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lunedì 10 dicembre 2007

Risoluzione finale dell'Assemblea della Sinistra e degli ecologisti

Nei prossimi mesi…

1. L’assemblea generale della sinistra e degli ecologisti assume la proposta della carta degli intenti e la immette dentro un percorso partecipativo nei territori, nelle associazioni, nei movimenti, nelle forze politiche partecipanti al percorso di costruzione del soggetto unitario, plurale, federale della sinistra.

2. Ugualmente, nel percorso partecipativo di discussione, vengono messi i report e i materiali dei tavoli tematici svolti l’8 dicembre con l’obiettivo di determinare la condivisione di un impianto generale politico programmatico della sinistra unitaria, plurale, federale.

3. L’assemblea generale della sinistra e degli ecologisti indice una grande campagna di ascolto nel Paese: si svolgano assemblee in tutte le città, si costituiscano comitati promotori, aperti ad associazioni, movimenti, donne e uomini singoli, si costituiscano case comuni nei territori, laboratori sociali, luoghi aperti alla partecipazione più ampia possibile, si utilizzi il portale web condiviso.
Individuiamo, altresì, la necessità di incontri territoriali e nazionali di donne e uomini impegnati nelle istituzioni regionali e locali.
Entro i primi due mesi del prossimo anno, pensiamo possa essere fatto una prima verifica di questo processo partecipativo che si concluda sabato 23 e domenica 24 febbraio con due giornate generali di assemblee popolari in tutte le città e con un pronunciamento popolare che si esprima direttamente sulla costruzione unitaria in corso, la carta di intenti proposta, le campagne politiche da promuovere.

4. Vogliamo costruire il soggetto unitario, plurale, federale come un nuovo spazio pubblico della politica, aperto alla partecipazione di partiti e soggetti politici, altri soggetti organizzati in movimenti e associazioni e anche a singole donne e singoli uomini non iscritti ad alcuna forza politica e non direttamente coinvolti dentro la partecipazione ad altri soggetti collettivi. Le forme della discussione, della partecipazione e della decisione sono quindi fondamentali e in gran parte inedite. Proponiamo, anche in questa direzione, un vero percorso partecipativo e di stabilire tra le prime prima tappe di esso, lo svolgimento di un seminario nazionale, convocato con la stessa apertura dell’assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, da svolgersi entro il mese di febbraio del prossimo anno.

Dichiarazione d'intenti

Noi, donne e uomini che abbiamo partecipato all'Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, siamo impegnati nella costruzione di un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti: unitario, plurale, federativo. L'Italia moderna, nata dalla Castituzione repubblicana, democratica e antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Il mondo chiama a nuove culture critiche, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro.
Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civilità; valore del lavoro e del sapere; centralità dell'ambiente; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali maschilisti.
Il soggetto della sinistra e degli ecologisti oggi parte. Crescerà attraveso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L'ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ad autonoma, capace di competere per l'egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centorsinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, interno ai movimenti, collegato ai grupi e ai partiti più importanti della sinistra e dell'ambientalismo in Europa.
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell'ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.
Mettere in valore l'ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminaizone verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un'economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell'umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell'informaizone, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell'epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l'umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L'Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irachena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c'è bisogno di un'Europa più forte ed autonoma.
La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l'omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali ed istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte e di tutti.
La sinsitra/l'arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall'opposizione. I temi all'ordine del giorno sembrano "autorità, governabilità, decisione", non si vede che quelli veri sono l'autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l'autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.
La sinistra/l'arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l'antico trasformismo. Se c'è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell'ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla pèerdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, 'ndrangheta, camorra; dall'oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.
Noi, partecipanti all'Assemblea generale della sinistra e degli eoclogisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinsitra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare ativametne alla costruzione el nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.
Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situaizone italiana e influenzare la politica europea.


Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti

mercoledì 5 dicembre 2007

Ecco il Simbolo/ Nasce la Sinistra e L'Arcobaleno

"La Sinistra e l'Arcobaleno". Sarà questo, con tutta probabilità, il nome del nuovo soggetto unitario delle sinistre dell'Unione che verrà ufficializzato sabato e domenica prossima alla nuova Fiera di Roma. La due giorni messa a punto per l'Assemblea Generale della Sinistra e degli Ecologisti."La Sinistra e l'Arcobaleno". Sarà questo, con tutta probabilità, il nome del nuovo soggetto unitario delle sinistre dell'Unione che verrà ufficializzato sabato e domenica prossima alla nuova Fiera di Roma. La due giorni messa a punto per l'Assemblea Generale della Sinistra e degli Ecologisti.

Nella barra di fianco abbiamo preparato un sondaggio per i visitatori riguardante il simbolo de "La Sinistra e l'arcobaleno". Vogliamo sapere cosa ne pensate. VOTATE!

mercoledì 14 novembre 2007

Stati generali, la sinistra si confronta

Incontro a Montecitorio tra Sd, Rifondazione comunista, Pdci e Verdi. Si inizia a discutere dell'assemblea unitaria del mese prossimo. Due gruppi di lavoro: uno farà proposte sul simbolo unico, l'altro si occuperà della promozione dell'evento. Ma ci sono ancora divisioni

Una riunione per organizzare l'assemblea generale della sinistra che si terrà a Roma l'otto e il nove dicembre prossimi (ma la data ancora non è ufficiale), in cui verranno presentati il nuovo simbolo e una carta d'intenti su cui si terrà un'ampia consultazione. Rifondazione comunista, Verdi, Sinistra democratica e Pdci si sono dati appuntamento questa mattina a Montecitorio. Oggetto dell'incontro, l'inizio della stesura di una "scaletta dei lavori" in vista degli stati generali del mese prossimo. Alla riunione erano presenti Angelo Bonelli e Paolo Cento per i Verdi, Marco Fumagalli e Titti di Salvo di Sinistra Democratica, Orazio Licandro e Jacopo Venier del Pdci, mentre per Rifondazione Comunista c'erano alcuni membri della segreteria nazionale: Walter de Cesaris, Michele De Palma, Roberta Fantozzi e Daniela Santroni. La prossima riunione dei partiti della sinistra si terrà lunedì prossimo.
La carta degli intenti che verrà fuori dalla due giorni dicembrina sarà sottoposta, dicono quelli di Sd, a "una campagna d'ascolto", che dia il senso della partecipazione che il nuovo soggetto vuole mettere alla base della sua azione politica. Si preferisce non parlare di primarie, il termine è inflazionato e, soprattutto, riguarda le persone. Qui, invece, si vogliono sottoporre dei contenuti al popolo della sinistra perché si esprima sulle scelte e i criteri programmatici che verranno annunciati. Non semplice consenso o dissenso, ma anche opinioni "attive", costruttive. Il vertice di Montecitorio ha creato due gruppi di lavoro: uno avrà l'incarico di studiare il nuovo simbolo, l'altro organizzerà la comunicazione e la promozione pre - assemblea. Uno dei punti maggiormente discussi nell'incontro è stato proprio il nodo del nuovo simbolo del partito. Si concorda sulla necessità di marcare la differenza dal passato, ma le divergenze restano ancora significative. I Comunisti italiani, in particolare, appaiono restii a rinunciare alla falce e martello, i Verdi sono intenzionati a marcare, anche graficamente, il proprio profilo ambientalista. Pare che i rappresentanti dei Comunisti Italiani abbiano ribadito la necessità che il simbolo richiamasse il passato e facesse riferimento al lavoro. L'obiettivo, ha spiegato Titti Di Salvo, è "costruire una sinistra unita che guardi al futuro, quindi pensare ad un simbolo che contenga i simbolini di tutti i partiti sarebbe in contraddizione con l'idea di futuro", farebbe pensare più a un cartello elettorale. Se è vero, ha continuato la Di Salvo, che "nessuno vuole imporre ad altri il proprio simbolo", un compromesso si dovrà trovare, perché "è chiaro che il nuovo simbolo deve avere qualcosa di ognuno di noi". E, nello stesso tempo, rappresentare l'ambizione di costituire una forza di sinistra e di governo, laica, ambientalista, pacifista, femminista ed ecologista. Su questo i rappresentanti dei quattro partiti hanno concordato, non sono venute obiezioni. Una volta che il gruppo di lavoro avrà fatto le sue proposte, l'ultima parola sarà squisitamente politica. Spetterà, cioé, ai leader dei partiti.
Un'altra questione su cui la sinistra resta al momento divisa riguarda la modifica della legge elettorale. Nella riunione le divergenze non sono state affrontate ma opinione comune è che la questione vada approfondita e risolta al più presto. Rifondazione è l'unica delle quattro forze politiche che considera il modello elettorale proposto nei giorni scorsi dal segretario del Partito democratico Walter Veltroni una buona base di discussione, sono contrari i Verdi e soprattutto il Pdci. Sd sta in posizione mediana, ma Titti Di Salvo è perplessa, non è convinta della cultura politica che starebbe alla base della bozza Veltroni. "Bisogna capire - ci ha detto la capogruppo di Sd alla Camera - cosa intende il Pd quando annuncia di voler fare le alleanze dopo. Dopo cosa? Dopo il programma che stila, o dopo il voto? Nel primo caso è come se si avanzasse l'idea dell'autosufficienza politica del Pd, nel secondo è come se si dicesse che ci si guarda intorno sulla base di quello che si è verificato nel voto". In ogni caso, ha concluso la Di Salvo, "non corrisponde al vero, io penso che comunque l'Italia si governi con alleanze di centrosinistra". Bonelli, capogruppo alla Camera dei Verdi, è consapevole che la spaccatura non è di poco conto: "E' evidente che nella sinistra non c'è alcuna sintesi sulla legge elettorale. Non so se tutta Rifondazione condivida la proposta molto complicata di Veltroni ma certo sia sul bipolarismo che sulla soglia di sbarramento non ci siamo".
Legge elettorale e simbolo a parte, il nuovo soggetto politico inizia a prendere forma, e sembra essere quella di una federazione a cui saranno chiamati a partecipare anche associazioni e movimenti.Lo spiega Orazio Licandro: "Non vogliamo fare una somma di partiti. Noi è dal 2001 che parliamo di un soggetto unito della sinistra". D'accordo anche Titti Di Salvo che ricorda come "Sinistra Democratica si sia costituita in un movimento in attesa di dare vita ad un soggetto unitario. Una sinistra moderna e di governo".Punto interrogativo anche per la location dove tenere l'assemblea. Tra le ipotesi c'è l'ex Mattattoio a Testaccio oppure la Fiera di Roma.

sabato 3 novembre 2007

Federazione Arcobaleno

Entro la primavera federazione arcobaleno. Non si chiamerà 'Cosa Rossa'. Puntiamo a superare il 20% e a sfidare il Pd per il governo...
"Noi siamo la sinistra arcobaleno e riformatrice".

Il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, intervistato da Affari, spiega in che modo l'ala radicale della maggioranza intenda organizzarsi dopo la formazione del partito democratico. "Queste forze (Rifondazione, Pdci, Verdi e Sd, ndr) hanno già lavorato a un'azione comune. Siamo stati insieme sui temi della pace, alle manifestazioni sui diritti civili e per i Pacs, abbiamo aderito ai Gay Pride e ai cortei per la lotta al precariato. Abbiamo un percorso che parte dai contenuti e non dalla scelte delle persone. E questo è già un punto importante".

Quindi? "

Dobbiamo mantenere questo impianto. Diversamente dal Pd, che ha discusso prima delle persone e poi si occuperà della carta dei valori, la nostra federazione arcobaleno deve unire non solo i partiti ma anche i movimenti e le associazioni, deve avere una dimensione partecipata, a rete. Penso a un'ampia consultazione per identificare le dieci grandi riforme arcobaleno da proporre per il governo e per l'Italia. Non dobbiamo far nascere una forza residuale ma di governo".

Farete un partito unico?

"I Verdi hanno un loro partito di riferimento a livello europeo, che è stato fondato proprio a Roma. I Verdi possono fare patti federativi ma non si scioglieranno mai. Non rinunceremo mai a una rappresentanza in Italia dei Verdi europei".

Primarie sui contenuti quindi?

"Può esserci una consultazione forte che sondi la base sulle cose da fare. La federazione nasce per evitare la cultura presidenzialista. E' chiaro che ci saranno anche i leader, ma l'aggregazione nasce non discutendo di persone. La risposta è quella di riuscire a dire che tipo di riforme vogliamo per il Paese... più moderno ma anche più giusto".

I tempi di questa federazione?

"Ci sono tutte le condizioni perché il percorso sia sufficientemente veloce. Molto lavoro è già stato fatto".

Entro fine anno?

"Diciamo che entro la primavera del 2008 ci sarà già un assetto abbastanza chiaro. Dobbiamo però partire entro la fine dell'anno, scegliendo una serie di procedure".

La federazione sarà alleata al partito democratico?

"Pensiamo a un'alleanza di Centrosinistra e anche a una sfida con il partito democratico per il governo. Vogliamo una federazione arcobaleno che punti a raccogliere il 20% alle elezioni, anche di più. Insomma, che non sia residuale. Con il Pd che viaggia tra il 25 e 30% è necessario arrivare al 20% se vogliamo vincere".

Il candidato premier potreste esprimerlo anche voi?

"Il futuro presidente del Consiglio si sceglierà con le primarie. E' un dato acquisito e non si torna indietro. Veltroni ha tutte le caratteristiche per poterlo fare, ma prima si discuterà del programma. Ogni componente della futura federazione ha l'obiettivo di crescere e di portare il massimo del consenso. Infatti noi stiamo rafforzando i Verdi".

Lei è pronto a guidare questa federazione arcobaleno?

"La priorità non è il leader, ma penso più a una guida affidata a un comitato di saggi e a personalità di grande spessore come Stefano Rodotà, Asor Rosa e Amendola. Personalità che siano punti di riferimento plurali. Esattamente il percorso opposto rispetto a quello presidenzialista e leaderistico fatto dal partito democratico".

Il dovere di lanciare il cuore oltre l’ostacolo

L'otto e nove dicembre si terranno gli Stati Generali della Sinistra.

Si tratta di una occasione da non sprecare per l'unità.A questo appuntamento non parteciperanno solo i partiti, ma anche le associazioni ed i movimenti. “Uniti a Sinistra” proporrà, con il Forum delle Associazioni, una piattaforma aperta e partecipativa. Chiameremo, prima di quell’appuntamento, i segretari delle quattro forze a confrontarsi con il Forum, per costruire insieme le due giornate.Chi, come noi, non è “organico” ai partiti, ha il compito di indicare strade avanzate e innovative. Per questo abbiamo parlato di primarie. Per questo abbiamo detto che la “Fed” rossa dev'essere un passo verso un soggetto unico e plurale, non un mero cartello elettorale.Certo, siccome facciamo politica, ci rendiamo conto delle difficoltà, delle resistenze, delle “viscosità”. Ma proprio per questo ci sentiamo in dovere di lanciare il cuore oltre l'ostacolo, dove i partiti non possono o vogliono arrivare.Per questo abbiamo salutato positivamente la “svolta” della Sinistra democratica che ha deciso di slanciarsi in avanti, di superare le timidezze se non le aperte resistenze del passato, e, con l'intervista di Mussi, si è attestata su posizioni innovative e significative.L'otto e nove dicembre, insomma, vorremmo provare ad andare oltre le premesse poste dai quattro segretari. Vorremmo provare ad offrire, a quell'Assemblea, un percorso coraggioso (ma realistico), basato sulla partecipazione. Per essere chiari, continuiamo a pensare che il popolo della sinistra, che il 20 ottobre è sceso in piazza, abbia bisogno di un vero “momento fondativo” del nuovo soggetto. Ad esempio, attraverso primarie sul nome, il simbolo e il programma della Sinistra. Ma primarie vere, su opzioni diverse, non una semplice ratifica di decisioni prese dall'alto.

PIETRO FOLENA