1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

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Visualizzazione post con etichetta Partito della Rifondazione Comunista - Segreteria Regionale. Mostra tutti i post
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lunedì 16 febbraio 2009

Prc Basilicata, costituito il coordinamento regionale

“Dopo che è stata ufficializzata l’adesione al Mps, capeggiato da Vendola una parte del gruppo dirigente del Prc di Basilicata, Rifondazione Comunista resta. Resta e rilancia la sua iniziativa per un'altra Basilicata, un'altra Italia e un'altra Europa. E’ stato costituito pertanto un coordinamento regionale provvisorio che si pone l’obbiettivo di rilanciare il nostro progetto nel territorio e che nei tempi utili procederà ad integrare il gruppo dirigente.
E’ quanto riferisce una nota del coordinamento regionale del Prc.
“Esso è composto – prosegue la nota - da Angela Lombardi (responsabile nazionale Consumo Sportelli e membra del CPN), Giovanni Murano (che ha sostenuto la mozione congressuale Manifesto per la Rifondazione di Vendola) Nicola Sardone (già segretario regionale PRC) e Roberto Mancino (assessore Comunale Potenza).
Il coordinamento potrà essere integrato nei prossimi giorni per rappresentare la ricca pluralità che da sempre connota il nostro partito.
A tale proposito – sostiene il coordinamento del Prc - sottolineamo che molti compagni e compagne hanno scelto di continuare il percorso dentro Rifondazione Comunista pur avendo sostenuto il documento Vendola, questo per tre motivi: non si può lavorare all’ unità della sinistra partendo dal frammentare un partito già esistente; nel documento Vendola si sosteneva che ogni ipotesi di unità della sinistra deve partire da Rifondazione e non il contrario; Il rischio di non essere autonomi nelle decisioni ma di essere alla fine subalterni al Pd.
A proposito delle ultime vicende riguardanti il consiglio comunale di Potenza – conclude il Prc - nel ribadire che ogni decisione riguardante la collocazione di Rifondazione Comunista rispetto alla maggioranza di centrosinistra è esclusivo compito degli organismi del partito ai vari livelli, cosa che avverrà democraticamente nei prossimi giorni, si esprime con forza la piena solidarietà dell’ intero partito agli scomposti e strumentali attacchi ricevuti dal consigliere Marcello Travaglini, negli scorsi giorni, da vari esponenti del centrosinistra cittadino”.

giovedì 12 febbraio 2009

Angela Lombardi (PRC): “Rifondazione Comunista c'è”

“Ieri è stata ufficializzata l’adesione al MPS, capeggiato da Vendola da una parte del gruppo dirigente del Prc di Basilicata. Una parte dunque che sceglie di fare un altro percorso ma Rifondazione Comunista resta. Resta e rilancia la sua iniziativa per un'altra Basilicata, un'altra Italia e un'altra Europa”.
E’ quanto afferma in una nota Angela Lombardi, ex deputata del Prc a nome del Comitato regionale del Prc.
“Rifondazione comunista – prosegue - ha in questo senso un ruolo molto importante da svolgere e fa appello a quanti in questi anni hanno camminato con noi.
Sentiamo la necessità di rilanciare il progetto strategico della Rifondazione Comunista, di riprendere il percorso cominciato a Genova e proseguito con la grande esperienza partecipativa dei Social Forum, quello della internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e la crisi economica che questa ha prodotto. A questa crisi infatti possiamo rispondere dal basso e da sinistra. Cominciamo subito: saremo domani in piazza a Roma con il sindacato, la Fiom i la Funzione Pubblica della Cgil,per sostenere i lavoratori e le lavoratrici che non hanno intenzione di pagare la crisi.
L’aumento delle disuguaglianze, la precarizzazione del lavoro, l’abbattimento del welfare, il depauperamento ambientale - aggiunge Lombardi - sono il frutto di quelle politiche che sono state imposte all’intero pianeta e che hanno avuto riverberi anche nella nostra regione che è stata consegnata alla prepotenza delle multinazionali, con il solo risultato di aggredire l’ambiente, aumentare povertà e migrazioni soprattutto dei ragazzi e delle ragazze. Siamo convinti che da questa crisi si esca solo rimettendo al centro i diritti, cittadinanze vecchie e nuove, un modello di società che valorizzi l’ambiente e i beni comuni, si esce da questa crisi solo provando a coniugare libertà e uguaglianza”.

“Sappiamo di non essere sufficienti da soli – continua - e per questo pensiamo ad un percorso per costruire una sinistra che unisca tutte le forze anticapitaliste, comuniste, ambientaliste e femministe sulla base della necessità di costruire un’alternativa al modello neoliberista.
Una sinistra anticapitalista che si batta per un intervento pubblico finalizzato alla riconversione sociale e ambientale dell'economia, per la redistribuzione del reddito, contro la guerra, le spese militari e per il disarmo”.
Angela Lombardi nel prosieguo si rivolge “a quanti hanno costruito comitati in difesa dei beni comuni, della legalità, ai lavoratori che lottano per affermare diritti e dignità, a partire da quelli che il lavoro lo hanno perso e lottano per riconquistarlo. Un'altra Basilicata vive in queste esperienze di democrazia.
Con queste proposte interloquiremo con le forze politiche e sociali di questa regione, consapevoli di essere alternativi al modello che in questi anni e in particolare nell’ultimo periodo ha proposto e imposto un Pd sempre più lontano dai bisogni sociali.
Questo il nostro cammino. Per questo rifondazione c’è.
Ieri, a conclusione della riunione, si è costituito un comitato che si pone l’obbiettivo di rilanciare il nostro progetto nel territorio e che nei tempi utili procederà ad integrare il gruppo dirigente ed eleggere una nuova segreteria. Il comitato è composto da Angela Lombardi (responsabile nazionale Consumo Sportelli e membra del CPN), Giovanni Murano (che ha sostenuto la mozione congressuale Manifesto per la Rifondazione di Vendola) Nicola Sardone (già segretario regionale PRC) e Roberto Mancino (assessore Comunale Potenza). Il comitato potrà essere integrato nei prossimi giorni per rappresentare la ricca pluralità che da sempre connota il nostro partito”.

venerdì 19 dicembre 2008

Inchieste giudiziarie: documento segreteria regionale PRC su questione morale

“ E’ FINITO UN CICLO POLITICO, SERVE DISCONTINUITA “

Rifondazione comunista in questi anni ha insistito ripetutamente sul tema della questione morale, quale questione prioritaria della riforma della politica nel Mezzogiorno e in Basilicata in particolare. E lo ha fatto con coerenza, sul terreno politico, ponendo sempre l’accento sulla connessione fra questione morale e questioni sociali. Povertà, emigrazione giovanile, disoccupazione, precarietà, da un lato, e sfruttamento delle risorse dall’altro, hanno determinato un contesto di passivizzazione e di vera e propria neocolonizzazione, fenomeni che abbiamo sempre messo in relazione con la crisi organica e generalizzata delle classi dirigenti regionali e del Mezzogiorno. Un groviglio in cui la politica e le istituzioni hanno perduto la loro natura di programmazione e di amministrazione del bene comune, divenendo spesso strumenti di interesse e di accumulazione particolare. La mercificazione e la privatizzazione ha attraversato ogni spazio sociale, anche la politica. Gran parte della classe dirigente meridionale oggi è prigioniera di un meccanismo che spinge a cercare il necessario consenso politico facendosi tramite del fiume delle sovvenzioni statali e europee. Il risultato è che una parte molto consistente di questi fondi non serve ad accrescere produttività sociale, a creare economia, lavoro, servizi più moderni, ma ad arricchire ceti parassitari e mestieri protetti: e la povera gente paga un prezzo enorme e crescente. Anche in Basilicata è accaduto questo, con maggioranze politiche ed elettorali che hanno esercitato un rapporto totalizzante con la società e l’economia, anche attraverso l’esclusione della sinistra alternativa dal governo regionale. La vicenda del petrolio è alla radice della questione morale in questa regione e le ultime vicende giudiziarie, a prescindere dai successivi sviluppi, possono rappresentare un campanello di allarme. Non solo per la mole di interessi e affari che si sono dipanati ai danni dell’ambiente e del territorio, e non solo per le responsabilità politiche che si sono consumate in questa vicenda; una questione su tutte, la vergognosa gestione complessiva delle trattative con l’Eni prima e con la Total poi. Basti pensare che fino al 2003 per il gas prelevato dai pozzi di petrolio la regione ha “dimenticato” di richiedere i compensi dovuti dalle multinazionali. Ma quel che è peggio, è che in questi anni mentre le multinazionali trivellavano questa terra, traendone profitti milionari, migliaia di ragazzi e di ragazze sono stati costretti ad emigrare verso il nord, in cerca di un lavoro precario, senza futuro. Questa è per noi innanzitutto la questione morale. La desertificazione prodotta in questi anni da una classe dirigente che non ha avuto un pensiero e uno sguardo sul destino della Basilicata e del Mezzogiorno. Oggi si impone la scelta di porre mano alla costruzione di un modello di avanzamento economico e civile. Dal Mezzogiorno deve ripartire il metodo della programmazione democratica in senso partecipativo delle risorse pubbliche europee, nazionali, regionali, delle politiche per il lavoro, l’ambiente, la formazione, l’energia, la salute. Un Mezzogiorno liberato dai “pesi della Storia”, necessita di un rinnovamento profondo e democratico delle classi dirigenti. Rifondazione Comunista in questi anni ha detto e scritto queste cose in solitudine, anche con atti di rottura come quello di uscire dalla maggioranza regionale due anni fa, attirandosi antipatie da opposte parti politiche. Oggi testardamente e coerentemente vogliamo rilanciarle perché vogliamo che si apra una discussione vera, che coinvolga tutta la società lucana, i partiti, le forze sociali, i movimenti, perché lo snodo di questa grave crisi sociale e politica è il destino di questa regione. E’ innanzitutto la politica a dovere fare i conti con se stessa, con una difficile quanto dirompente necessità di profonda riforma. Noi non siamo fra quelli che si esaltano “al tintinnar delle manette”. Al contrario, pensiamo che la questione morale non vada delegata al potere giudiziario, e che una nuova stagione giustizialista debba essere scongiurata, perché quando questo è accaduto, nella recente storia di questo paese, l’antipolitica che ne è scaturita ha determinato una cultura populista e della personalizzazione che ha aperto la strada ad un ciclo di egemonia delle destre sulla scena sociale. Di fronte ai fatti che afferiscono a nuove vicende giudiziarie che coinvolgono in queste ore diversi esponenti del Pd lucano, ci auguriamo innanzitutto uno sviluppo rapido delle indagini in modo da fare la massima chiarezza sulle presunte responsabilità politiche. E’ nostra opinione che in Basilicata, come in altre regioni del Mezzogiorno, si sia giunti alla fine di un ciclo politico e che pertanto occorra produrre degli atti conseguenti nella direzione di una riforma della politica e delle modalità dell’agire politico. Poniamo con determinazione la necessità di una rottura di discontinuità sul terreno del governo democratico delle risorse, su quello programmatico e delle classi dirigenti, come questione discriminante sul terreno politico e istituzionale, anche in relazione alle prossime scadenze amministrative e alla crisi che investe la maggioranza in consiglio regionale. Bisogna produrre un profondo cambiamento. Solo così si potrà determinare una risposta alla crisi sociale, economica, politica che investe questa regione, e che ha posto in evidenza il fallimento di un modello di sviluppo che con l’affare del petrolio rischia di affondare questa regione.

giovedì 17 aprile 2008

Prc Basilicata, si dimette il Segretario Regionale Michele Saponaro

Il segretario regionale di Rifondazione comunista, Michele Saponaro, ha annunciato le dimissioni dall’incarico. “Anche in Basilicata la proposta politica de La Sinistra-L’Arcobaleno è stata battuta sonoramente. L’ossessione del ‘voto utile’, indotto dalla polarizzazione voluta dalle scelte populistiche – quelle rozze e indecenti, cioè razziste, mafiose, padronali, egoiste del centro-destra; quelle ‘interclassiste’, che volutamente tendono a confondere, sotto l’egida del mercato, gli interessi del capitale e del lavoro – spiega con tutta evidenza – ha sostenuto Saponaro - il grado di irrazionalismo inculcato nelle scelte elettorali con il chiacchiericcio dei salotti buoni televisivi; ma soprattutto, l’impotente solitudine della ‘scelta di parte’ fatta in ritardo dalla Sinistra, come estremo tentativo di salvarsi dalla sua fine. Ne è conferma proprio il contestuale voto amministrativo, che risarcisce in qualche modo la sinistra lì dove si è coalizzata con il PD. Ho condiviso le scelte fatte e questo motiva le mie dimissioni. In realtà, da tempo la politica del Novecento – e di cui ancora nel ’68 e fin nei primi anni ‘70 abbiamo avuto la ventura di viverne gli ultimi sprazzi – non è più il luogo della decisione perché – continua ancora - le decisioni restano per principio sottratte alla discussione pubblica, che così si adatta passivamente alla politica, così come la politica si è passivamente adattata all’economia e questa alla tecnica. Ma la Tecnica tende solo al proprio autopotenziamento, da cui traggono profitto i potentati economici indifferenti alle sorti umane. Questo processo oggi si è disvelato fino al punto di risolversi in un procedimento regolamentato dall’acclamazione, indotta dalla fascinazione televisiva, di élite chiamate alternativamente al potere. Oggi, è toccata a Berlusconi, legittimato da un elettorato che non poteva far altro, a prendere decisioni all’interno dello scenario dischiuso e predisposto dalla tecnica (per decidere sì o no l’apertura di centrali nucleari, introdurre organismi geneticamente modificati, petrolio o fonti rinnovabili, acqua pubblica o privata, tassi d’inflazione, ecc.; per tali decisioni, occorrerebbe essere di volta in volta fisici atomici genetisti, consulenti di organismi internazionali - FMI, Banche, Borse, ecc.). Non sta qui il progressivo disinteresse dei cittadini di fronte alla politica, incapace di indicare un modo diverso e più efficace per restituire agli uomini - costretti oggi a confrontarsi in disperse formazioni, quando non individualmente col volto tremendo del futuro, dell’ignoto, dell’incommensurabile, quale oggi la tecnica è - il diritto di parola sulla loro vita sociale e collettiva? Paradossalmente, spezzati gli antichi legami affettivi e comunitari originati proprio – ha affermato - per sottrarci al terrore della solitudine e dell’irreperibilità di una traccia di senso, la loro assenza, oggi, ci rigetta in quella stessa paura del futuro che la natura incomprensibile metteva agli antichi. Non sono morte le ragioni della Sinistra e del suo popolo, neppure in Italia: lavoro, democrazia, partecipazione, cultura del limite; sono gli oggetti del nostro interrogarci e che fanno la vera politica. Non ci si può rassegnare al conformismo e al rischio della scomparsa degli uomini e della natura. Ma per un progetto simile occorrono altre forze, altre energie, un’altra generazione di cittadini. Noi possiamo solo – conclude Saponaro - ripartire dal dichiararci ‘parte’: dalla parte delle ragioni del lavoro e della precarietà del lavoro e della vita”.

venerdì 1 febbraio 2008

DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO REGIONALE DEL PRC SULLE DIMISSIONI DELL’ASSESSORA PROVINCIALE DI MATERA ROSA RIVELLI

Ha preso carta e penna Rosa Rivelli, la nostra assessora provinciale materana, e ha comunicato le proprie dimissioni; incurante dei suggerimenti, dei consigli, delle pressioni che gli amici del suo partito, chi scrive, tutta la Sinistra l’Arcobaleno provinciale e regionale hanno tentato di imporle in nome della ragion politica. Ancora una volta, una donna, una piccola grande donna ha dato una lezione di dignità e di autonomia alla politica, che ancor oggi è tutta e solamente maschile, anche a sinistra. In realtà, ci ha costretti – col suo gesto – a riconoscere che ha ragione lei: non c’è posto per una donna che non voglia somigliare a un maschio, per una cultura di genere, nella politica dei maschi intrisa di violenza, di spirito di dominio, di negazione delle ragioni stesse dell’altro che non sia l’identico di sé stesso. Anche di questo, ora, noi di Rifondazione intendiamo chiedere conto. Non solo delle volgarità, del clima violento, del trasformismo del Presidente e del suo partito, l’Udeur. Non solo dell’atteggiamento dilatorio del PD, che deve fare chiarezza – a Matera come a livello regionale – sulla natura delle Maggioranze che vuole frequentare, e degli interessi che, conseguentemente, intende perseguire. Di più! Rivendichiamo il diritto a praticare una politica non violenta, non autoritaria, non maschilista; rispettosa dell’autonomia delle donne, della loro storia e del potenziale rivoluzionario che la loro partecipazione trasporta nelle logiche, nelle istituzioni, nei conflitti. A Rosa Rivelli va la nostra solidarietà e l’impegno a batterci per sconfiggere retaggi maschilisti duri a incrinarsi, anche a sinistra. Alle rappresentanze della Sinistra e l’Arcobaleno nel Consiglio e nella Giunta provinciale materana assicuriamo la stessa determinazione di ieri per contribuire a far chiarezza nell’attuale stagione di confusione politica, di cui la nascita del PD è al tempo stesso la causa e il sintomo.

Matera, 1 febbraio 2008

Michele Saponaro

Segretario regionale del PRC