1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

1074 VOLTE GRAZIE MIGLIONICO

giovedì 12 marzo 2009

Elezioni provincia Mt, PRC: “Primarie di programma”

“Il Prc della provincia di Matera, ha espresso con nettezza al tavolo regionale tenutosi ieri con tutte le forze di centrosinistra la propria posizione, partendo dalla richiesta di discontinuità con l’attuale esperienza amministrativa, ritenuta i del tutto inadeguata”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Ottavio Frammartino, segretario provinciale di Rifondazione comunista. “Sui nomi da indicare per la presidenza della Provincia di Matera – continua il rappresentante di Rifondazione comunista - riteniamo che questa va messa in relazione alla necessità di riaffermare il “vincolo” della questione morale”. Prc dice di aver proposto, tra l’altro, “una fase d’ascolto e di consultazione democratica “tra e con” i cittadini, utile non solo a recuperare e trasmettere all’esterno uno spirito unitario e autenticamente solidale tra le forze politiche del centrosinistra, ma soprattutto per ristabilire un contatto stretto tra queste ultime e gli elettori e i loro bisogni, coinvolgendoli direttamente nel confronto per la definizione delle linee programmatiche della coalizione”. In altre parole, “chiediamo le “primarie” di programma che si dovrebbero svolgere nel mese di aprile con iniziative nelle piazze, banchetti, assemblee in tutti i comuni, offrendo a chi vi partecipa non tanto le risultanze di quanto i partiti elaborano nelle rispettive segreterie, ma soprattutto l’opportunità di esprimersi”. Per Frammartino “occorre investire i cittadini della “responsabilità della scelta” e del “diritto di scelta” sulle migliori soluzioni ai problemi del territorio”.

sabato 7 marzo 2009

Provincia MT, PDCI e PRC insieme alle prossime elezioni

Sottoscritto un accordo tra le segreterie Pdci e Prc per una lista comune per le prossime amministrative in Provincia di Matera. Lo rendono noto i segretari provinciali dei due partiti, Ottavio Frammartino e Francesco Mandile. "Le liste saranno aperte al contributo di tutte quei soggetti politici della sinistra anticapitalista , ambientalista e femminista. Lo sforzo ora è di mettere i campo un programma che consenta l'uscita a sinistra dalla crisi, che metta al centro il nodo del rinnovamento della politica e della critica alla politica come attività separata, che crei un nuovo rapporto tra politica e società" . I due segretari, Frammartino e Mandile, ritengono che "il punto qualificante di questa lista ora debba essere l'apertura alle istanze sociali e di movimento, dai centri sociali alle associazioni di difesa dei consumatori le cui ragioni e istanze in questa crisi sono fortemente intrecciate a quelle dei lavoratori. Insieme alla sinistra "larga" bisogna lavorare su una piattaforma programmatica per la provincia , capace di dare risposte ai temi del lavoro e della formazione, della precarietà e della tutela ambientale. Alleanze e piattaforma programmatiche che saranno decise con un referendum da tenersi con tutti gli iscritti e con le associazioni e movimenti che aderiranno alla costruzione di questo processo unitario di sinistra non più rinviabile, e che non deve essere una sommatoria di sigle, ma un processo condiviso di programmi e idee".

domenica 1 marzo 2009

Questa e’ la (S)volta buona per Miglionico!!!

Cari concittadini, come tutti voi già saprete, fra qualche mese saremo chiamati alle urne per rinnovare la nostra Amministrazione Comunale e, già da un po’ di tempo, tutte le forze politiche hanno dato inizio al consueto valzer delle trattative, con tanto di campagna acquisti per aggiudicarsi questo o quel candidato, questa o quella alleanza. Noi di Rifondazione Comunista siamo stati contattati da varie forze politiche, anche da alcune dalle quali non ce lo saremmo mai aspettati, se non altro per la distanza politica che ci divide, ma come avevamo già annunciato molto tempo fa, abbiamo deciso di non entrare in nessuna coalizione e di portare avanti un progetto autonomo, lasciando la porta aperta a tutti quei concittadini che volessero aderirvi in maniera attiva. Questo nostro progetto vi sarà presentato nelle prossime settimane e avrà come scopo fondamentale il coinvolgimento dei cittadini e l’uscita da una logica di scambio o clientelismo che ancora caratterizza molti partiti a livello locale (“ti prometto o ti do qualcosa in cambio di qualcos’altro!”). Non si tratterà di un vero e proprio programma elettorale, anche perché non si partirà dalla logica di formare a tutti i costi una lista per le Elezioni Amministrative, ma dell’individuazione dei principi e delle direttive cardine sulle quali la nostra linea politica futura dovrà poggiarsi, sia essa di maggioranza o di minoranza, interna od esterna al Consiglio Comunale; solo allora potremo valutare la possibilità di presentare o no una lista per le elezioni. Molto probabilmente, anche per queste elezioni, ci troveremo di fronte alle solite operazioni di facciata e a candidature finte che ci daranno l’illusione di un certo rinnovamento, in parole povere cercheranno ancora una volta di prenderci in giro inserendo nelle liste qualche nome nuovo, ma lasciando tutto in mano ai soliti “burattinai”, gli stessi che amministrano da vent’anni con risultati disastrosi. Questa è la ragione fondamentale che ci ha spinti a tirarci fuori dalla bagarre di queste settimane, perché riteniamo che un netto e radicale rinnovamento, non passi solo e soltanto per un parziale cambiamento delle facce, ma necessiti di una reale svolta nel modo di concepire la politica e la vita amministrativa. Nei cinque anni dell’amministrazione Borelli nessuna delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale ha mantenuto una sola delle promesse fatte, né la maggioranza, dalla quale non ci potevamo aspettare di meglio, né la minoranza, che si è trasformata sempre più in una “Opposizione Ombra” di una “Amministrazione Fantasma”. Questa amministrazione non è riuscita a portare a casa un solo risultato positivo, ma quello che più ci preoccupa è che in tutte le decisioni prese non abbia neppure minimamente coinvolto la cittadinanza, amministrando, nell’assoluto silenzio dell’opposizione, la cosa pubblica con una logica privatistica. Se la maggior parte dei nostri amministratori, nel corso degli anni, avesse speso per il bene della comunità almeno un centesimo del tempo passato a promettere lavoro in cambio di voti, forse tutti noi miglionichesi oggi staremmo un po’ meglio. E’ proprio contro questo genere di pratica che Rifondazione Comunista vuole battersi, perché non è pensabile che nel 2009, a Miglionico, per lavorare in alcune aziende devi prima farti la tessera a questo o quel partito e che, prima di firmare la lettera d' assunzione, arrivino a casa tua degli “emissari” per assicurarsi che tu tenga fede all’impegno preso, proprio come funziona nelle associazioni mafiose. Alla luce di tutto questo, vogliamo rivolgere a tutti voi, ed in particolare ai giovani miglionichesi, l’invito a non prestarvi a questi giochi, perché queste persone sfruttano la sofferenza della gente per raggiungere degli scopi personali e in occasione delle prossime elezioni, visto il periodo di crisi e la totale mancanza di lavoro, prevediamo che la situazione possa peggiorare ulteriormente. Per questi motivi vi invitiamo a tenere alta la guardia durante i mesi che ci guideranno alle elezioni e vi promettiamo che ci impegneremo al massimo per cercare di presentarvi un progetto veramente nuovo e concepito solo ed esclusivamente nell’interesse della comunità. A tale scopo, nelle prossime settimane, organizzeremo delle iniziative pubbliche per discutere con voi delle principali problematiche presenti sul nostro territorio e trovare insieme delle possibili soluzioni. Molto dipenderà anche da voi. Grazie.

lunedì 23 febbraio 2009

Non si risale una montagna da soli - Haidi Gaggio Giuliani

Scorro in internet la rassegna stampa: la Palestina non si trova più nelle prime pagine dei grandi giornali, tra le notizie importanti. Nessuna sorpresa: altre popolazioni martoriate non ci sono addirittura mai arrivate. Quasi per caso nella vecchia posta ritrovo alcune foto scattate a Tulkarem, tre anni fa, quando sono andata ad assistere alle elezioni con ragazzi e ragazze dei Giovani Comunisti; siamo in gruppo e sorridenti, qualcuno tiene il braccio sollevato, la mano stretta a pugno: un gesto identitario? Sono successe molte cose in questi tre anni; i social forum, che erano la nostra speranza, nati dallo spirito di Genova 2001, si sono per lo più disciolti come neve al sole; alcuni di quei ragazzi sono andati "oltre", dove non mi è chiaro e, quel che è peggio, temo non sia chiaro neppure a loro stessi. Siamo di fronte a una gravissima crisi economica frutto di venti anni di politiche liberiste che hanno precarizzato il lavoro, tagliato i salari e accresciuta la ricchezza di ladri ed evasori. Le fabbriche chiudono; i lavoratori continuano a morire. Non c'è sicurezza per loro. Rischia di scomparire il Contratto nazionale di lavoro, scompaiono cioè le garanzie collettive sui salari e sui diritti, conquistate in tanti anni di lotte. In cambio ricompaiono i manganelli contro gli operai, a Pomigliano, contro i lavoratori dell'Innse a Milano. Non c'è sicurezza per chi difende il proprio territorio, la vita dei propri figli: linea dura delle forze dell'ordine contro i No dal Molin a Vicenza, città d'arte con coprifuoco militare. Come in Valsusa, si pretende di gestire con la forza la pacifica contestazione degli abitanti. Ma la "grande informazione" non ne parla. Non c'è sicurezza neanche per le donne nelle vie delle nostre città e, soprattutto tra le pareti domestiche, perché non saranno certamente leggi più repressive, a difenderle, bensì una cultura più diffusa, una maggiore attenzione ai problemi delle persone, maggiore partecipazione alla vita nelle città. «Ser culto es el único modo de ser libre» , ricordava José Martí nell'ottocento, ma qui la cultura viene umiliata ogni giorno, la scuola pubblica impoverita: è meglio non allevare giovani cittadini capaci di pensare con la propria testa perché potrebbero un giorno diventare uomini e donne davvero liberi. Non c'è più neppure la speranza di poter morire in pace. In cambio ritornano le leggi razziali. Assistiamo quotidianamente a colpi di mano contro la giustizia e la civiltà: medici trasformati in spioni contro gli ammalati più poveri, tanto poveri da non possedere nemmeno un documento; legalizzate le ronde; proibito indagare negli affari di lorsignori. Vengono votate in Parlamento leggi ordinarie che svuotano di significato la Carta costituzionale. In questo panorama l'opposizione a volte cinguetta con la maggioranza, a volte balbetta; quello che un tempo era il blocco sociale della sinistra si va sbriciolando.
E allora io ho sentito, sento la necessità di un partito organizzato, e di farne parte. Un partito con le idee chiare. Che conosca le proprie radici e sappia anche riconoscere i propri errori; determinato a stare sempre dalla parte delle persone più deboli, sfruttate, derubate dei propri diritti, violentate nel corpo e nella vita. Voglio stare in un'organizzazione capace di discutere con forza al proprio interno e poi dichiarare apertamente quello che pensa e lavorare per raggiungere gli obiettivi individuati; capace di intervenire dove si apre un conflitto; e che quando decide di stare al fianco di grandi movimenti spontanei, come di piccole realtà, poi non li abbandona; capace altresì di denunciare le contraddizioni e di dare vita a nuovi conflitti. Voglio un partito determinato a risvegliare coscienze, disposto sempre a confrontarsi e a collaborare con altre organizzazioni, tutte le volte che è possibile; senza preconcetti ma senza nessun cedimento: un partito con le idee chiare, appunto. E voglio che il mio partito si faccia maestro e sappia fare scuola: deve sapere prima di tutto ascoltare i ragazzi e le ragazze, senza promettere facili carriere politiche ma insegnando con rigore sia la teoria come la pratica quotidiana. Perché è vero che moltissimi giovani sono nauseati dalla politica e pensano che non valga la pena di agire in una società come la nostra ma noi dobbiamo riuscire a dimostrare, come dicono le Madri argentine, che l'unica battaglia persa è quella che si abbandona. Ci riusciremo se sapremo essere onesti; se sapremo mettere da parte personalismi, leaderismi… Non si risale una montagna, non si conquista una cima da soli: si vince tutte e tutti insieme; ognuno con il proprio zaino, con il proprio carico di ricchezze e di errori, ma insieme.
Ecco, così penso alla mia Rifondazione. Ma se voglio davvero che sia sempre più così, e sempre più grande, ci devo stare dentro. E lavorare.

lunedì 16 febbraio 2009

Prc Basilicata, costituito il coordinamento regionale

“Dopo che è stata ufficializzata l’adesione al Mps, capeggiato da Vendola una parte del gruppo dirigente del Prc di Basilicata, Rifondazione Comunista resta. Resta e rilancia la sua iniziativa per un'altra Basilicata, un'altra Italia e un'altra Europa. E’ stato costituito pertanto un coordinamento regionale provvisorio che si pone l’obbiettivo di rilanciare il nostro progetto nel territorio e che nei tempi utili procederà ad integrare il gruppo dirigente.
E’ quanto riferisce una nota del coordinamento regionale del Prc.
“Esso è composto – prosegue la nota - da Angela Lombardi (responsabile nazionale Consumo Sportelli e membra del CPN), Giovanni Murano (che ha sostenuto la mozione congressuale Manifesto per la Rifondazione di Vendola) Nicola Sardone (già segretario regionale PRC) e Roberto Mancino (assessore Comunale Potenza).
Il coordinamento potrà essere integrato nei prossimi giorni per rappresentare la ricca pluralità che da sempre connota il nostro partito.
A tale proposito – sostiene il coordinamento del Prc - sottolineamo che molti compagni e compagne hanno scelto di continuare il percorso dentro Rifondazione Comunista pur avendo sostenuto il documento Vendola, questo per tre motivi: non si può lavorare all’ unità della sinistra partendo dal frammentare un partito già esistente; nel documento Vendola si sosteneva che ogni ipotesi di unità della sinistra deve partire da Rifondazione e non il contrario; Il rischio di non essere autonomi nelle decisioni ma di essere alla fine subalterni al Pd.
A proposito delle ultime vicende riguardanti il consiglio comunale di Potenza – conclude il Prc - nel ribadire che ogni decisione riguardante la collocazione di Rifondazione Comunista rispetto alla maggioranza di centrosinistra è esclusivo compito degli organismi del partito ai vari livelli, cosa che avverrà democraticamente nei prossimi giorni, si esprime con forza la piena solidarietà dell’ intero partito agli scomposti e strumentali attacchi ricevuti dal consigliere Marcello Travaglini, negli scorsi giorni, da vari esponenti del centrosinistra cittadino”.