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martedì 23 dicembre 2008

Tre mozioni del PRC contro la finanziaria regionale

“Le ultime vicende giudiziarie, al di là dell’ esito delle inchieste che avrà altre sedi di risoluzione, rappresentano solo il punto finale del fallimento di un progetto politico, e di un sistema di potere, con elementi di trasversalità tra centrosinistra e centrodestra, che ha operato esclusivamente in una logica di occupazione e riproduzione del potere”. Lo affermano, in un comunicato stampa a firma congiunta, Angela Lombardi (mozione 1), Donato Marone, (mozione 3), Antonio Centonze (mozione 4) del Prc.
“Noi crediamo – affermano i 3 esponenti di Rifondazioen comunista - che bisogna lavorare ad un altro modello politico e sociale che rimetta al centro i diritti e il territorio come bene comune. Un altro progetto di società che è possibile se recuperiamo a partire da quello che facciamo la fiducia di quegli uomini e donne che la crisi la pagano già e continueranno a pagarla. Per questo non condividiamo la decisione della segreteria regionale del PRC di esprimere voto favorevole alla finanziaria regionale. Nel merito la manovra, è in continuità con le politiche di questa regione deboli ed inadeguate nei confronti dei ceti popolari. E’ inoltre un pessimo segnale di distanza da cittadini che hanno sentito i dirigenti di rifondazione dire che si sarebbero collocati all’opposizione di questo centro sinistra ma che hanno sempre dato il loro assenso, con elementi di ambiguità evidenti, alle finanziarie regionali. Pensiamo che il PRC debba misurarsi con una opposizione sociale che pure è possibile in questa regione, basti partire dall’attenzione che hanno avuto i GAP nei quartieri popolari e nelle fabbriche. La voglia di partecipazione e di autorganizzazione sociale c’è ed è da lì che costruiamo risposte alternative”.
Per i tre esponenti del Prc lucano “c’è la necessità di dare vita ad un'alternativa la quale non può essere rappresentata da risposte nate e maturate all'interno di segreterie di partito, scollegate persino dal partito stesso locale e nazionale. Non è un caso che il CPN (Comitato Politico Nazionale) la scorsa settimana ha votato un ordine del giorno in cui si chiarisce che Rifondazione sarà presente con sue liste autonome (niente biciclette o tricicli) in tutti i comuni sopra i 15 mila abitanti e alle provinciali. Per questo nonostante la segreteria regionale ci collochiamo all’opposizione delle scelte della giunta qualunque essa sia di De Filippo. Per questo continueremo a lavorare perché l’opposizione sociale in questa regione sia in grado di rappresentare sé stessa. Per questo sosteniamo con forza la decisione del CPN del PRC e saremo presenti alle prossime elezioni con liste autonome di rifondazione aperte ovviamente a quanti si battono per una alternativa di società. Non crediamo sia all’ordine del giorno un nuovo centrosinistra, perché non arrivano dal PD segnali di autocritica sulle politiche che fin qui sono state costruite, tutt’altro. Per questo lavoriamo ad aprire un dibattito vero che ricollochi il partito fuori da questo miracolo antisociale che è stato il modello lucano”.