sabato 28 marzo 2009
giovedì 12 marzo 2009
Elezioni provincia Mt, PRC: “Primarie di programma”
“Il Prc della provincia di Matera, ha espresso con nettezza al tavolo regionale tenutosi ieri con tutte le forze di centrosinistra la propria posizione, partendo dalla richiesta di discontinuità con l’attuale esperienza amministrativa, ritenuta i del tutto inadeguata”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Ottavio Frammartino, segretario provinciale di Rifondazione comunista. “Sui nomi da indicare per la presidenza della Provincia di Matera – continua il rappresentante di Rifondazione comunista - riteniamo che questa va messa in relazione alla necessità di riaffermare il “vincolo” della questione morale”. Prc dice di aver proposto, tra l’altro, “una fase d’ascolto e di consultazione democratica “tra e con” i cittadini, utile non solo a recuperare e trasmettere all’esterno uno spirito unitario e autenticamente solidale tra le forze politiche del centrosinistra, ma soprattutto per ristabilire un contatto stretto tra queste ultime e gli elettori e i loro bisogni, coinvolgendoli direttamente nel confronto per la definizione delle linee programmatiche della coalizione”. In altre parole, “chiediamo le “primarie” di programma che si dovrebbero svolgere nel mese di aprile con iniziative nelle piazze, banchetti, assemblee in tutti i comuni, offrendo a chi vi partecipa non tanto le risultanze di quanto i partiti elaborano nelle rispettive segreterie, ma soprattutto l’opportunità di esprimersi”. Per Frammartino “occorre investire i cittadini della “responsabilità della scelta” e del “diritto di scelta” sulle migliori soluzioni ai problemi del territorio”.sabato 7 marzo 2009
Provincia MT, PDCI e PRC insieme alle prossime elezioni
Sottoscritto un accordo tra le segreterie Pdci e Prc per una lista comune per le prossime amministrative in Provincia di Matera. Lo rendono noto i segretari provinciali dei due partiti, Ottavio Frammartino e Francesco Mandile. "Le liste saranno aperte al contributo di tutte quei soggetti politici della sinistra anticapitalista , ambientalista e femminista. Lo sforzo ora è di mettere i campo un programma che consenta l'uscita a sinistra dalla crisi, che metta al centro il nodo del rinnovamento della politica e della critica alla politica come attività separata, che crei un nuovo rapporto tra politica e società" . I due segretari, Frammartino e Mandile, ritengono che "il punto qualificante di questa lista ora debba essere l'apertura alle istanze sociali e di movimento, dai centri sociali alle associazioni di difesa dei consumatori le cui ragioni e istanze in questa crisi sono fortemente intrecciate a quelle dei lavoratori. Insieme alla sinistra "larga" bisogna lavorare su una piattaforma programmatica per la provincia , capace di dare risposte ai temi del lavoro e della formazione, della precarietà e della tutela ambientale. Alleanze e piattaforma programmatiche che saranno decise con un referendum da tenersi con tutti gli iscritti e con le associazioni e movimenti che aderiranno alla costruzione di questo processo unitario di sinistra non più rinviabile, e che non deve essere una sommatoria di sigle, ma un processo condiviso di programmi e idee".mercoledì 4 marzo 2009
domenica 1 marzo 2009
Questa e’ la (S)volta buona per Miglionico!!!

Cari concittadini, come tutti voi già saprete, fra qualche mese saremo chiamati alle urne per rinnovare
lunedì 23 febbraio 2009
Non si risale una montagna da soli - Haidi Gaggio Giuliani
Scorro in internet la rassegna stampa: la Palestina non si trova più nelle prime pagine dei grandi giornali, tra le notizie importanti. Nessuna sorpresa: altre popolazioni martoriate non ci sono addirittura mai arrivate. Quasi per caso nella vecchia posta ritrovo alcune foto scattate a Tulkarem, tre anni fa, quando sono andata ad assistere alle elezioni con ragazzi e ragazze dei Giovani Comunisti; siamo in gruppo e sorridenti, qualcuno tiene il braccio sollevato, la mano stretta a pugno: un gesto identitario? Sono successe molte cose in questi tre anni; i social forum, che erano la nostra speranza, nati dallo spirito di Genova 2001, si sono per lo più disciolti come neve al sole; alcuni di quei ragazzi sono andati "oltre", dove non mi è chiaro e, quel che è peggio, temo non sia chiaro neppure a loro stessi. Siamo di fronte a una gravissima crisi economica frutto di venti anni di politiche liberiste che hanno precarizzato il lavoro, tagliato i salari e accresciuta la ricchezza di ladri ed evasori. Le fabbriche chiudono; i lavoratori continuano a morire. Non c'è sicurezza per loro. Rischia di scomparire il Contratto nazionale di lavoro, scompaiono cioè le garanzie collettive sui salari e sui diritti, conquistate in tanti anni di lotte. In cambio ricompaiono i manganelli contro gli operai, a Pomigliano, contro i lavoratori dell'Innse a Milano. Non c'è sicurezza per chi difende il proprio territorio, la vita dei propri figli: linea dura delle forze dell'ordine contro i No dal Molin a Vicenza, città d'arte con coprifuoco militare. Come in Valsusa, si pretende di gestire con la forza la pacifica contestazione degli abitanti. Ma la "grande informazione" non ne parla. Non c'è sicurezza neanche per le donne nelle vie delle nostre città e, soprattutto tra le pareti domestiche, perché non saranno certamente leggi più repressive, a difenderle, bensì una cultura più diffusa, una maggiore attenzione ai problemi delle persone, maggiore partecipazione alla vita nelle città. «Ser culto es el único modo de ser libre» , ricordava José Martí nell'ottocento, ma qui la cultura viene umiliata ogni giorno, la scuola pubblica impoverita: è meglio non allevare giovani cittadini capaci di pensare con la propria testa perché potrebbero un giorno diventare uomini e donne davvero liberi. Non c'è più neppure la speranza di poter morire in pace. In cambio ritornano le leggi razziali. Assistiamo quotidianamente a colpi di mano contro la giustizia e la civiltà: medici trasformati in spioni contro gli ammalati più poveri, tanto poveri da non possedere nemmeno un documento; legalizzate le ronde; proibito indagare negli affari di lorsignori. Vengono votate in Parlamento leggi ordinarie che svuotano di significato la Carta costituzionale. In questo panorama l'opposizione a volte cinguetta con la maggioranza, a volte balbetta; quello che un tempo era il blocco sociale della sinistra si va sbriciolando.Ecco, così penso alla mia Rifondazione. Ma se voglio davvero che sia sempre più così, e sempre più grande, ci devo stare dentro. E lavorare.
alle
16:12
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lunedì 16 febbraio 2009
Prc Basilicata, costituito il coordinamento regionale
“Dopo che è stata ufficializzata l’adesione al Mps, capeggiato da Vendola una parte del gruppo dirigente del Prc di Basilicata, Rifondazione Comunista resta. Resta e rilancia la sua iniziativa per un'altra Basilicata, un'altra Italia e un'altra Europa. E’ stato costituito pertanto un coordinamento regionale provvisorio che si pone l’obbiettivo di rilanciare il nostro progetto nel territorio e che nei tempi utili procederà ad integrare il gruppo dirigente.“Esso è composto – prosegue la nota - da Angela Lombardi (responsabile nazionale Consumo Sportelli e membra del CPN), Giovanni Murano (che ha sostenuto la mozione congressuale Manifesto per la Rifondazione di Vendola) Nicola Sardone (già segretario regionale PRC) e Roberto Mancino (assessore Comunale Potenza).
Il coordinamento potrà essere integrato nei prossimi giorni per rappresentare la ricca pluralità che da sempre connota il nostro partito.
A tale proposito – sostiene il coordinamento del Prc - sottolineamo che molti compagni e compagne hanno scelto di continuare il percorso dentro Rifondazione Comunista pur avendo sostenuto il documento Vendola, questo per tre motivi: non si può lavorare all’ unità della sinistra partendo dal frammentare un partito già esistente; nel documento Vendola si sosteneva che ogni ipotesi di unità della sinistra deve partire da Rifondazione e non il contrario; Il rischio di non essere autonomi nelle decisioni ma di essere alla fine subalterni al Pd.
A proposito delle ultime vicende riguardanti il consiglio comunale di Potenza – conclude il Prc - nel ribadire che ogni decisione riguardante la collocazione di Rifondazione Comunista rispetto alla maggioranza di centrosinistra è esclusivo compito degli organismi del partito ai vari livelli, cosa che avverrà democraticamente nei prossimi giorni, si esprime con forza la piena solidarietà dell’ intero partito agli scomposti e strumentali attacchi ricevuti dal consigliere Marcello Travaglini, negli scorsi giorni, da vari esponenti del centrosinistra cittadino”.

