organi preposti, tra cui lo stesso Comitato Politico Regionale, di essere conseguente rispetto a questa richiesta il cui merito l’ho condiviso dallo stesso momento in cui ho letto il documento. Ma le mie dimissioni sono contestualmente da Segretario della Federazione di Matera, alla cui guida sono stato per 7 mesi intensi e interessanti, nonostante tutto, come momento di crescita politica e personale. Ringrazio tutte e tutti e abbraccio le compagne e i compagni, uno per uno, nessuno escluso, augurandovi una buona campagna elettorale. Faccio anche il mio sentito in bocca al lupo a Titti e a Rosa affinché la loro candidatura ritrovi una connessione e un nesso forte nei territori e vinca la sfida delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile.

Matera 14 marzo 2008

Gianni Palumbo

Segretario PRC-Sinistra Europea

Federazione Provinciale di Matera

giovedì 21 febbraio 2008

PROVINCIA MATERA - Interrogazione del PRC sullo smaltimento dei rifiuti

Il consigliere di Rifondazione comunista, Vincenzo Dambrosio, ha presentato un’interrogazione al presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro, per conoscere la posizione dell’ente sulle modalità di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e, in particolare, l’importanza che si attribuisce all’incenerimento dei rifiuti e quindi alla filiera industriale e quanta, invece alla raccolta differenziata dei rifiuti attraverso il metodo “porta a porta”.

mercoledì 6 febbraio 2008

Intervento in Consiglio Provinciale del 5 febbraio 2008 del capogruppo PRC/SE Vincenzo Dambrosio

Questa cari colleghi è la Basilicata, non la Sicilia di Totò Cuffaro e dei suoi picciotti, l’antimafia parla cioè di Basilicata e della provincia di Matera, territorio in cui sono attivi dei clan criminali quali Mitidieri-Lopatrielo e Zito-D’Elia. Saremmo degli ingenui, colpevolmente ingenui se non ci ponessimo degli interrogativi, se non riportassimo nell’alveo della riflessione politica questi dati, circa le vie che possono prendere le montagne di fondi pubblici che si utilizzano nel settore della viabilità (per esempio). Parliamo di questo, parliamo dei meccanismi di controllo sulla gestione dei cantieri e degli innumerevoli subappalti che si mettono in moto nei lavori di una certa entità; parliamo di criteri oggettivi per la gestione dei lavori di somma urgenza per esempio; parliamo di come predisporre degli strumenti che controllino efficacia dell’investimento e che i soldi non vadano ad oliare altri meccanismi del sistema che implicano automaticamente pericolose devianze. Il centrosinistra campano, ci ricordava il brillante Roberto Saviano su Repubblica di ieri, ha per troppo tempo pensato che il problema della camorra e delle sue infiltrazioni negli apparati decisionali della Pubblica Amministrazione fosse un problema che riguardasse l’altra parte, commettendo l’errore che oggi ha sepolto sotto i cumuli dei rifiuti quella classe dirigente. Nel corso degli ultimi anni - sostiene Saviano- i circoli della sinistra hanno aperto le porte alla camorra. Non faccio nessun parallelismo ma torno sul punto di partenza: occorre, cioè, approfondire l’analisi e lo studio di questa tematica proprio alla luce di quello che lo stesso Saviano e -chiaramente- i maestri dell’antimafia in questo Paese, da don Luigi Ciotti ai ragazzi della Locride, sostengono cioè che non esiste più una mafia delle coppole e magari legata ad una sola parte politica ma una macchina economica che non ha nessun connotato politico-partitico preciso e predefinito ma stringe alleanze con il mondo politico quando esso garantisce il dispiegarsi di certi interessi. Quindi quella che Rifondazione Comunista pone con forza è una questione politica e non penale. Si ritiene che oggi più che mai in questa regione (e quindi anche nella nostra provincia), sia necessario un repentino cambio di marcia all’insegna della trasparenza, delle pari opportunità, dell’adozione di criteri oggettivi nel reclutamento del personale interno ed esterno come nel caso degli appalti. L’uso di strumenti come l’appalto-concorso certamente non ci aiuta in questa direzione. La domanda a cui bisogna rispondere e tenere presente sempre è la seguente: a chi serve la Provincia di Matera? Non vorrei rassegnarmi alla risposta che si sente sui marciapiedi, cioè a quelli che hanno la tessera ai partiti della maggioranza. Viviamo, per scomodare un intellettuale della caratura di Giacomo Schettini nel “tempo in cui il controllo molecolare da parte del potere politico e burocratico produce e fa dilagare quella che è stata chiamata volontaria servitù”. La questione che pone Rifondazione Comunista è questa: si può ancora tirare a campare? Non si faccia il tentativo di trasporre il tutto dentro l’idea di un duello con Nigro perché così non è. Non ci tengo affatto, perchè Nigro è ancora il Presidente della Provincia di Matera e deve dar conto di molto altro, per esempio di come sia possibile -lo spieghi ai cittadini- che mentre lei dice che va tutto a gonfie vele c’è una crisi strisciante e irrisolta da 7 mesi per questioni di potere. Nigro deve dare conto ai cittadini della provincia di Matera di cosa si sta preparando per le nomine all’Ageforma e alla neonata APEA, c’è da dire che i presupposti non sono certamente dei migliori se si considera quello che si legge sui giornali e cioè che dalla Giunta si passa alla Agenzie Speciali (in gergo queste vengono chiamate col brutto termine di “compensazioni”). Un giro di potere tutto interno alla casta, chiaramente si spera di sbagliare e che li ci vadano persone competenti e con i titoli diversi da quelli di amministratore provinciale comunale o regionale. Questo è solo un esempio della questione politica che chiama in causa un’altra grande questione che si chiama questione morale. In questa non c’entrano né i magistrati né i processi, c’entra -invece- la cappa presente in questa regione che ogni anno consegna circa 3 mila giovani tra i 14 e i 35 anni all’emigrazione (dati SVIMEZ). Uno dei più importanti uomini politici del dopoguerra, Enrico Berlinguer, nel 1981 in una celebre intervista di Eugenio Scalari, su Repubblica, a proposito della questione morale: “Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi”. Da allora certamente la situazione dei partiti, in Italia e nel mezzogiorno in particolare, è assai peggiorata e lo stesso Berlinguer nel 1981 anticipava quello che anni dopo sarebbe esploso clamorosamente nella cosiddetta tangentopoli che altro non è stata che la crisi in cui l’Italia si è trovata ad affrontare il crollo di una intera classe politica, la svalutazione e la fine del paradigma fordista e quindi il ridisegnarsi degli assetti sociali e produttivi del Paese. Nonostante tutto -come sostiene autorevolmente Marco Revelli fine studioso della materia- all’epoca c’era un quadro istituzionale, c’erano dei poteri, c’era la politica, oggi assistiamo alla liquefazione completa del quadro politico. Tornando a noi non è sostenibile una situazione in cui i nemici delle nuove generazioni si chiamano precarietà, disoccupazione, alienazione continua, emigrazione, smarrimento, e le istituzioni che, se pensate in un’ottica di autogoverno delle comunità, possono rappresentare un’argine, uno strumento per contrastare questi fenomeni -in un ambito appunto di liquefazione della politica- vengono invece ridotte a depandance di questo o quel partito, nel nostro caso del partito di Mastella, dell’UDEUR, del suo partito caro Presidente, il partitino persona che ha mandato a casa il Governo Prodi. Non si può consentire in una provincia come la nostra, fortemente depressa, dove assistiamo inerti alla progressivo e ineluttabile smantellamento dell’apparato produttivo che il permanere o meno del quadro politico uscito dalle elezioni dipenda dai calcoli di Mastella e del suo codazzo osannante. Le Istituzioni non possono cadere così in basso, la vita stessa delle istituzioni non può dipendere dallo strisciante trasformismo dell’Udeur di Mastella , vedete, non perchè ha fatto cadere il Governo, sono molto laico in merito, e neppure perchè invece di rispettare il programma che gli ha consentito di occupare la poltrona di Ministro prenda ordini da Bagnasco, neppure questo, ma perchè penso che la misura sia colma, non abbiamo bisogno che si arresti Mastella -che in questi giorni parla come il leader di Batasuna- No! Bastano le scene degli sputi in parlamento o la vicenda De Magistris, giudice trasferito perchè indagava su questo signore. Cosa altro deve fare questo partito per essere espulso dal consesso politico? Sapete chi era fino a qualche tempo fa il segretario nazionale dei giovani dell’UDEUR? Francesco Campanella attuale pentito di mafia, pupillo di Mastella (sembra sia stato il suo testimone di nozze), pupillo anche di Totò Cuffaro e soprattutto del clan Mandalà di Villabate, sarebbero quei bravi ragazzi che tra una sparatoria e una estorsione accompagnano lo “zio Binu” a curarsi in Francia. Rifondazione Comunista ha ritirato il suo sostegno a questa maggioranza e si colloca, quindi, all’opposizione della stessa. Ribadiamo la solidarietà e sottolineiamo l’impegno della nostra assessora Rosa Rivelli che ha operato, nonostante tutto, nel difficile clima politico che gradualmente si è venuto determinando. Rifondazione Comunista ritiene che la tenuta di questa maggioranza sia tutta da verificare, ed invita ad aprire una riflessione dentro la sinistra e dentro tutte le forze che compongono questo Consiglio sull’opportunità di mantenere in vita questo poeta morente, senza offesa per il Cardarelli. Rifondazione Comunista, Presidente Nigro, da ora fino all’imminente fine del suo mandato elettorale, ora di dubbia legittimità, sarà all’opposizione per mandarla definitivamente a casa.

Gianni Palumbo (PRC) sulla crisi alla Provincia di Matera

“Nel Consiglio provinciale di oggi il presidente Carmine Nigro non ha fornito alcuna risposta politica ai problemi sollevati dal gruppo di Rifondazione Comunista e dal gruppo della Sinistra Democratica. La chiara situazione di difficoltà nella quale Nigro è precipitato è ormai inequivocabile”. E’ quanto afferma in un comunicato il segretario provinciale materano del Prc Gianni Palumbo.
“Il nostro capogruppo – prosegue - pone una questione politica, come è facilmente evidenziabile dal suo intervento inviato oggi anche alla stampa, e il Presidente della Provincia arzigogola risposte improbabili che nulla o quasi hanno di politico.
La collocazione all’opposizione di Rifondazione Comunista è, lo ribadiamo, determinata da fatti politici concreti sui quali, ancora una volta, invece di rispondere seriamente si è preferito glissare. Non è stata data alcuna risposta rispetto alla collocazione politica del presidente Nigro e del suo partito all’interno delle maggioranze di questa Provincia, e di tutti quei luoghi dove in questa regione amministra.
Tra pochi giorni – sottolinea Palumbo - sarà la campagna elettorale a fornire il quadro degli schieramenti di campo, senza indugi. Si è persa una buona occasione per chiarire col dibattito in un luogo appropriato invece che fuggire senza fornire spiegazioni”.

mercoledì 23 gennaio 2008

Buon Viaggio comandante

La morte di Arrigo Boldrini, lo storico comandante partigiano “Bulow”, prima segretario e poi presidente onorario per molti anni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, e Membro dell’Assemblea Costituente, lascia un enorme vuoto. Comunista e sincero democratico, inventore della teoria della “pianurizzazione” della guerra partigiana fino ad allora immaginata possibile solo in collina o sulle montagne. Sparisce una figura storica tra i fondatori della democrazia repubblicana in Italia, uno di quei personaggi che rimpiangiamo in un epoca in cui la politica è appannaggio dei peggiori trasformismi che -dalla Provincia di Matera fino ai vertici del Governo italiano- rendono insopportabile la volgarizzazione della politica stessa, sempre più avulsa dalle verità del Paese reale. Un omaggio e un pensiero ai partigiani, fondatori della democrazia italiana, è un doveroso gesto che, in momenti come questo, dovrebbe farci riflettere su come rifondare i temi intorno alla necessità della centralità di una politica nuova e partecipata che sappia fare a meno del patologico “mastellismo” di turno.


Gianni Palumbo
Segretario Prov.le PRC/SE – Matera


giovedì 10 gennaio 2008

GIANNI PALUMBO (PRC-SE) SU EMERGENZA RIFIUTI

“Invece di apprezzare la volontà di ripristinare il diritto alla democrazia, determinato dalla ribellione delle popolazioni (non certamente dalle reazioni eccessive e deplorevoli di chi si infiltra) che chiedono il ritorno alla gestione ordinaria della emergenza rifiuti in Campania, senza commissariamenti, il Governo Prodi individua in Gianni De Gennaro l’ennesima forma per preparare quanto davvero non serve a risolvere il problema”.
E’ quanto afferma in una nota il segretario del Prc-Sinistra europea della Provincia di Matera, Gianni Palumbo che aggiunge: “ è inaccettabile che ora l’ordine pubblico debba diventare l’aggravante di una situazione già di per sé esplosiva. Riteniamo che il primo atto di ragionevolezza da produrre è l’immediata fine del commissariamento e le immediate dimissioni di tutti i responsabili politici a tutti i livelli istituzionali.
I cittadini – conclude Palumbo - che chiedono partecipazione democratica non possono essere trattati da criminali e riteniamo che l’uso dell’esercito possa determinare una potenziale recrudescenza della attuale difficile situazione. La Campania rischia di trasformarsi nell’epilogo del Governo Prodi che, a differenza di quanto accadde a Scanzano Jonico per le scorie nucleari con Berlusconi, ha aperto una via pericolosa e contraria alla volontà popolare”.

venerdì 14 dicembre 2007

PALUMBO (PRC): MORTI BIANCHE, UN'INTOLLERABILE STRAGE

“Ogni operaio che muore è un ulteriore segno, oltre che di immenso dolore, di pezzi di civiltà cancellata. Cancellata dalla logica del profitto e dell’aberrazione materiale che ha portato al disprezzo della vita. Se, come afferma il segretario della Filcem-Cgil, “ci troviamo di fronte ad un caso di banditismo industriale di imprese senza scrupolo”, dovremmo almeno interrogarci sulla necessità della politica di porre un argine al divenire tumultuoso di questi mostri che strappano la vita di donne e uomini in carne ed ossa, ferendo mortalmente il corpo stesso del lavoro”. Lo afferma segretario provinciale del Prc di Matera, Gianni Palumbo, a seguito della morte in un incidente sul lavoro di un operaio in Val Basento.
“E’ intollerabile – continua Palumbo - la strage che ogni anno attraversa il Paese, Basilicata compresa, di morti bianche. Un governo che voglia distinguersi contro la deriva di civiltà, deve poter porre in essere l’obiettivo concreto di cambiare il segno del precipitare impetuoso di tale deriva.
Rifondazione Comunista esprime segno di cordoglio per l’operaio della Mcm, morto in Val Basento, e invoca la verifica e i controlli per perseguire coloro che di questa tragedia si sono resi responsabili”.